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 “Il broccolo”   di Antonio La Gala   Testimonianze della vita artistica e letteraria napoletana a cavallo fra gli anni Quaranta e Cinquanta ci...
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Lascia o raddoppia   di Luigi Rezzuti   Adesso non ci sono dubbi: Antonio Conte sarà l’allenatore del Napoli anche nella prossima stagione. Il...
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Il mandato   di Alfredo Imperatore   Che cosa è un mandato? Un contratto con cui una persona (mandatario) si obbliga a compiere una o più attività di...
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QUANTO GUADAGNA CHI VINCE LO SCUDETTO   di Luigi Rezzuti   Oltre al prestigio del trofeo, vincere la Serie A vale svariati milioni. Anche dal secondo...
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DACIA MARAINI AL SUMMA LIBRI FESTIVAL     (Marzo 2024)
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Il futuro è già presente Fidtherapy   di Marisa Pumpo   Sempre più spesso si parla, oggi, di medici in fuga, di ospedali in crisi, di pazienti,...
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E' IL TEATRO, BELLEZZA!       (Maggio 2022)
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Miti napoletani di oggi.86 IN TEMPO DI COVID-19   di Sergio Zazzera     La premessa è sempre quella della reiterazione del rito che produce il...
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l’ Infomativa fiscale a cura di Lello Lampedusa Si avvicina la scadenza per la dichiarazione dei redditi   Con l’inizio del 2026 torna centrale un...
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La Reggia restituita

 

di Luciano Scateni

 

Messa dodici volte all’asta, la reggia di Carditello è stata finalmente aggiudicata. Ne è diventata proprietaria la Sga, società creditrice del Consorzio di bacino del Basso Volturno che però non tratterrà il possesso della Reggia e la girerà al ministero dei Beni ambientali e Culturali. Con quale destinazione non è dato sapere. E rimane il grave problema del restauro  del casino di caccia, voluto da Carlo III di Borbone e ampliato dal figlio Ferdinando IV. Negli anni il sito è stato saccheggiato, devastato e ridotto in condizioni pietose per l’incuria. Se non tutto è andato perduto si deve alla straordinaria abnegazione di Tommaso Cestrone, custode volontario che ha evitato maggiori danni ed è morto d’infarto poco prima che la Reggia fosse assegnata con l’asta. Comunque il sito ha necessità di interventi radicali per ripristinarne l’agibilità: sono stati rubati marmi e statue, rovinati muri e affreschi, il parco. Il ministro Bray ha mantenuto l’impegno di acquisire il Casino di caccia, ma il suo compito non è finito. Una volta eseguito il recupero, si dovrà deciderne la destinazione d’uso. Tra le proposte possibili, un progetto di itinerari borbonici, l’idea di ospitare il museo sul regno delle Due Sicilie, convegni. Una buona scelta sarebbe il bando di un concorso internazionale per l’utilizzo della magnifica struttura.

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