Il vero miracolo di Natale
Storie di bambini e maestre
di Maria Rosa Lanza
È quasi Natale. Tutto brilla. Scintille e lucine, ovunque. E, come ogni anno, nelle scuole, bambini e maestre si preparano per il tanto atteso lavoretto di Natale. Da decenni, la scuola italiana segue con orgoglio questa tradizione: piccoli manufatti natalizi da portare, poi, a casa, casette di cartone, piatti decorati, Babbi Natale con barbe di cotone, pupazzi di neve tutti lucidi e perfetti, rigorosamente fatti a mano e infilati in buste di plastica trasparente. Una tradizione, nata per sviluppare la manualità e, soprattutto, per creare un filo, quasi magico, che unisce scuola e famiglia. Un’idea bellissima. Ma poi, come accade per tutte le tradizioni, ad un certo punto qualcuno ha cominciato a chiedersi: “Ma siamo sicuri che funzioni ancora bene?” Così una pedagogia più moderna ha iniziato a far notare qualche dettaglio. Poiché spesso accade che tutto è perfetto, tagliato e pronto, il bambino assembla dei pezzi, attacca una stellina e, se lo lasci da solo, il risultato è un caos tenerissimo…Ed ecco che arriva lei che aggiusta, incolla, rifinisce, mette a posto con pazienza ciò che è sbagliato e trasforma un mucchietto indefinito di cartoncini in qualcosa di riconoscibile. Infatti, qualche opera resta inevitabilmente sotto al banco fino a gennaio, accartocciata come un pezzo d’arte contemporanea che nessuno capisce, accanto alle bustine di plastica in cui infilare il tutto… beh, non proprio una scelta che farebbe sorridere Greta Thunberg! E se il lavoretto diventasse qualcos’altro? Non un “prodotto perfetto” da portare a casa, ma un piccolo percorso? Un momento in cui alcuni bambini progettano, si sporcano le mani, sbagliano, cambiano idea, discutono, litigano pure, e poi ridono. Forse il risultato finale verrebbe un po' discutibile, da fare storcere il naso, ma sarebbe fatto da loro. Un racconto di esperienza e crescita. E il vero miracolo di Natale? Lo fanno le maestre. Con pazienza infinita, mani appiccicose e occhi che ridono insieme ai bambini, riescono a trasformare il caos in qualcosa di magico. Non importa se il presepe è storto, se la renna ha due teste o se Babbo Natale sembra un po' perso… L’importante è che tutto sia nato da mani piccole e cuori grandi. Quest’anno, come ogni anno, ce l’hanno fatta: hanno lasciato spazio all’errore, alla fantasia, ai piccoli disastri. Ed è lì, in quel caos colorato e luminoso, che nasce la vera magia del Natale.
Dicembre 2025

