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DA NATALE A SANTO STEFANO   di Luigi Rezzuti   Dopo il successo di Bar Stella, per tre anni, appuntamento fisso della seconda serata di Rai 2,...
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Napoli in festa Uno spettacolo indimenticabile di Vittorio Ferrara Nel mese di maggio, diversi funzionari del Comune di Napoli, della prefettura e...
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  L’INGANNO DEL FUMO La sigaretta non è mai innocua, neanche quando profuma di buono   di ANNAMARIA RICCIO   Il 24 maggio si è tenuta la Giornata...
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Dalla demolizione alla ricostruzione Cantieri aperti di buone prassi   di Gilda Rezzuti   Troppo spesso, di fronte ad alcune gravi situazioni e...
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Miti napoletani di oggi.86 IN TEMPO DI COVID-19   di Sergio Zazzera     La premessa è sempre quella della reiterazione del rito che produce il...
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Santa Maria di Costantinopoli a Cappella Cangiani   di Antonio La Gala       Come recita il suo titolo, questa chiesa si trova vicino Cappella...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Le “Lettere al Direttore”   Un recente articolo dell’amico Sergio Zazzera ha come tema “Lettere al...
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Ogni mattina un ponte da attraversare di Maria Rosa Lanza   Febbraio. Siamo nel cuore dell’inverno e le classi della primaria sono ancora decimate a...
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  Le donne spagnole che hanno lasciato un segno nella storia di Napoli   Incontro con Yvonne Carbonaro per la Giornata Mondiale del Libro   Martedì...
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QUANDO NACQUE MIO FRATELLO   Di Luigi Rezzuti   Da tempo volevo raccontare gli avvenimenti che si susseguirono il giorno in cui nacque mio fratello,...
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LA NATURA SI RIBELLA

LA NATURA SI RIBELLA

 

di Annamaria Riccio

 


La cronaca sta riportando, mai come ora, tante tragedie inerenti gravi conseguenze per calamità naturali.

Perché le stagioni non hanno più un graduale cambiamento climatico? Perché a novembre è quasi estate e a luglio necessita il giubbino? Sono questi, solo pochi dei capricci che la temperatura fa  registrare  nei vari periodi dell’anno, causando  il capovolgimento del calendario. Sarebbe niente… Il problema centrale è sempre il surriscaldamento della terra, dovuto all’inquinamento, questo per dirla in maniera molto semplice. E anche se banale e obsoleta, questa causa s’incrementa con seri dissesti che sono la risposta all’avanzare del progresso, ma anche e soprattutto all’uso/abuso che fa la mano dell’uomo. Gli uragani che incombono seminando morte e distruzione, la terra che trema, le scorie radioattive sotterrate senza precauzione alcuna, l’abusivismo selvaggio. Vogliamo continuare? Mi vengono i brividi al pensiero che un alluvione come quello che ha interessato la Sardegna possa abbattersi sulla nostra città: immaginate la collina del Vomero, con i vuoti sottoterra (caratteristica negativa di Napoli )e le migliaia di persone che vi abitano? Non parliamo dei soccorsi, se anche  un po’ di pioggia  mette in ginocchio la città. La Terra del Fuoco? Ma siamo da anni nel fuoco!  Per l’acquisto di ortaggi chiedo la provenienza della merce, ma devo solo affidarmi al buon Dio perché ritengo ormai inutile esigere la tracciabilità del prodotto. E se è vero che “Noi siamo ciò che mangiamo”, siamo anche ciò che facciamo…ci stiamo “incartando”.

A che è servito il protocollo di Kyoto, gli accordi con l’Iran e quant’altro, se l’applicazione delle regole non viene rispettata? Eppure basterebbe un po’ di senso civico e un minimo di responsabilità nell’affrontare la quotidianità, iniziando da piccoli gesti, ma con grandi risultati nel corso dei tempi, per garantire, attraverso il rispetto della natura, quello per noi stessi e, ancor di più, per i nostri figli.

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