Il convento di Calata San Francesco
di Antonio La Gala
Calata San Francesco è un antico collegamento diretto fra via Belvedere e la Riviera di Chiaia, molto incisivo nell’assetto urbanistico della collina. Lungo questa discesa un’importante presenza è quella del Convento di San Francesco di Paola.
La tradizione racconta che all’origine del convento ci sia stata un’apparizione di San Francesco di Paola al pio notaro Marc’Antonio Festinese, a cui il santo comandò di erigergli una cappella in quel luogo. Il Festinese iniziò subito (a metà degli anni ‘80 del Cinquecento) la costruzione della cappella e di un piccolo monastero, detto di Santa Maria degli Angeli, che donò all’Ordine dei frati Minimi di San Francesco di Paola, i quali ingrandirono l’insediamento e il monastero. Con il tempo il toponimo San Francesco prevalse su quello Santa Maria degli Angeli. Inizialmente il convento conteneva solo due frati, diventati 15 a fine Cinquecento, diminuiti nel Seicento, ma sempre tali per evitare la chiusura, quando si chiudevano i conventi con pochi monaci. San Francesco di Paola è molto presente nelle devozioni dei napoletani e in collina.
In occasione della riparazione dei danni subiti per il terremoto del novembre 1732, il convento fu migliorato, vi furono aggiunte nuove fabbriche e fu arricchita la chiesa; nel 1748 e 1749 si costruirono “edifizi redditizi”, cioè abitazioni e negozi da dare in fitto, come mostriamo in un’immagine del 2023, che accompagna questo articolo. Convento e cappella, dopo l’esproprio avvenuto per mano di Gioacchino Murat, hanno subìto vari cambi di proprietà, diventando in ultimo l’attuale Villa Giordano.
Il terremoto del 1732 danneggiò anche la cappella di Santa Maria degli Angeli, oggetto poi di numerosi interventi di riparazione, eseguiti lungo il Settecento, a cura di insigni artisti, fra cui Domenico Antonio Vaccaro.
Si tratta di una piccola chiesa a pianta centrale con due altari e cupola. Nei primi decenni del Novecento così veniva descritto l’interno: “Il pavimento della chiesetta è in mattoni maiolicati; nel centro si osserva una stella, con quattro pavoni agli angoli; ai lati marmi che paiono ricordino rifacimenti del 1700. L’altare maggiore dedicato a S. Francesco di Paola, come si vede da una pala che pare dello Spagnoletto. Presso l’entrata si vede un altare minore con un quadro di S. Biagio con caratteri della scuola di De Mura” (5b). Fra le poche notizie conosciute si sa che nel 1755 vi fu battezzato Clemente Filomarino, una delle vittime della rivoluzione giacobina del 1799. Rimase officiata anche dopo che nel 1809 il convento fu espropriato e venduto a privati.
Maggio 2026

