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LESSICO FAMILIARE   di Luigi Rezzuti   Come lo prendete voi il caffè? Amaro? Zuccherato? Io amaro. Vi assicuro però che un po' di zucchero lo...
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In memoria di Alberto Del Grosso di Marisa Pumpo Pica   Il 31 gennaio è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e di quanti lo hanno conosciuto,...
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Curiosità   di Alfredo Imperatore   Tarallo  Il tarallo è un biscotto a ciambella, cioè di forma circolare con un buco nel mezzo, tipico dell’Italia...
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Luigi si comprò un nemico   di Alfredo Imperatore   La storia si svolge a Giugliano, in Campania, negli anni trenta del ventesimo secolo. Il bullismo...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Habemus papam e che papa!   L’intero pianeta dell’informazione si è giustamente appropriato di un evento...
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MATERIA E ARTE

 

di Sergio Zazzera

 

Faccio appena in tempo a visitare, prima della sua chiusura, la mostra “La materia si fa materia”, allestita nella suggestiva sede del Museo di Santa Chiara, nella quale sono esposte opere recenti di Raffaele Miscione, artista vomerese. E devo dire che mi sarebbe dispiaciuto non poco perdermela, perché l’esperienza artistica di Miscione merita di essere condivisa con lui e, soprattutto, di essere apprezzata.

L’insistenza sul sostantivo-concetto “materia”, presente nell’intitolazione della mostra, ha un suo senso, poiché non è particolarmente frequente, in special modo a Napoli, imbattersi in artisti in grado di fondere in un’opera, essenzialmente bidimensionale, più materiali diversi: perfino in Carmine Di Ruggiero n’è presente la sovrapposizione, più che la fusione. Viceversa, negli elaborati di Miscione frammenti di cartone ondulato, di seduta di paglia delle sedie di Vienna, di stoffa di vecchi abiti, fanno capolino, qua e là, tra combinazioni di colori, dei quali uno acquista sempre la prevalenza, in tutte le sue possibili gradazioni e tonalità, in un’alternanza continua d’iconico e aniconico. A intervallare, poi, le immagini intervengono frasi e/o numeri, che l’artista dichiara essere riferibili a proprie esperienze personali, cui le opere sono rispettivamente legate. Né mancano interessanti episodi di ricerca della luce, che valgono a dare un’idea di quale eredità abbiano saputo raccogliere dal Caravaggio gli artisti di buona volontà.


L'artista fra il nostro capo servizio Antonio La Gala e

il pittore Mimmo Piscopo

La tradizione artistica della collina vomerese, dunque, che affonda le sue radici in figure come – fra le tante – quelle di Luca Postiglione, di Gaetano Ricchizzi o di Alberto Chiancone, mostra fortunatamente di disporre tuttora di personalità in grado di assicurarne la perpetuazione. E, in particolare, per quanto concerne Raffaele Miscione, la materia si farà anche materia, come dichiara il titolo della mostra, ma, quando è convenientemente governata, si fa soprattutto arte.

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