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Pittura vomerese nell’Ottocento   di Antonio La Gala   In un precedente articolo sulla pittura del Seicento al Vomero, abbiamo raccontato di Salvator...
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‘O PAESE ‘E MASTU RAFELE   di Sergio Zazzera   Nel 1869 Antonio Petito diede alle stampe il testo di un suo lavoro teatrale, intitolato So Masto...
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IL CAMMINO DEL NAPOLI IN CHAMPIONS LEAGUE   di Luigi Rezzuti   La Champions League 2022-2023 è la 68° edizione, il torneo è iniziato il 21 giugno 2022...
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Napoli città gruviera   di Luigi Rezzuti   Il sottosuolo di Napoli è sempre a rischio crolli. Milioni di metri quadrati di vuoto, che attraversano, ...
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L’ informativa fiscale Il governo si prepara a varare le nuove misure finanziarie   a cura di Lello Lampedusa   Il taglio dell’Irpef è uno dei punti...
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PAURA DEL DENTISTA   di Luigi Rezzuti   E’ una paura comune, immotivata, profonda e, per certi versi, freudiana. Vincerla si può, se è successo a...
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A VOLTE RITORNANO…: IL CAFFE’ SCOTTO IONNO   di Sergio Zazzera   Scotto Ionno – “lo scozzese biondo”, nel dialetto procidano – si chiamava Vincenzo...
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Bradisismo ai Campi Flegrei   di Luigi Rezzuti   I Campi Flegrei sono una vasta area vulcanica attiva, caratterizzata dal fenomeno dal “bradisismo”:...
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Bianca Guaccero in grande rilancio   di Luigi Rezzuti   Bianca Guaccero è nata a Bitonto (Bari) il 15 gennaio del 1981, ha 44 anni, è un’attrice e...
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A Gino

di Maria Rosa Lanza

 

 

Ho iniziato circa un anno fa a collaborare con il Vomerese anche se il primo vero passo è nato un po' di tempo prima, durante una delle nostre chiacchierate leggere e spensierate sotto l’ombrellone. Fu lì che, quasi all’improvviso, mi proponesti di scrivere articoli sulla scuola. Ricordo ancora l’emozione di quel momento: mi sentii orgogliosa, quasi sorpresa dalla fiducia che riponevi in me. Dentro di me convivevano entusiasmo e paura, perché continuavo a chiedermi: “Sarò davvero capace di scrivere?” Poi arrivò il primo articolo. E dopo il primo ne arrivarono altri. Ogni volta c’era una tua telefonata ad aspettarmi: piena di complimenti sinceri, incoraggiamenti e consigli preziosi per aiutarmi a migliorare. E tu, con quel tono affettuoso e ironico che ti apparteneva tanto, mi dicevi sempre: “Vedrai… da giornalaia diventerai giornalista.” Forse non ti sei mai reso conto fino in fondo di quanto quelle parole abbiano significato per me. Perché, articolo dopo articolo, hai fatto nascere una sicurezza che prima non avevo. Mi hai insegnato che scrivere non significa soltanto mettere insieme delle parole, ma raccontare emozioni, esperienze e pezzi di vita capaci di arrivare agli altri. Adesso le tue telefonate non arrivano più e il silenzio fa male. Però voglio continuare a scrivere anche per te. Voglio pensare che, da qualche parte, tu stia ancora leggendo i miei articoli con quel sorriso rassicurante e quello sguardo pieno di fiducia. E allora continuerò a farlo: continuerò a raccontare la scuola, le sue storie e le mie emozioni, portando con me la tua voce che ancora oggi riesco a sentire chiara dentro il cuore: “Vai avanti… perché la giornalista che vedevo in te sta finalmente imparando a volare.”

Aprile 2026

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