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Il tifoso napoletano Per anni non c’è stata partita del Napoli in cui i tifosi non lanciassero questo coro: “Vinci solo tu” Frase che riassume le...
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Il NAPOLI IN RITIRO A VAL DI SOLE   di Luigi Rezzuti   “Siamo felici di tornare in Trentino, sarà un ritiro pieno di sorprese per i nostri tifosi”...
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PAPA FRANCESCO L’UOMO DELLA PACE   di Luciana Alboreto     Papa Francesco. Padre dei popoli, Padre degli ultimi, Padre di ciascuno. Misericordia,...
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Gotico partenopeo    di Antonio La Gala     Fra i lasciti buoni e cattivi degli Angioini a Napoli, va messo in rilievo, fra quelli buoni, lo...
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I Saraceni disegnano la Riviera di Chiaia   di Antonio La Gala     La Riviera di Chiaia è delimitata dal lato verso Mergellina dalla Torretta e dal...
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Un pittore randagio: Luigi Brancaccio.   di Antonio La Gala   Luigi Brancaccio(1861-1920) non va confuso con i noti artisti suoi omonimi, Carlo...
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Giuseppe Cicala Uomo non comune e poeta “speciale”   di Romano Rizzo   Giuseppe Cicala è stato un uomo dai molteplici interessi che ha trovato il...
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Aspettando il Natale - Ad Ortisei, nella Val Gardena   di Luigi Rezzuti   Il conto alla rovescia per le feste più magiche dell’anno è ormai una...
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MONICA VITTI COMPIE 90 ANNI   dI Luigi Rezzuti   Maria Luisa Cecinella, in arte Monica Vitti, l’attrice, che è un mito del cinema nazionale ed...
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Il rischio Marsili

 

di Luciano Scateni

 

Non solo Vesuvio, non solo Campi Flegrei: già la loro pericolosità provoca forti timori degli scienziati, ma il rischio eruzione preoccupa anche di più se si considera la possibilità esplosiva del vulcano sommerso Marsili, il più maestoso in Europa e nel Mediterraneo. Misura settanta chilometri per trenta, è alto tremila metri e se ne sta minaccioso, cinquecento metri al di sotto della superficie marina.  Si tratta di un vulcano attivo come stabiliscono ricercatori internazionali di cui fanno  parte il Cnr di Napoli e l’Istituto nazionale di vulcanologia di Roma. Da tempo si consoce l’attività sismica e idrotermale del Marsili, gigante sommerso che si riteneva spento da circa centomila anni e che le indagini più recenti definiscono, invece, attivo. Sedimenti, prelevati a circa novecento metri di profondità, indicano la presenza  di ceneri vulcaniche coerenti con la lava e testimoniano la natura parzialmente esplosiva del Marsili nel tempo. Se il vulcano dovesse provocare una violenta eruzione marina, dicono gli esperti, genererebbe uno tsunami  nel mar Tirreno e, per l’eventuale allarme, i tempi sarebbero ridotto a trenta minuti, assolutamente insufficienti per l’eventuale evacuazione delle zone interessate. Il timore per le coste delle regioni meridionali che s’affacciano sul Tirreno deriva, dunque, dalla relativa vicinanza del Marsili alla terraferma. Che fare? Migliorare il sistema di monitoraggio e assimilarlo a quelli disposti per il Vesuvio, i Campi Flegrei e i vulcani della Sicilia.

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