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L’inaugurazione della Funicolare di Chiaia

di Antonio La Gala

 

 

L’inaugurazione della prima funicolare del Vomero, quella di Chiaia, avvenne, solennemente, il 16 ottobre 1889, con un viaggio inaugurale di molte autorità, partite dall’elegante Rione Amedeo, all’epoca anch’esso in costruzione, alla collina che stava per trasformarsi anch’essa in un ben abitato rione residenziale.

Fu dato convegno agli invitati alle ore dieci nella stazione della funicolare di Parco Margherita. Alle 10,15 essi cominciarono a partire in gruppi di 120 per volta. Al Vomero si levavano in volo 1.000 colombi.

L’apertura all’esercizio dell’impianto avverrà il giorno 20, lo stesso giorno in cui ci sarà la solenne inaugurazione del Nuovo Rione Vomero, per la cui costruzione era stata posta la prima pietra, molto solennemente, con la presenza di Re Umberto I e della Regina Margherita, l’11 maggio 1885.

La coincidenza della data (20 ottobre) dell’apertura della funicolare di Chiaia e dell’inaugurazione del Rione non è casuale: testimonia lo stretto nesso che collegava Rione e funicolare.

 

L’inaugurazione ebbe grande risonanza nell’opinione pubblica, anche a livello nazionale. A Napoli il giorno dopo i giornali raccontavano con toni entusiastici l’evento e definivano la funicolare “come un novo trionfo dell’ingegno umano, simbolo dei tempi che cambiano”.

Qui ricordiamo qualche eco risuonato sulla stampa locale: il trafiletto apparso sul San Carlino del 27 ottobre; quello comparso sulla “Follia” n. 41 di fine ottobre 1889, e uno stralcio del lungo articolo comparso sul Corriere di Napoli del 17 ottobre di quell’anno.

Questo articolo così recitava: “Nessuno di coloro cui ieri, mentre la saliente carrozza della Tiberina vittoriosamente s’arrampicava per l’erta, potette sottrarsi a un senso di affettuoso rammarico, pensando che quella vittoria era la morte di una tradizione. Quella dei somarelli, lieti di portar sul dosso paziente, pacifici amazzoni e cavalieri. O somarelli porrete ancora il vostro raglio giulivo negli echi della deliziosa collina? L’era delle vostre gioconde peregrinazioni alpinistiche alla deliziosa città nuova è presso a tramontar per sempre.

Alle 10 tutti gli invitati si trovarono raccolti nella stazione del Rione Amedeo (segue l’elenco delle Autorità cittadine). Al Vomero aspettavano il signor Fermariello, costruttore della linea, i componenti il comitato per le feste che si faranno domenica al Vomero.

Alle 10 e un quarto si entrò in carrozza, e con grande ansietà di tutti, il treno si mosse. A tutti parve di sta nella navicella di un pallone [allora si volava con le mongolfiere, n.d.r.]. Altro che somarelli !

Entrando nella stazione di Parco Margherita, una stazione capacissima e ben riparata, si è colti da un poco di preoccupazione, scorgendo la ripida via per la quale bisognerà essere trascinati. È una via diritta, sì che l’occhio arriva a scorgerla quasi tutta, se non fossero presenti i trafori.

L’ombra dei trafori accresce un vago turbamento.

La funicolare percorrerà questa via in poco più di tre minuti; i treni hanno la velocità di tre metri e mezzo al minuto secondo. Vedendo la carrozza andare e venire per questa nuova scala si pensa veramente a qualcosa di fantastico. Nelle vetture si sta comodissimamente. Ci sono cinque scompartimenti di seconda classe e uno di prima, digradanti l’uno dall’altro, come digrada la via. In ogni scompartimento possono stare 12 e anche 14 persone.

Dalle notizie che seguono (segue un elenco delle caratteristiche tecniche dei motori, delle funi e delle apparecchiature di frenatura delle carrozze), “si ha la certezza indiscutibile della sicurtà del viaggio”.

 

Sulla inaugurazione della funicolare scrisse pure Matilde Serao, anch’essa sul Corriere di Napoli: “Una volta salire al Vomero era un problema profondo [……] per cui quel bellissimo Vomero così luminoso e salubre, e lieto di orti e di masserie e di bianche ville e della poetica Floridiana, restava una collina non vissuta”, mentre ora “con pochi soldi, senza fatica e in quattro minuti si è al Vomero”.

Da quel lontano 1886 molte cose sono cambiate, ma la funicolare di Chiaia sta ancora lì, con le ovvie modifiche tecniche di funzionamento, ma sostanzialmente sempre uguale a sé stessa.

Luglio 2026

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