IL PROFESSORE VITO TELESE
di Peppe Iannicelli
Il professore Vito Telese è un personaggio straordinario.
Ama il calcio, il latino e le canzoni classiche napoletane.
La sua passione calcistica ha i colori della Battipagliese ( è nato nella Piana del Sele) e della Salernitana ( vive da anni nel capoluogo), ma guarda con simpatia anche alla casacca azzurra del Napoli.
Bravo, un esempio di Campania Felix calcistica. Telese è l’archetipo del dotto non saccente, dello studioso, capace di rendere divertente anche la fatica dell’apprendere.
Lo sanno bene le migliaia di alunni che ha formato dalla sua cattedra. Lo sanno bene coloro che, dapprima con stupore poi con crescente entusiasmo, l’hanno ascoltato al pianoforte.
Le sue dita scorrono agili sui tasti bianchi e neri, dalla sua bocca sgorgano le melodie più belle della canzone partenopea tradotte in latino.
Altro che lingua morta! Il professore Telese riesce, con le sue traduzioni originali, a rendere in pieno tutto il sentimento di canzoni immortali.
Volete un esempio ? Ecco la celebre strofa di ‘O sole mio” tradotta nella lingua di Virgilio.
Ma n’atu sole cchiù bello, oj né,
’o sole mio- sta ’nfronte a te!
’O sole, ’o sole mio
Sta ’nfronte a te, sta ’nfronte a te!
Sed alter sol / pùlchrior, o mea,
meus proprius sol / est in tua fronte!
Et sol / meus proprius sol
est in tua fronte / est in tua fronte!
Ed ancora, il Monastero di Santa Chiara con la sua carica di nostalgia:
Ac Neapolim redìre_ego percùpio…
No, nun è overo!… No, nun ce crero!…
E mmoro pe’ ’sta smania ’e turna’ a Nnapule…
Ma ch’ aggia fa’? Me fa paura ’e ce turna’!
Il repertorio telesiano si estende a tutto il pentagramma partenopeo.
Tanto amore per Napoli e per la sua cultura merita una standing ovation.
Ci serve a ricordare le gloriose radici di una tradizione artistica e letteraria che troppe volte finisce nell’oblio, soffocata tra cumuli di rifiuti, malaffare e becera violenza metropolitana.
Quando viene la voglia di scappare da Napoli, un pensiero poetico può aiutare a sopportare la durezza del vivere quotidiano.
Certo una finta di Maradona scioglie il sangue delle vene, ma una rete di Higuain o una rasoiata di Hamsik possono comunque riscaldare il cuore.

