Scuola e società
Le mamme che chattano … che invenzione!
di Maria Rosa Lanza
Ormai è diventata una scena fissa: appena un bambino inizia qualcosa di nuovo, catechismo, calcetto, scuola, ecco!… subito nasce il gruppo WhatsApp delle mamme. E lì succede di tutto. Ci si dà una mano, ci si passa informazioni utili… ma spesso finisce che si parla anche di cose che, forse, i bambini potrebbero benissimo gestire da soli. Ce n’è per ogni attività: palestre, catechismo, sport.
E poi, il più “impegnativo” è il gruppo della classe. Lì si discute di molto, si pianifica, a volte si critica pure la scuola, come se i genitori sapessero sempre più e meglio degli insegnanti. Tutto con le migliori intenzioni, per carità, “è per il loro bene”, “così sono più tranquilli”. Ma... il risultato? Bambini che si sentono sempre osservati, guidati, corretti. Io lo vedo tutti i giorni. I miei alunni me lo raccontano. La chat delle mamme è sempre aperta e attiva, pronta a creare problemi, spesso inutili, senza considerare che i bambini sono quelli che frequentano la scuola e hanno interagito direttamente con le insegnanti, non con le mamme. E così, invece di lasciare spazio a loro, ai protagonisti, perché possano affrontare le loro esperienze e imparare dai propri errori, gli adulti intervengono continuamente, guidando e correggendo ad ogni passo. E alla fine i bambini crescono, pensando di non potersi permettere errori. L’errore diventa qualcosa da nascondere, non un’occasione per imparare. Invece, lo sappiamo, solo provando, cadendo, rialzandosi, si diventa autonomi. Se ogni piccolo successo viene subito celebrato nel gruppo, il messaggio che passa è che conta più l’applauso che l’impegno. E allora le cose più semplici, come ricordare di dovere svolgere un compito, mettere a posto i quaderni e il materiale scolastico, diventano faccende “da adulti”. Ma se questi bambini non provano mai la frustrazione di sbagliare, come impareranno a fidarsi di se stessi? Il rischio è che crescano convinti che il mondo non perdonerà loro neanche una caduta. E, invece, cadere serve, eccome! Lasciamo che si “arrangino” un po', da soli. Per noi adulti non è facile fare un passo indietro, ma è l’unico modo per regalare loro quello che serve davvero: la libertà di imparare a crescere.
Ottobre 2025

