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SI E’ CONCLUSO IL GIRONE D’ANDATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO   di Luigi Rezzuti   Ad aggiudicarsi il girone d’andata è stata, come da previsioni, la...
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Sulla battigia   di Alfredo Imperatore   Luciana dell’Angelica, a più di un lustro dalla menopausa, conservava, nella perfezione delle sue forme...
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Un interessante mix di giustizia, cultura e musica  
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Concluso il girone di serie A   di Luigi Rezzuti   Si è concluso il girone di andata del campionato di calcio di Serie A. Al primo posto si sono...
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E’ arrivato l’autunno   di Luigi Rezzuti   L’autunno è la stagione che ci accompagna verso l’inverno. Ufficialmente inizia con l’Equinozio...
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La tradizione del culto francescano in Campania   di Antonio La Gala   San Francesco, durante i suoi viaggi, passò anche per la Campania, dove...
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Il pittore Carlo Striccoli   di Antonio La Gala   Un esponente di rilievo della pittura napoletana del Novecento è Carlo Striccoli. Nacque ad...
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NEL MEZZO DEL CAMMIN DI NOSTRA VITA MI RITROVAI IN UNA SELVA OSCURA   di Luigi Rezzuti   Una sera d’estate, quelle sere calde, dove veramente l’afa...
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Lettera aperta a Luigi Rezzuti   Ciao papà, mi manchi tanto. In qualunque luogo tu sia, spero abbia ritrovato la leggerezza e l'ironia dei tuoi giorni...
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UNA STORIA CHE INDUCE A RIFLETTERE

Una storia che induce a riflettere

di Luciano Scateni

 

Un imprenditore lombardo deve al fisco centottantamila euro per Iva non versata e il tribunale lo condanna a sei mesi di carcere. Chi è il reprobo che ha frodato lo Stato? E’ un operatore del settore informatico, un uomo che ha creato la propria azienda con sacrifici e risorse proprie, che ha dato lavoro a decine di dipendenti, che ha affrontato il mercato fino a quando la crisi non lo ha travolto. E’ successo che la concorrenza straniera lo ha stretto all’angolo, che i pagamenti per le forniture hanno preso a  tardare con tempi insopportabili, che le banche gli hanno bloccato il credito. L’imprenditore ha dovuto mettere fine all’attività, si è arreso a difficoltà insormontabili nella prosecuzione del lavoro, si è visto nell’impossibilità di pagare le tasse.  Appunto centottanta mila euro. La sua vicenda diventa un caso per merito del Gup che, accolto il ricorso dei legali dell’imprenditore, ha cancellato la condanna. Giusto? Sbagliato? La decisione del magistrato nasce da alcune considerazioni, la principale delle quali è il comportamento leale, onesto, dell’imprenditore che ha riconosciuto il debito nei confronti del fisco e cioè che non ha tentato la strada di giochi di prestigio, adottati da tanti altri per non pagare. Ma la motivazione più coerente è nel riconoscimento che la gestione  amministrativa dell’accusato è stata sempre irreprensibile. Il giudizio del magistrato induce ad altre riflessioni. In questi giorni Maradona prova a contrastare l’Agenzia delle Entrate che gli contesta un debito di trentanove milioni di euro per tasse evase.  In passato altri atleti ricchissimi, oltre che famosi, hanno provato a dribblare il fisco. Solo per fare qualche nome Valentino  Rossi e Messi, il calciatore più pagato del mondo. Maradona si scaglia  contro il fisco e chiede a Sofia Loren come ha potuto aver ragione dell’Agenzia delle Entrate dopo vent’anni di battaglie legali. Non è dato sapere se ha ragione o torto, ma quel che preme mettere in evidenza è la differenza tra chi guadagna montagne di soldi e prova ad evadere le tasse e chi le pagherebbe se non fosse stritolato dalla crisi e dagli effetti collaterali che l’accompagnano.

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