A Gino
di Maria Rosa Lanza
Ho iniziato circa un anno fa a collaborare con il Vomerese anche se il primo vero passo è nato un po' di tempo prima, durante una delle nostre chiacchierate leggere e spensierate sotto l’ombrellone. Fu lì che, quasi all’improvviso, mi proponesti di scrivere articoli sulla scuola. Ricordo ancora l’emozione di quel momento: mi sentii orgogliosa, quasi sorpresa dalla fiducia che riponevi in me. Dentro di me convivevano entusiasmo e paura, perché continuavo a chiedermi: “Sarò davvero capace di scrivere?” Poi arrivò il primo articolo. E dopo il primo ne arrivarono altri. Ogni volta c’era una tua telefonata ad aspettarmi: piena di complimenti sinceri, incoraggiamenti e consigli preziosi per aiutarmi a migliorare. E tu, con quel tono affettuoso e ironico che ti apparteneva tanto, mi dicevi sempre: “Vedrai… da giornalaia diventerai giornalista.” Forse non ti sei mai reso conto fino in fondo di quanto quelle parole abbiano significato per me. Perché, articolo dopo articolo, hai fatto nascere una sicurezza che prima non avevo. Mi hai insegnato che scrivere non significa soltanto mettere insieme delle parole, ma raccontare emozioni, esperienze e pezzi di vita capaci di arrivare agli altri. Adesso le tue telefonate non arrivano più e il silenzio fa male. Però voglio continuare a scrivere anche per te. Voglio pensare che, da qualche parte, tu stia ancora leggendo i miei articoli con quel sorriso rassicurante e quello sguardo pieno di fiducia. E allora continuerò a farlo: continuerò a raccontare la scuola, le sue storie e le mie emozioni, portando con me la tua voce che ancora oggi riesco a sentire chiara dentro il cuore: “Vai avanti… perché la giornalista che vedevo in te sta finalmente imparando a volare.”
Aprile 2026

