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Pensieri ad alta voce

di Marisa Pumpo Pica

 

Flavio Insinna

La conduzione del David

 

 

Non parleremo dei risultati, delle classifiche, dei premi assegnati al miglior film, al miglior regista, ai migliori attori, protagonisti e non. Non citeremo i primi classificati per le musiche, le scenografie, i costumi e così via. Tutto è stato già detto e commentato ampiamente in TV, per radio, su quotidiani e riviste. Qui parleremo, invece, della conduzione del David di Donatello e, in particolare, del conduttore Flavio Insinna, di cui pure tanto si è detto in questi giorni e, soprattutto, sul web, perfino con quelle punte astiose alle quali, ormai, i Social spesso si lasciano andare… E nulla ci sorprende più.

Con sorpresa, invece, ma con piacere, abbiamo accolto anche noi, il ritorno di Flavio Insinna su Rai 1, dopo una lunga assenza. Eppure, a qualcuno, non sappiano perché, la cosa sembra aver dato fastidio e, più di uno, storcendo il naso, si è accanito contro di lui. Noi lo stimiamo come persona, come conduttore e come attore. Un uomo dalla battuta sempre pronta e sapida, spigliato, spontaneo, spesso ironico. Sono doti che apprezziamo, e ancor più in TV, dove ci sembrano adeguate a rendere lieve ogni discorso. E tali doti di garbata ironia, spontaneità e semplicità, ma anche di acclarata professionalità non sono mancate nella conduzione del Danid, una serata che, protraendosi per oltre quattro ore, poteva correre il rischio di diventare, se non noiosa, quanto meno pesante. Come non è apparsa a chi è riuscito a seguirla fino in fondo.

Flavio Insinna è ritornato in Rai con la sua ironia frizzante, con il suo mix di toni alti e bassi, di momenti di finto smarrimento e di velata solennità. E in tal modo, ha saputo “tenere” il palco, come si dice in gergo teatrale, dominarlo e mantenerlo sempre sotto controllo, da attore consumato, oltre che da conduttore non paludato e pur attento ad evitare sbavature. Una sua battuta, fra le tante, ci ha colpito più di tutte, quando ha esordito dicendo “Basti dire gli Oscar italiani, questi sono i David di Donatello. Noi abbiamo insegnato il Cinema a tutto il mondo.” E come dargli torto?

Con il suo stile garbato e raffinato, con battute a raffica, non prive di humor, alternate a citazioni colte, si è rivelato “un animale da palcoscenico” che sa mantenere il ritmo giusto nel suo interagire con il pubblico, in sala e da casa, mescolando la battuta con momenti di solenne serietà, quando anche questi erano necessari.

Ebbene, caro Flavio, non lesiniamo il nostro “Bravo”, per la conduzione di questo David, sul quale qualcuno, non si sa perché, ha voluto, ingiustamente, attaccarti. Noi riteniamo, invece, che, per la sensibilità e il fascino dell’ironia, che ti hanno sempre contraddistinto, sei tu il vero vincitore di questa serata. E non solo. Sei vincitore nella vita. E aggiungiamo che, pur conoscendoti solo attraverso la TV, ora ti vogliamo anche bene per quanto abbiamo appreso di te e delle tue vicende personali, per la tua sofferenza, per la saggezza e la forza che hai dimostrato combattendo contro “il cane nero” della depressione. É un male molto diffuso, oggi. É il male che colpisce spesso i buoni e, soprattutto, quando hanno dato molto e ricevuto poco. Depressione fa rima con delusione… Ma tu ne stai uscendo, perché hai bisogno del tuo pubblico, hai bisogno degli altri, tra cui ci sono buoni e meno buoni, umili, che sono saggi, e palloni gonfiati, che, dinanzi alla tua leggerezza, perdono peso e si sgonfiano all’istante.

Grazie, caro Flavio, per quello che ci hai insegnato nel tempo e per tutto quello che riesci ad insegnarci, oggi, nella tua battaglia contro il buio che avvolge e stringe l’anima... Vorremmo conversare ancora a lungo con te, ma questo non è un “luogo” dell’anima e il nostro “spazio” non consente lunghi discorsi. E allora, ti diciamo: “Ciao... Al prossimo David di Donatello dove, più brillante che mai, sarai di nuovo tu a presentare la serata.”

Maggio 2026

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