Si dimette il Presidente della FIGC
di Luigi Rezzuti
Dopo le parole del ministro Abodi e il plebiscito del popolo calcistico, che chiedeva l’immediata rottamazione dei vertici del calcio azzurro, Gabriele Gravina ha preso, mal volentieri, la decisione di dimettersi rinunciando ad uno stipendio di circa 500.000 euro lordi l’anno. Sarà stata una notte insonne per Gravina dover riflettere, dopo tanti inviti, a prendere la decisione di dimettersi dall’incarico di Presidente della FIGC, ma dopo il terzo flop di fila della nazionale 4 volte campione del mondo (il secondo flop sotto la sua gestione) le dimissioni erano diventate un obbligo. Cosa accadrà adesso? Verrà convocata una nuova assemblea elettiva che, entro 60 giorni, voterà per il nuovo Presidente. Circolano tanti nomi per la poltrona di presidente federale. In pole position ci sarebbe Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, che gode di appoggi importanti (De Laurentiis su tutti) ed è fresco di gloria dopo i buoni risultati degli azzurri alle Olimpiadi invernali. Segue a ruota l’antico che ritorna, ovvero Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Dilettanti, già presidente della FIGC dal 2007 al 2014, quando si dimise dopo i deludenti Mondiali in Brasile. Outsider il presidente della Lega Pro, Matteo Marani e c’è anche chi spinge per Beppe Marotta, attuale presidente dell’Inter. Ma da non dimenticare sono anche le candidature di calciatori: da Del Piero a Maldini, da Albertini a Baggio. Nessuno comunque rivedrà la nazionale azzurra ai mondiali per molto tempo ancora. Qui non servono persone capaci che sanno fare mercato, serve qualcuno che abbia coraggio di radere al suolo le rendite di posizione, i centri di potere che bloccano le riforme da vent’anni. I tifosi sono sul piede di guerra: “Date la FIGC a gente pulita e che ha giocato al calcio come Baggio, Maldini, Del Piero, Totti etc. Via tutti i manager che hanno ridotto il calcio italiano una mafia vergognosa. Il calcio italiano ha bisogno di competenti, serve gente che abbia occhio nella ricerca dei futuri talenti, bisogna ripartire da zero e seguire un modello di calcio europeo, a partire dai settori giovanili”
Aprile 2026

