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La scuola non è un parcheggio estivo 

di Maria Rosa Lanza

 

 

Scuole aperte d'estate?

 Signor Ministro, venga a fare un giro nelle nostre aule.

Il Ministro Valditara annuncia 300 milioni di euro per il Piano Estate e ripropone, anche quest’anno, l'idea di tenere aperte le scuole nei mesi estivi per offrire ai ragazzi occasioni di aggregazione e di crescita.

Per carità, il fine è nobile e nessuno può mettere in discussione l'importanza di dare opportunità a quei bambini e ragazzi che, durante le vacanze, non hanno alternative o che vivono situazioni familiari particolari.

Ma, signor Ministro, mi permetta una domanda.

È mai entrato in una scuola italiana nella seconda metà di maggio?

Non in occasione di una visita istituzionale, ma per trascorrere una mattinata intera in una delle nostre aule, per lavorare e interagire con gli studenti? Noi ci stiamo ogni giorno. E sappiamo bene che già a maggio, in molte scuole da Nord a Sud, diventa difficile persino respirare.

Parliamo di edifici costruiti oltre cinquant'anni fa, spesso con una manutenzione scarsa alle spalle. Tetti mai coibentati, impianti vecchi, aule dove l'aria non gira e dove si raggiungono facilmente i 33 o 35 gradi.

E siamo ancora a maggio.

Qualcuno potrebbe dire che ci sono gli spazi esterni per fare giochi e laboratori all’aperto. Ma bisogna vedere e fare i conti con la realtà.

Il clima è cambiato. Negli ultimi decenni le temperature sono aumentate e ormai non è raro ritrovarsi con 35 o addirittura 38 gradi nei cortili scolastici. Sempre che questi spazi siano adeguatamente curati e manutenuti.

E non è semplice insegnare e imparare. In queste condizioni tutto diventa più difficile.

Ricordo ancora il periodo successivo alla pandemia. Con le mascherine obbligatorie, in alcune classi particolarmente calde ci fu consentito l'utilizzo dei ventilatori. Non era la soluzione ideale, ma almeno aiutava. Poi però arrivarono i problemi legati alla sicurezza: cavi ovunque con i conseguenti rischi di inciampo. E i ventilatori furono messi al bando.

«Maestra, ci vorrebbe un condizionatore», dicono gli alunni. Hanno ragione. Altro problema: in molte scuole gli impianti elettrici non sono in grado di reggere decine di climatizzatori, accesi contemporaneamente. Ma poi chi ce li compra…

E allora ogni anno si arriva a giugno esausti, contando i giorni che mancano alla fine dell’anno scolastico.

Il Piano Estate va benissimo. Ma una scuola che soffoca a maggio non può diventare improvvisamente accogliente a luglio. Prima vengono gli edifici, gli impianti, la sicurezza. Solo dopo si può parlare di aprire le scuole anche in estate. Altrimenti rischiamo solo di trasformare la scuola in un semplice parcheggio estivo.

Giugno 2026

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