NEWS

PRESEPE VIVENTE A TORRE ANNUNZIATA   di Sergio Zazzera     L’idea di Presepe vivente generalmente diffusa è quella di una rappresentazione statica...
continua...
Aspettando il Natale - Ad Ortisei, nella Val Gardena   di Luigi Rezzuti   Il conto alla rovescia per le feste più magiche dell’anno è ormai una...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   Habemus papam e che papa!   L’intero pianeta dell’informazione si è giustamente appropriato di un evento...
continua...
Parrocchia di Nostra Signora del Sacro Cuore   di Antonio La Gala     A metà di via Simone Martini, in una breve traversa cieca, in via Scala, fra i...
continua...
Calciomercato invernale di Luigi Rezzuti   Il 2 gennaio del 2026 si aprirà la sessione invernale che sarà decisiva per le sorti del club partenopeo,...
continua...
Lascia o raddoppia   di Luigi Rezzuti   Adesso non ci sono dubbi: Antonio Conte sarà l’allenatore del Napoli anche nella prossima stagione. Il...
continua...
QUANTO GUADAGNA CHI VINCE LO SCUDETTO   di Luigi Rezzuti   Oltre al prestigio del trofeo, vincere la Serie A vale svariati milioni. Anche dal secondo...
continua...
Prima era un’altra cosa   di Antonio La Gala   Fra i luoghi comuni più comini della nostra città luoghi comuni merita un posto d’onore quello che, con...
continua...
Santa Maria del Soccorso all’Arenella, un’antologia d’arte sacra   di Antonio La Gala   La prima chiesa parrocchiale della collina vomerese, la...
continua...
IL FESTIVAL DI SANREMO                                                                                di Mariacarla Rubinacci   Ne parlano tutti, in...
continua...

 

Disabilità

Uguali ma diversi

di Gilda Rezzuti

 

Quando si parla di persone fragili ci si riferisce a tutte quelle categorie, che, per motivi e condizioni diverse, vivono in situazioni di svantaggio. Le cause sono molteplici in quanto possono dipendere da difficoltà di natura fisica, psichica, economica e sociale. La maggior parte di queste persone, molto spesso, è costretta a vivere fuori dai contesti normali di vita. Sono soggetti nascosti, invisibili, in una società protesa sempre di più all’efficienza e che, inevitabilmente, lascia indietro chi non può o non riesce ad essere competitivo e mantenere il giusto passo in questo complesso ingranaggio. Purtroppo, è una triste realtà, che dovremmo avere il coraggio di guardare in tutte le sue sfaccettature e criticità perché, solo partendo da un’analisi attenta del problema, si potrà cercare eventualmente di tracciare, per il futuro, un percorso in grado di rispondere, in maniera adeguata, alle tante esigenze che queste situazioni comportano.

In questa categoria di fasce deboli, ci sono quelli che comunemente vengono chiamati “diversi” o “diversamente abili”. Un tempo queste persone venivano chiamate “handicappati”. In seguito, questo termine è stato cambiato in “disabili”, come del resto tanti altri nomi, come, per esempio, gay, nero, collaboratore domestico, operatore ecologico e così via, poiché i nomi che etichettavano, in passato, queste categorie erano ritenuti espressioni con accezione negativa, quasi dispregiativa. A mio avviso, non è certo un problema di parole ma sicuramente di cultura. Importante, infatti, è considerare che la nostra attenzione non dovrebbe essere concentrata solo nel cambiare le parole. Occorre, invece, fare in modo che cambi davvero una visione della problematica e si dia un senso a tutto nella piena globalità.

Oggi i soggetti, cosiddetti “diversi”, sono, di fatto, i più vulnerabili in una comunità, i più infelici e provati. Sono gli emarginati, ai quali tutta la società civile e moderna, dovrebbe assicurare sostegno ed assistenza particolare, in coerenza con l’art. 38 della Costituzione Italiana, che, in teoria, garantisce ad ogni cittadino inabile e sprovvisto di mezzi necessari per vivere, il diritto al mantenimento e all’assistenza. Bisogna, dunque, chiedersi se tale articolo, sia rispettato con netta coerenza nella pratica quotidiana o se, come accade fin troppo spesso e come recita un antico detto, “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare...” Risulta evidente, dunque, che, se non si riuscirà a trovare un mezzo idoneo per navigare in questo mare, seguendo la giusta rotta, difficilmente si approderà sull’altra parte della sponda.

Dicembre 2025

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen