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Santa Maria di Costantinopoli a Cappella Cangiani

 

di Antonio La Gala

 

 

 

Come recita il suo titolo, questa chiesa si trova vicino Cappella Cangiani, al Vomero Alto. È sorta a seguito dell’intenso sviluppo abitativo di quella zona nel secondo dopoguerra, in sostituzione di due precedenti chiese con lo stesso titolo, divenute insufficienti: una cappella fondata nel 1575 e una chiesa aperta nel 1914.

A Napoli il culto per la Vergine di Costantinopoli si era diffuso nei secoli del Ducato bizantino, quando Napoli, dopo la sua riconquista da parte dei Bizantini nel 553, rimase a lungo nell’area culturale e religiosa greco-orientale.

La dedica di chiese a Santa Maria di Costantinopoli era comunissima per la devozione tributataLe dai napoletani, come, dimostra, ad esempio, la costruzione della chiesa al Museo, dopo la pestilenza del 1556.

In collina una chiesetta con lo stesso titolo, costruita a metà Seicento, e abbattuta negli anni Trenta del Novecento, s’incontrava ad Antignano, alla confluenza di Via D’Annibale e la discesa verso il centro di Napoli, di San Gennaro ad Antignano.

 

La prima cappella ai Cangiani dedicata alla Vergine di Costantinopoli fu fondata dalla famiglia Cangiano, che da quelle parti aveva notevoli possedimenti almeno dal Quattrocento, dando il nome al piccolo borgo e alla zona, quando in collina i piccoli caseggiati rurali prendevano il nome delle famiglie proprietarie.

La cappella custodiva un’icona della Vergine di Costantinopoli, che qualcuno faceva risalire al Trecento. Passata per via testamentaria alla Curia, dopo un po’ di tempo la cappella fu affidata a un sacerdote che alloggiava in una stanza sopra la cappella e poi agli Agostiniani, che vi aprirono a fianco un piccolo convento e dedicarono la cappella al loro santo.

Come data della fondazione, alcuni indicano il 1575 e come fondatore Antonio Cangiano, invece lo scrittore Aloe annota: “È una cappella sita presso il casale dell’Arenella dove si dice Orsolone, fondata l’anno circa 1614 da Giovanni Vincenzo Cangiano e dotata d’un pezzo di territorio contiguo, fu poi dall’istesso padrone concessa ai frati di  S. Agostino, i quali vi hanno accomodate alcune celle per loro habitazioni”.

 

Ai Cangiani dopo la fondazione della cappella, la popolazione del  piccolo villaggio agricolo che vi viveva attorno, cresceva, tant’è chela vecchia chiesetta, nonostante un restauro a metà Ottocento, non riusciva più a ospitare i fedeli, che spesso restavano fuori al tempio, pur stipandosi alcuni anche sull’ammezzato ove era l’organo.

Si rese necessario costruire una nuova chiesa.

Nel 1904 fu acquistato un suolo di fianco alla vecchia chiesa, dove, su disegno dell’ingegnere Alfredo Pastacalda, fu costruito un nuovo tempio, aperto al culto il primo ottobre 1914, prima come succursale di parrocchie vicine, e poi come parrocchia autonoma dal 1925.

Nel secondo dopoguerra, dopo una ristrutturazione di questa chiesa avvenuta nel 1951, l’esplosione demografica del Vomero Alto renderà necessaria la costruzione ancora di un altro tempio, iniziata nel 1969, ancora con lo stesso titolo di Santa Maria di Costantinopoli, inserito in un ampio complesso eretto a parrocchia nel 1976, realizzato lungo via Semmola, alle spalle della chiesa aperta nel 1914 su via Cangiani,.

L’esterno della nuova chiesa è costituito da forme architettoniche fortemente moderne.

All’interno, nell’ariosa sistemazione architettonica moderna, esaltata dal gioco di luce delle vetrate, risultano ben assorbite alcune testimonianze antiche, fra cui il dipinto con la Madonna di Costantinopoli, già esposto nella cappella dei Cangiano e poi nella parrocchia del primo Novecento, e, sistemato nell’area absidale, un Crocefisso ligneo dei primi anni del Seicento, opera di Michelangelo Naccherino, che proviene dalla chiesa trecentesca dell’Incoronata di via Medina.

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