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Perché si chiama così?   di Antonio La Gala     Può capitare di domandarci, magari dopo anni che ci passiamo, perché quella strada si chiama...
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Il cammino del Napoli in Champions League   di Luigi Rezzuti   Dopo la cavalcata trionfale nello scorso campionato, conclusasi con la vittoria dello...
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Gli studenti hanno scelto le scuole superiori   di Annamaria Riccio   Chiuse le iscrizioni per le scuole superiori, Semrush individua le scuole che...
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Positano in prosa   di Antonio La Gala   Le cronache estive si soffermano volentieri su località turistiche, evidenziandone il movimento turistico, le...
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Miti napoletani di oggi.86 IN TEMPO DI COVID-19   di Sergio Zazzera     La premessa è sempre quella della reiterazione del rito che produce il...
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GUERRA ALLO SCARRAFONE   dI Luigi Rezzuti   Abito al Vomero, un quartiere “in”, il quartiere dello shopping,  che molti raggiungono da tutte le parti...
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La scuola sospesa Ricordi di un anno senza abbracci di Maria Rosa Lanza   Ci siamo! È settembre e, insieme al nuovo inizio, riaffiora il ricordo di un...
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IMMAGINI DI UNA NAPOLETANITA’ D’ALTRI TEMPI   di Sergio Zazzera   Una malintesa maniera d’intendere la globalizzazione potrebbe indurre a...
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Le utilitarie del Primo Novecento   di Antonio La Gala   Nel periodo fra le due guerre l’automobile ebbe un forte sviluppo sia come diffusione che...
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La frana a Niscemi

di Luigi Rezzuti

 

La frana a Niscemi… una tragedia per tante famiglie! Le piogge abbondanti ed ininterrotte sono state sicuramente la causa principale, ma bisognerà indagare sul perché di questo evento di tale portata, chiedersi se non abbia avuto un ruolo fondamentale la mancata manutenzione, soprattutto per quanto riguarda l’impermeabilizzazione di strade, fognature, condutture d’acqua e quant’altro. Che cosa è successo a Niscemi dal punto di vista geologico? Perché e come è avvenuta la frana? Come mai si parla di frana a scorrimento e perché si è verificato un distacco di quasi 35 metri lungo un fronte di quattro chilometri? Un evento del genere potrà ripetersi ancora, qui e altrove? Domande che aspettano una risposta chiara ed esauriente. In Italia le frane costituiscono una minaccia per milioni di persone e di edifici. Senza dubbio fenomeni franosi si verificano nelle zone collinari o montane. Cosa è avvenuto a Niscemi? Non sono rare le frane innescate da piogge intense su terreni argillosi, frane distruttive come quelle verificatesi, nel 1998, a Sarno e a Quindici, o quelle del 1987 in Valtellina e, ancora, quelle registrate in Liguria, Umbria, Piemonte, Toscana e Molise. Ci sono anche le frane che interessano territori, devastati, in precedenza, dagli incendi. Quando non ci sono più piante, la pioggia non trova ostacoli e ha un impatto violento sul suolo, determinando una forte erosione, oltre a colate di fango e detriti. Non solo a Niscemi... Il pericolo di frane riguarda moltissimi territori in Italia. Nel 2025 la superficie in pericolo è aumentata rispetto al 2021 e i territori maggiormente coinvolti sono nella Provincia Autonoma di Bolzano, in Toscana, in Sardegna e in Sicilia. Niscemi, che rischia di scomparire, è un caso che in Italia non sorprende. Sono numerosi i luoghi a rischio nel nostro Paese, per frane, causate dalla stessa dinamica che sta erodendo il territorio nel centro siciliano. Ad aggiudicarsi il soprannome di “luogo fantasma” è anche Apice nel Beneventano. La parte vecchia della città è rimasta deserta, dopo disastri geologici di grande portata.

 

Febbraio 2026

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