GIORGIO ALBERTAZZI E I SUOI 91 ANNI
di Luigi Rezzuti
Giorgio Albertazzi nasce a Fiesole il 20 agosto del 1023. Nel 1943 aderisce alla Repubblica di Salò e, nel 1945, viene arrestato per aver comandato, nei giorni che precedettero la Liberazione, un plotone di esecuzione. Viene liberato dopo due anni, grazie alla “amnistia Togliatti”.
Laureato in architettura si dedica alla recitazione in teatro, al cinema e in televisione.
Debutta sul palcoscenico nel 1949 in “Troilo e Cressidra” di Shakespeare.
Il suo curriculum è pieno di successi, sia come protagonista che come regista.
Celebrerà il suo compleanno il 20 agosto con uno spettacolo su Gabriele D’Annunzio intitolato “Io ho quel che ho donato”.
In un’intervista racconta la propria vita, circondato da donne e fans, dichiarando : “Io non sono credente, come non lo era Kafka - e prosegue –Tra Don Chisciotte e Casanova mi sento più vicino al secondo, è uno che ama la bellezza femminile e non si vanta, anzi, accetta anche le sconfitte. Tutti i fatti artistici della mia vita sono stati ispirati da una presenza femminile – e conclude – Se davvero esiste l’inferno, come diceva Flaviano, i peccatori sono tutti nudi, e magari ci si può anche divertire” .
Tra i suoi principali amori l’attrice Anna Proclemer, Bianca Toccafondi e la moglie Pia dè Tolomei.
Ci piace ricordare i suoi successi: al cinema, “Il mercante di Venezia”, “Delirio”, “Ti ho sposato per allegria”.
Al teatro : il “Canto di Ulisse”, “Lezioni Americane”, “Edipo a Colono”.
Per la Rai una lettura della Divina Commedia, “Jekyll” tratto dal romanzo “Lo strano caso del dottor Jekylle e del signor Hyde.
In televisione “L’Idiota”, “Vita di Dante”, “Passione”.
E’ stato insignito di varie onorificenze : cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte con la dicitura : “Attore, sceneggiatore e regista. Uno dei più grandi interpreti del repertorio classico e moderno.

