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Belle Époque

Come saliva al Vomero chi non prendeva le funicolari

 

di Antonio La Gala

 

Nei decenni a cavallo fra Otto e Novecento, nel periodo della belle époque, i mezzi di trasporto pubblico più utilizzati per salire al Vomero erano le funicolari, nateS a fine Ottocento, proprio per poter spostare i napoletani in collina, fino ad allora rimasta un luogo agreste, (la terra dei broccoli), luogo di fatto separato dal resto della città, per la sua difficile accessibilità con i mezzi di trasporto dell’epoca.

Ma nella belle époque come saliva al Vomero chi non usava le funicolari? Quali altri mezzi di trasporto pubblico affiancavano le funicolari?

A Napoli il servizio di trasporto pubblico veniva svolto prevalentemente con omnibus, cioè carrozze trainate da cavalli. Anche quando nel 1876 nel centro della città comparvero i binari, i binari erano usati da carrozze ancora trainate da cavalli. All’epoca i “motori” erano solo gli animali.

Negli anni Ottanta si sperimentarono tram a vapore.

Una linea a vapore lambì il Vomero. Partiva dal Museo, passava per Piazza Mazzini, proseguiva per Corso Vittorio Emanuele, per raggiungere Mergellina e la Torretta. I disagi provocati da una cremagliera per vincere la pendenza di Salvator Rosa, la poca efficienza energetica di far salire una locomotiva piena d’acqua per portare qualche viaggiatore, il disagio creato dal vapore fra le case, portarono alla sua abolizione.

Grazie alla maggiore potenza del subentrante motore elettrico, si rese inutile mantenere la cremagliera e la linea fu trasformata in elettrica.

Nel 1899 da un punto di questa linea, da Piazza Mazzini, fu diramata una linea per il Vomero, che saliva per Conte della Cerra, verso Antignano. Il 25 marzo 1899, il primo tram elettrico, il leggendario n.7, dal capolinea di Piazza Dante, raggiungeva il capolinea di San Martino.

Comunque i vomeresi per spostarsi preferivano le funicolari: tempi di percorrenza di alcuni minuti contro almeno la mezzora dei tram. Inoltre con i tram bisognava fermarsi ai numerosi incroci, e le attese fra un mezzo e un altro mettevano a dura prova i viaggiatori, tant’è che erano sorti dei posti “di ristoro” nei luoghi d’attesa. Infine erano frequenti i deragliamenti in discesa.

Il 16 ottobre 1902 si aprì un’altra linea elettrica per la collina, la n. 9. Anch’essa partiva da Piazza Dante, ma da Salvator Rosa si diramava per la Salute, Via Confalone, e si attestava in Piazza Arenella.

Anche con l’avvento delle funicolari e dei tram elettrici, al Vomero non tramontò l’era dei cavalli. Agli inizi del Novecento troviamo ancora linee di omnibus, ma ormai i tempi erano maturi per la loro scomparsa: dopo la guerra mondiale non se ne trovano più tracce.

Nelle due figure che accompagnano questo articolo presentiamo il leggendario tram n. 7 e la sua versione estiva belle époque, all’angolo fra via Luca Giordano e via Scarlatti.

Ottobre 2025

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