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Emilio Notte: difficoltà di rinnovare la pittura   di Antonio La Gala   Emilio Notte è forse l'esempio più rappresentativo della difficoltà che la...
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CASO SCOMMESSE   di Luigi Rezzuti   Calciopoli non è mai finita e guarda caso ogni volta che viene fuori un illecito sportivo c’è sempre,...
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PROCIDA MARINARA   (Aprile 2022)
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L’eremo dei Camaldoli    di Antonio La Gala   Nel Medio Evo la configurazione territoriale delle alture vomeresi, per l’esistenza di punti...
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Liberty in casa del nonno   di Antonio La Gala   Le generazioni vissute o nate nei primi decenni del Novecento, che per molti di noi sono le...
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Sul Covid 19 - Una brutta storia - L’attacco a Paolo Ascierto   di Marisa Pumpo Pica   Avevamo deciso di non parlare del Covid 19 su questa pagina...
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Giardini di antiche ville in Campania   di Antonio La Gala     Spesso, nel visitare qualche antica villa napoletana o campana, restiamo colpiti dalla...
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Una traversata burrascosa

di Luigi Rezzuti

 

 

Come tutti gli anni, d’estate, partivamo per Ischia per trascorrere le vacanze nei mesi di luglio ed agosto. Purtroppo, per motivi di lavoro, io non potevo restare con la mia famiglia al mare e quindi facevo il pendolare tra Ischia e Napoli. Un mattino del mese di luglio, verso le sette e trenta, andai al porto e mi imbarcai su un aliscafo. Dal porto vidi, in lontananza, che il mare era abbastanza agitato ma non mi preoccupai più di tanto, pensando che la traversata sarebbe durata soltanto un’oretta. Appena fuori dal porto, il vento ululava come un lupo affamato, le onde si infrangevano contro lo scafo con la forza di un gigante e l’aliscafo danzava sulla cresta di onde che sembravano montagne. Ero in mezzo al mare, la terra solo in lontananza. La pioggia fitta frustava il viso rendendo difficile anche solo respirare. L’odore del mare in tempesta, un misto di salsedine e terrore, mi entrava nelle narici. L’aliscafo, spinto dal vento impetuoso, sembrava impazzito. Ogni ondata era una sfida, un colpo inferto da un nemico invisibile. Il comandante, un uomo di mare, temprato da mille temeste, lottava con tutte le sue forze per mantenere la rotta. Le sue mani forti, stringevano il timone con una determinazione che mi dava coraggio. Ricordo ancora il terrore negli occhi dei passeggeri e il silenzio, rotto solo dal suono assordante del vento e del mare. Ricordo la paura, che mi attanagliava lo stomaco, la sensazione di impotenza di fronte alla grandezza della natura, eppure, in quel caos, c’era anche una strana bellezza, un senso di rispetto per la forza incontenibile del mare. Dopo circa un’ora, ma sembrarono secoli, finalmente il vento cominciò a placarsi, le onde ad abbassarsi. La pioggia cessò, lasciando spazio a un cielo plumbeo. L’aliscafo, stremato ma vittorioso, continuava il suo viaggio, ora più lento e più sicuro. Quando, finalmente, avvistammo il porto, un’esplosione di gioia scosse i passeggeri. Avevamo superato la tempesta, eravamo vivi. Quella traversata burrascosa fu un’esperienza che non dimenticherò mai, un ricordo indelebile di coraggio, paura e forza inarrestabile della natura.

Luglio 2025

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