Ogni promessa è debito
All’Arena Flegrea la commedia di Vincenzo Salemme
di Ilaria Rezzuti
Il 20 e il 21 settembre 2025 alle ore 21, Vincenzo Salemme ha portato in scena, nella suggestiva cornice dell’Arena Flegrea, la commedia “Ogni promessa è debito”. La commedia ha riscosso un grande successo ed i 5000 spettatori presenti hanno accompagnato lo spettacolo, per tutta la sua durata, con applausi scroscianti e fragorose risate. L’opera, scritta diretta e interpretata da Vincenzo Salemme, si è rivelata una commedia brillante, tipica del teatro napoletano contemporaneo, che ha unito comicità, riflessione e sentimento. Non sono mancati equivoci, malintesi, situazioni paradossali e battute intelligenti, accanto a considerazioni di carattere sociale, che hanno mantenuto il ritmo, coinvolgendo il pubblico dall’inizio alla fine. Gli attori, guidati dalla regia dello stesso Salemme, hanno mostrato affiatamento e complicità, al punto tale che, in un paio di occasioni, le battute sono state così esilaranti che i protagonisti non sono riusciti a trattenersi da risate autentiche e spontanee. “Ogni promessa e debito” rappresenta, un’opera teatrale sicuramente ben riuscita, che non ha deluso le attese del pubblico e che certamente continuerà a riscuotere successo nei teatri di tutto il territorio nazionale.
La trama: “Il voto religioso, la promessa di donare una cospicua cifra in danaro alla Santa protettrice del proprio paese, valgono comunque, anche se fatti da un sonnambulo in dormiveglia? É proprio quello che accade a Benedetto Croce, proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di Bacoli. L’uomo, a bordo di una barca, finisce sugli scogli, ritrovandosi disperso in mare, insieme ai suoi figli e al suo cameriere di sala. Privo di sensi, per un colpo alla testa durante l’incidente, riesce a rivolgersi a Sant’Anna e lancia un messaggio alla radio di bordo: “Vi prego, se venite a salvarci, io faccio un voto a Sant’Anna: prometto di donare 5.557.39 euro e 60 centesimi!” Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre. Il fatto è che Benedetto Croce, una volta risvegliatosi dallo svenimento, non ricorda nulla di tutto questo. Invece, tornato a casa, tutti gli chiedono del voto. I figli vogliono sapere se il loro papà, vedovo e pieno di debiti, possegga davvero tutti quei soldi e così gli altri, dal sindaco al parroco della chiesa di Sant’Anna, dai soccorritori al fratello Gaetano, dalla banca ai dipendenti in attesa degli stipendi arretrati, perché vantano diritti su quella donazione... Nessuno, insomma, pare voglia tenete in conto che il pover’uomo, ha fatto, si, un voto a Sant’Anna, ma lo ha fatto mentre dormiva e quindi non in piena e lucida consapevolezza. Ma la domanda vera è: perché, seppure da sonnambulo, decidere di donare una cifra così alta e soprattutto così precisa al centesimo? E poi… questi soldi esistono o sono solo il frutto di una inspiegabile e oscura spinta dell’inconscio? E, infine... come farà Benedetto a districarsi fra tutte queste domande? Soprattutto come farà a sottrarsi alla regola, non scritta, nel codice legale, ma in quello dell’etica popolare, che ci obbliga a rispettare le promesse solenni perché, come sappiamo bene, “ogni promessa è debito!!?

