Per Luigi Rezzuti
di Mariacarla Rubinacci
Amico carissimo, il viaggio che hai intrapreso ti porta verso orizzonti eterni, toccherai e vedrai con l’essenza dell’anima, confini impalpabili, mentre la tua energia è qui, con noi, per continuare ad essere con le nostre spalle curve.
Ho intinto la mia penna nel tuo stesso calamaio (ho cercato umilmente di farlo) e tu hai sempre letto tutto ciò che il mio pensiero sciorinava, mi inculcavi stima per me stessa e io vivevo di illusioni quando vedevo pubblicate le mie riflessioni. “Grazie.”
È stato lusinghiero collaborare con la famiglia de “Il Vomerese”, poi… anni fa… il mio pensiero si è ingessato, è rimasto monco, non ho più voluto sfogliare le pagine della vita mentre tu e Marisa portavate avanti il giornale con professionalità e passione.
Tu hai vestito i tuoi scritti con il tessuto leggero (si fa per dire) dell’ironia, e Marisa ci ha stimolato alla riflessione acculturata, insieme si alleggeriva il peso di una troppa serietà. Con te abbiamo riso di tutto ciò che ci circondava per giocare con i tuoi pensieri.
Sapevi valutare lo spessore delle persone con le quali hai anche condiviso l’amicizia, mi sento nel gruppo e di questo dico, a te e a Marisa, un altro “Grazie“.
Il Vomerese ancora tirerà le sue fila, lo farà per mano dei suoi collaboratori che tu hai accompagnato con la freschezza del tuo pensiero e della tua amicizia.
Ciao, Luigi, leggici ancora qualche volta, magari quando ti troverai a passare di qua mentre starai rincorrendo il fascio di luce di un nuovo orizzonte. Noi sentiremo la tua presenza.
Maggio 2026

