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SACRUM 5 Visioni Plastiche Contemporanee  di Maurizio Vitiello     Sabato 1° Agosto 2026, ore 17,30, sarà inaugurata nella Chiesa del Santissimo...
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Belle Époque Come saliva al Vomero chi non prendeva le funicolari   di Antonio La Gala   Nei decenni a cavallo fra Otto e Novecento, nel periodo...
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Falò sulla spiaggia  di Luigi Rezzuti       Era un Ferragosto di tanti anni fa. Organizzammo un falò sulla spiaggia, Ernesto portò la chitarra,...
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Lasciamo che i bambini si annoino ogni tanto di Maria Rosa Lanza     È già estate e la maggior parte dei bambini che frequenta la scuola primaria,...
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IL TEST DI MEDICINA   di Annamaria Riccio   Il test di medicina cambia ancora. Tante le novità di quest’anno: si torna alla vecchia prova nazionale...
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Conte, addio? di Luigi Rezzuti   La notte dello scudetto sarà anche l’ultima volta di Antonio Conte? Il tecnico partenopeo si è scagliato contro il...
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Gotico partenopeo    di Antonio La Gala     Fra i lasciti buoni e cattivi degli Angioini a Napoli, va messo in rilievo, fra quelli buoni, lo...
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Una traversata burrascosa

di Luigi Rezzuti

 

 

Come tutti gli anni, d’estate, partivamo per Ischia per trascorrere le vacanze nei mesi di luglio ed agosto. Purtroppo, per motivi di lavoro, io non potevo restare con la mia famiglia al mare e quindi facevo il pendolare tra Ischia e Napoli. Un mattino del mese di luglio, verso le sette e trenta, andai al porto e mi imbarcai su un aliscafo. Dal porto vidi, in lontananza, che il mare era abbastanza agitato ma non mi preoccupai più di tanto, pensando che la traversata sarebbe durata soltanto un’oretta. Appena fuori dal porto, il vento ululava come un lupo affamato, le onde si infrangevano contro lo scafo con la forza di un gigante e l’aliscafo danzava sulla cresta di onde che sembravano montagne. Ero in mezzo al mare, la terra solo in lontananza. La pioggia fitta frustava il viso rendendo difficile anche solo respirare. L’odore del mare in tempesta, un misto di salsedine e terrore, mi entrava nelle narici. L’aliscafo, spinto dal vento impetuoso, sembrava impazzito. Ogni ondata era una sfida, un colpo inferto da un nemico invisibile. Il comandante, un uomo di mare, temprato da mille temeste, lottava con tutte le sue forze per mantenere la rotta. Le sue mani forti, stringevano il timone con una determinazione che mi dava coraggio. Ricordo ancora il terrore negli occhi dei passeggeri e il silenzio, rotto solo dal suono assordante del vento e del mare. Ricordo la paura, che mi attanagliava lo stomaco, la sensazione di impotenza di fronte alla grandezza della natura, eppure, in quel caos, c’era anche una strana bellezza, un senso di rispetto per la forza incontenibile del mare. Dopo circa un’ora, ma sembrarono secoli, finalmente il vento cominciò a placarsi, le onde ad abbassarsi. La pioggia cessò, lasciando spazio a un cielo plumbeo. L’aliscafo, stremato ma vittorioso, continuava il suo viaggio, ora più lento e più sicuro. Quando, finalmente, avvistammo il porto, un’esplosione di gioia scosse i passeggeri. Avevamo superato la tempesta, eravamo vivi. Quella traversata burrascosa fu un’esperienza che non dimenticherò mai, un ricordo indelebile di coraggio, paura e forza inarrestabile della natura.

Luglio 2025

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