l’ Infomativa fiscale
a cura di Lello Lampedusa
Si avvicina la scadenza per la dichiarazione dei redditi
Con l’inizio del 2026 torna centrale un tema che riguarda milioni di italiani: compilazione ed inoltro della dichiarazione dei redditi.
Grazie alle novità del 2026 l’Agenzia delle Entrate ha stimato che il 45% dei cittadini potrà accettare la dichiarazione precompilata senza apportare modifiche.
Si iniziò anni fa, con la precompilazione delle spese mediche e sanitarie, poi nel corso degli anni la dichiarazione precompilata si è arricchita di nuovi dati.
Nel 2026 entrano automaticamente nella dichiarazione le spese sportive per i figli, che fino allo scorso anno andavano inserite manualmente con l’obbligo di conservare fatture e ricevute, rilasciate da palestre e piscine.
Oltre alle spese sportive per i figli, gli italiani troveranno precaricate anche le spese che riguardano psicologi, fisioterapisti e logopedisti. Anche in questo caso spetta una detrazione del 19% senza limite di spesa, ferma restando la franchigia ordinaria per le spese sanitarie.
Inserite nella precompilata, inoltre, anche le spese che la famiglia sostiene per pagare il canone di affitto, a patto che quest’ultimo sia registrato regolarmente. Studenti e lavoratori fuori sede, giovani under 31 e famiglie in affitto troveranno la detrazione spettante già inserita nella dichiarazione precompilata, senza bisogno di intervenire manualmente.
Anche se queste spese, come quelle precaricate in passato, saranno precompilate dall’Agenzia delle Entrate, il contribuente deve in ogni caso visionarle per intervenire nel caso riscontri errori od omissioni. L’aggiunta o la rettifica manuale della dichiarazione precompilata resta sempre possibile.
Nei prossimi anni anche la dichiarazione precompilata di autonomi e professionisti dovrebbe arricchirsi per fare in modo che possano essere inserite in automatico le spese che riguardano i contributi previdenziali e le spese deducibili.
La trasmissione telematica delle spese condominiali è ormai un passaggio strutturale del sistema fiscale. L’Agenzia delle Entrate utilizza questi dati per inserire automaticamente le detrazioni nella dichiarazione dei redditi.
Sono agevolabili gli interventi eseguiti sulle parti comuni dell’edificio, tra cui:
-manutenzione ordinaria e straordinaria;
-ristrutturazioni edilizie;
-interventi di efficientamento energetico;
-lavori di messa in sicurezza statica;
-interventi sugli impianti comuni.
Si tratta, in sostanza, dei lavori deliberati dall’Assemblea Condominiale che incidono su facciate, tetto, scale, impianti centralizzati, cappotto termico e simili.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la percentuale di detrazione applicabile.
Per le spese sostenute nel 2025 e dichiarate nel 2026 la detrazione può arrivare al 50% per le unità adibite ad abitazione principale; scende al 36% per le seconde case o immobili non utilizzati come prima abitazione.
Questo significa che la destinazione d’uso dell’immobile diventa determinante per il calcolo corretto della detrazione.
Il tema dei familiari a carico resta centrale nella compilazione della dichiarazione. Per essere considerato fiscalmente a carico, i figli sotto i 24 anni non devono superare 4.000 euro di reddito annuo, mentre per i figli più grandi e altri familiari, il limite scende a 2.840,51 euro. Con l’introduzione dell’assegno unico universale, la detrazione per i figli sotto i 21 anni è stata sostituita dal contributo mensile, ma è comunque necessario indicarli in dichiarazione per poter portare in detrazione le spese sostenute per loro. Per i figli tra 21 e 30 anni la detrazione Irpef continua a spettare in forma progressiva, entro determinati limiti di reddito del genitore.
Ricordiamo infine, che da quest’anno se da un lato le aliquote medie scendono, dall’altro le detrazioni fiscali riservate a redditi elevati vengono ridotte. Chi supera i 75.000 euro di reddito complessivo vedrà progressivamente decurtate le detrazioni al 19%, mentre oltre i 100.000 euro queste agevolazioni vengono azzerate. Rimangono però pienamente detraibili le spese considerate essenziali, come quelle sanitarie e gli interessi passivi sui mutui per l’abitazione principale, che continuano a garantire un beneficio fiscale indipendentemente dal livello di reddito.
Aprile 2026

