Versa il vino e raccontami del cibo
Roberto Lodovici
di Marisa Lodovici Giuliani
Di un libro la prima cosa che ci colpisce è, naturalmente, la copertina.
Nel caso specifico, essa ci appare molto intrigante. Ci spinge a chiederci: perché in un libro che parla di vino e di ricette c’è un quadro di Caravaggio? Perché ci sono quei libri aperti, quel calice di vino e quegli ortaggi? Perché è un saggio enogastronomico, ricco di riferimenti all’Arte, alla Storia, agli usi, ai costumi, alle consuetudini, alle leggende che raccontano le origini di molte pietanze.
Attraverso questi rifermenti scopriamo che il cibo è stato sempre rappresentato, in gran parte, in tutte le espressioni dell’Arte: nella pittura, nella prosa, nella lirica, ma anche da …”grandi Chef che hanno gettato le basi di una sana alimentazione”…
La storia del vino, poi, è affascinante perché è millenaria. A partire dai ritrovamenti fossili risalenti ad epoche antiche quando cresceva in maniera spontanea da 300.000 anni, per svilupparsi, poi, intorno al 7500 a.C. in Armenia e in Georgia.
Ma nel corso dei millenni la viticoltura si è poi evoluta attraverso le civiltà di Creta, di Micene, di Cipro e di tutto il Mediterraneo Orientale, trovando il suo migliore habitat in Grecia.
Il saggio, tuttavia, non si limita alla disamina del vino. Con grande competenza l’Autore ci porta a conoscere le origini e la storia di tanta parte del cibo che noi consumiamo da sempre.
Non mancano, infatti, le spigolature che fanno riferiento a molti aneddoti, curiosità, usanze da raccontare, gettando un sasso nello stagno del sapere.
Sinossi
Fra una pietanza e un calice di vino una narrazione enogastronomica, croce e delizia dell’umanità, con un taglio scorrevole, coerente, ricco di riferimenti storici, culturali, di usi, costumi, consuetudini, norme di comportamento, prescrizioni alimentari, nonché il riferimento ai personaggi e ai grandi chef che hanno gettato le basi per una sana alimentazione. Aneddoti e spigolature stimolano il lettore.
Non mancano ampi spazi dedicati all’universo del vino, dalla viticoltura alla vinificazione, senza tralasciare i principi della degustazione professionale, l’arte dell’abbinamento cibo-vino e le competenze del sommelier. L’occasione è favorevole per illustrare le tecniche di servizio e rimandare al galateo di Monsignor della Casa e ai dettami dell’etichetta.
Questo saggio non è un libro di cucina o di ricette. Non è un repertorio di cantine. Esso è l’uno e l’altro contemporaneamente, ma dove i vini menzionati e le pietanze elaborate nelle cucine domestiche occhieggiano da comprimari gettando un sasso nello stagno del sapere.
In Appendice non mancano articoli pubblicati su riviste specializzate, né tanto meno una intrusione enogastronomica in Campania e in Umbria.
Completano il tutto numerose immagini di opere d’arte che hanno per oggetto il cibo.
Ringraziamenti
Marisa Lodovici Giuliani ringrazia Gianni Di Costanzo, Direttore della Casa Editrice Apeiron, per aver colto al volo l’importanza di questo testo; Sara Vicedomini che ne ha curato la progettazione e la impaginazione rendendo impeccabile la veste tipografica; Marta Coraggio che ha ideato la copertina e che, con poche immagini, ha sintetizzato i vari argomenti trattati nel libro e Alberto Fraja, giornalista di Libero che, nella pagina dedicata a “Scelte di fertilità dal cibo alla culla” del 21 maggio 2026, ha recensito il saggio di Roberto Lodovici con grande professionalità.
Luglio 2026

