Per non dimenticare
L’intervista ritrovata
di Giovanni Paonessa
Non è mai cortese autocitarsi. Ma spero che abbiate la pazienza di superare questo iniziale fastidio.
A marzo del 2025, a pochi giorni dall’apertura della Casa Museo Murolo, ho pubblicato per l’editore Armando De Nigris un libro dal titolo Roberto Murolo. Qui fu Napoli.
Si raccontano i giorni che hanno preceduto l’inaugurazione della Casa Museo - una formula espositiva del tutto nuova per la nostra città - attraverso i dialoghi tra il presidente della Fondazione che porta il nome dell’artista e una presenza che, nel corso della narrazione, si rivela essere l’inquilino dell’appartamento di via Cimarosa il quale, come nella migliore tradizione del munaciello, da quelle stanze non si è mai allontanato del tutto.
Il libro è chiuso da un post scriptum, firmato da me e da Mario Coppeto. Raccontiamo lo stupore con il quale, quasi fuori tempo massimo rispetto alla chiusura delle bozze, abbiamo ritrovato un file di testo denominato intervista che pensavamo fosse riferito al maestro. Ecco come abbiamo commentato il ritrovamento, con la medesima commozione che – lo abbiamo capito in quel momento - accompagna un archeologo alla ricerca di tracce e testimonianze.
...già dalla lettura delle prime righe, abbiamo compreso che si trattava di un appunto predisposto da Nando Coppeto, probabilmente per rispondere a un’intervista della quale, però, manca ogni altro riferimento. Probabilmente sarebbe stata ancora limata, integrata oppure, semplicemente, sarebbe rimasta per sempre nella memoria di una chiavetta usb. Ci siamo fermati un attimo, guardandoci negli occhi. Stavamo pensando alla stessa cosa? Sebbene si tratti di poco più di un frammento, ci è sembrato giusto recuperare il testo. D’altra parte, se il ricordo di Roberto Murolo è ancora vivo ed è perfino possibile provare a rinnovarlo, buona parte del merito va attribuito, senza alcun dubbio, alla testa dura di Nando a cui, non a caso, queste pagine sono dedicate.
Chi lo vorrà, potrà trovare nel libro questa intervista mai pubblicata.
Si racconta delle prime radio libere (libere, non commerciali), della produzione e promozione di un segmento importante della nuova musica napoletana e di come sia nata l’insuperabile versione a tre voci di Cu’mme (Roberto Murolo, Enzo Gragnaniello e Mia Martini).
Resta il ragionevole dubbio che, così come avvenuto in fase di allestimento della Casa Museo per altri ritrovamenti (locandine, lettere ingiallite, fotografie di scena), anche in questo caso il maestro ci abbia messo la sua mano, ci abbia guidato per farci ritrovare quel documento tanto prezioso.
Venerdì 10 luglio, presso la Casa Museo Murolo è stata inaugurata una mostra dedicata a Nando Coppeto. Il pittore, il fondatore di radio, il produttore musicale. L’artista a tutto tondo poiché VITA è ARTE - come è splendidamente sintetizzato dal titolo dell’elegante catalogo distribuito ai visitatori. L’emozione non può essere descritta, va vissuta recandosi di persona in via Cimarosa, 25 e provando a rivivere quello che è stato il contributo originale, caparbiamente originale, che Nando Coppeto ha dato alla storia culturale della città.
Quelle stanze, i medesimi divani che un secolo prima, padrone di casa Ernesto Murolo, avevano ospitato Libero Bovio e Salvatore Di Giacomo, Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani, il pianoforte sul quale avevano composto le proprie melodie Paolo Tosti ed Ernesto Tagliaferri, negli anni Novanta del secolo scorso, erano ritornati a nuova vita, ospitando - grazie alla visione di Nando Coppeto - un movimento musicale internazionale che rendeva omaggio a Napoli e a Roberto Murolo, promuovendo contaminazioni e nuove sonorità. Il passaggio di Toquinho e Amalia Rodriguez, di Lucio Dalla e Fabrizio De André non è soltanto rimasto impresso nelle foto che immortalano gli artisti e chi ne aveva promosso e accompagnato l’incontro e la realizzazione in sala di registrazione. Resta uno dei momenti più alti della produzione culturale della nostra città e non è un caso se, a distanza di tanni, sono in tante e tanti a rendergliene merito.
E da lassù, sorridendo sornione, il maestro Roberto Murolo, rivolgendosi a Nando, avrà sicuramente commentato: «che t’è firato ’e fa’».
Luglio 2026

