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DALLE TAVOLETTE CERATE DI ERCOLANO ALLA RAI: IL “PROCESSO DI GIUSTA”

 

di Sergio Zazzera

 

Soltanto l'abilità di un conoscitore del diritto romano nelle sue pieghe più profonde avrebbe potuto trarre dalla documentazione di un processo svoltosi nell’antica Roma il materiale per un radiodramma. Ed è questo ciò che fece, nel 1953, il mio Maestro, Antonio Guarino, ricavando dalle tavolette cerate ercolanesi del processo di Giusta  il testo di un originale radiofonico, recitato, oltre che da lui stesso, anche da personalità di spicco della cultura dell’epoca, come Vincenzo Arangio-Ruiz, Giovanni Pugliese Carratelli e Amedeo Maiuri.

La vicenda intorno alla quale il processo ruota è quella di una giovane donna – Giusta, per l’appunto –, che chiedeva al giudice di essere riconosciuta nata libera, dopo che la madre, già schiava della matrona Calatoria Temide, era stata manomessa (vale a dire, resa libera) da costei, la quale, viceversa, pretendeva che la nascita della fanciulla fosse avvenuta prima di tale evento. E nel radiodramma l’intreccio fra lo svolgimento dei fatti e l’intervento degli storici sulla loro documentazione è continuo. La sentenza emessa dal giudice non è stata rinvenuta e, dunque, la conclusione del processo non ci è nota, il che legittima ciascuno di noi a immaginarlo definito nella maniera in cui più gli piace.

Ora, dopo sessant’anni e mentre il Maestro si appresta a compierne cento, il testo dell’originale radiofonico, recuperato da una vecchia registrazione, è stato pubblicato da De Frede editore (A. Guarino, Lettere dal passato. Il processo di Giusta, Napoli 2013, pp. 28, s.i.p.), a beneficio di quanti, rileggendolo, ricorderanno le esercitazioni che noi, suoi collaboratori, proponevamo agli studenti che seguivano il suo corso. E il lettore troverà nelle ultime righe la simpatica conclusione a sorpresa della vicenda giudiziaria, immaginata dall’autore.

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