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La chiesa di Santa Maria Antesecula in via Fontana

 

di Antonio La Gala

 

 

Nel Cinquecento i frati Minimi di San Francesco di Paola al Vomero risiedevano nel Convento di Calata San Francesco, espropriato nell’Ottocento. Come nuova sede si risistemarono in area Montedonzelli, ma nel secondo dopoguerra persero anche questa sede a causa delle trasformazioni edilizie della zona. Oggi li ritroviamo in via Fontana, titolari della parrocchia di Santa Maria Antesecula in via Fontana.

Come è avvenuto questo ultimo passaggio?

Dopo lo sloggiamento da Montedonzelli, il cardinale Ursi, nel 1969, assegnò alla Provincia Napoletana dei Minimi la titolarità di una nuova parrocchia che veniva istituita in area Montedonzelli-Via Fontana, per assecondare lo sviluppo edilizio di quell’area.

Dal mese successivo la nuova parrocchia ebbe sede provvisoria in un terraneo di via Fontana 107/A, un oratorio aperto molte ore al giorno e nei giorni festivi per la celebrazione delle funzioni religiose.

Realizzata una nuova apposita sede, il 9 giugno 1974 fu inaugurata l’attuale chiesa con il titolo di Santa Maria Ante Secula, titolo preso da un vecchio tempio del centro storico di Napoli, titolo che nasce dalla frase “Ab initio et ante secula creata sum” dove l’espressione Ante Secula è diventato per traslato una delle attribuzioni che la Chiesa conferisce alla Madonna.

Stilisticamente la chiesa presenta, all’esterno e all’interno, linee essenziali. Sull’altare maggiore c’è l’immagine della Madonna che apparve nel 1842 all’ebreo Alfhonse Ratisbone nella chiesa romana di S. Andrea delle Fratte.

All’esterno della chiesa è stata recentemente eretta una statua di San Francesco di Paola, che poggia su un articolato e (incomprensibilmente) alto basamento lapideo.

San Francesco di Paola è stato un santo molto presente nelle devozioni dei napoletani, come testimonia la diffusione delle sue immagini nelle chiese della città e nei dipinti, in particolare dell’Ottocento. Tenendo presente ciò, qui crediamo far cosa utile dire qualcosa sulla sua figura.

Il santo è protettore dei naviganti per aver attraversato, secondo la tradizione, lo stretto di Messina sul suo mantello. Nacque nel 1416 a Paola, sul litorale calabro, e gli fu dato il nome del santo di Assisi per la devozione che i suoi genitori avevano verso questo Santo. Morì in Francia nel 1507. Diventato frate, la sua vita ascetica e i miracoli che gli si attribuivano, gli dettero tale fama di taumaturgo tant’è che quando il re di Francia Luigi XI si ammalò, volle che venisse in Francia. Nonostante i suoi 67 anni, il santo si avviò verso la Francia; per raggiungerla s’imbarcò a Napoli, ed è allora, siamo nel 1483, che è nato il suo legame con la città. Un altro momento che rafforzò il legame fra Napoli e il santo fu quando Ferdinando I tornò a Napoli nel 1815. Il Borbone aveva fatto voto al santo che, se fosse riuscito a recuperare il trono, gli avrebbe eretto una chiesa.

Sciolse il voto erigendo la grande basilica che fronteggia palazzo reale.

Il santo divenne patrono del Regno delle Due Sicilie ed è uno dei numerosi compatroni di Napoli.

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