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Parrocchia di Nostra Signora del Sacro Cuore   di Antonio La Gala     A metà di via Simone Martini, in una breve traversa cieca, in via Scala, fra i...
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Pensando al futuro…   di Romano Rizzo   Ciò che più mi spaventa, in questi anni, è l’indifferibile necessità di una presa di coscienza sulle mutate...
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Miti napoletani di oggi.91 PROCIDA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022   di Sergio Zazzera   Ho riflettuto a lungo se considerare, o no, quello di...
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DOPO LA TEMPESTA IL SERENO IN CASA NAPOLI   di Luigi Rezzuti   Nei giorni della rivolta e dell’ammutinamento tutti i malumori e le amarezze sono...
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Libri da leggere di Luigi Alviggi SE QUESTO È UN UOMO di Primo Levi “Voi che vivete sicuri / nelle vostre tiepide case, / voi che trovate tornando a...
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Lettera aperta a Luigi Rezzuti   Ciao papà, mi manchi tanto. In qualunque luogo tu sia, spero abbia ritrovato la leggerezza e l'ironia dei tuoi giorni...
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Il forte di Vigliena   di Antonio La Gala   Nel primo decennio del Settecento, per motivi di difesa, fu costruito sulla costa vesuviana un fortino,...
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Rappresentare Eduardo De Filippo   di Luigi Rezzuti   È bello? È brutto? È il teatro. Ogni spettacolo una storia a sé. È l'unico modo in cui possa...
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IL TEATRO EMOZIONIAMOCI   di Gilda Rezzuti   Esistono due modi di fare o studiare teatro, uno è imparare a fingere, immedesimarsi in un...
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La chiesa di Santa Maria in Portico   di Antonio La Gala     L’antica chiesa di Santa Maria in Portico, che sorge fra via Martucci e la Riviera di...
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CENTRO STORICO

ANCORA EMERGENZE

di Luciano Scateni

Dico di via Kerbaker, strada che incrocia la notissima via Scarlatti, nel cuore del Vomero, perché di lì sono passato e lì ho operato un rischioso slalom per oltrepassare indenne un mare puzzolente di spazzatura, campionario di rifiuti d’ogni genere, per lo più sversati all’angolo della strada, dove ha sede il mercatino rionale. Potrei dire di molte altre strade di Napoli, che ripropongono lo scandalo di cumuli d’immondizia, cassonetti stracolmi, sacchetti e buste, cartoni, ai loro piedi,  in quantità sempre più invadente. Insomma ci risiamo. Dice il sindaco De Magistris che non consentirà campagne elettorali sulla spazzatura e potrebbe aver ragione a zittire gli speculatori se il problema fosse la conseguenza di un’eccezionale emergenza. Il problema è invece che il caso rifiuti a Napoli è patologia endemica, che periodicamente torna a scandalizzare. Responsabili del nuovo caso sarebbero la difficoltà di sversare negli Stir e la prossima chiusura del termovalorizzatore di Acerra. La soluzione? Il ricorso all’esportazione dell’immondizia nell’ospitale Olanda, che dai rifiuti ricava un interessante utile, e in altre regioni italiane, evidentemente capaci di trasformare la spazzatura in energia. Sullo sfondo la chiusura, per quindici giorni, di Acerra per lavori di manutenzione, guasti negli Stir e incognite sul nuovo termolavorizzatore per difficoltà contrattuali con il consorzio che chiede una compartecipazione finanziaria di 150 milioni, a discapito degli impianti di compostaggio. Problemi aperti e irrisolti: secondo quale principio il sindaco e il suo vice pretendono che non sia argomento di polemica elettorale?  Da qualche tempo sembra che Napoli sia tra le mete preferite dal turismo italiano e internazionale e la conferma viene dalle presenze continuative nel centro storico, attrattore straordinario per la ricchezza dell’offerta di archeologia, architettura e storia che propone come poche altre città del mondo. Il viaggiatore abituale tende a catturare le immagini del percorso che compie nelle città d’arte qual è Napoli: di più, affacciandosi da via Toledo nel dedalo di vicoli dei quartieri spagnoli è catturato dalla visione delle stradine con i panni stesi, i festoni che promuovono il commercio e il caos di un andirivieni brulicante. Purtroppo l’attenzione curiosa e stupita dei turisti in presenza delle emergenze rifiuti è provocata dallo spettacolo indecente della spazzatura che invade marciapiedi e strade perché non rimossa quotidianamente e, in tempi di crisi della raccolta, lasciata a marcire per giorni e giorni. La domanda scontata è: ma come hanno risolto il problema le città del Nord estranee alle emergenze ciclicamente ricorrenti del Sud? Se lo chiedono il sindaco di Napoli, l’Asìa e l’intera rete di responsabili del settore?

 

 

 

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