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SALTELLIAMO…

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Rocco Hunt: “Nu iorno buono”.

E’il cantante che si esprime attraverso lo stile hip hop, che muove l’anca e saltella. E’ il raper che ha vinto il Festival di Sanremo per il settore “giovani”.

E’ uno che “picchia”. E’ il fiume di parole dallo straordinario potere, tanto da essere paragonato al sale (quello di cucina, per intenderci) che si misura per definire un sapore. Il sapore della strada, quello della vita che si arrampica sugli specchi  e che spesso scivola in basso, ma che sempre ha la capacità e la voglia di riscatto.

E’ il parlare della strada, espresso da Rocco mentre unisce il dialetto alla lingua. Con lui la cultura nostrana fa il verso a quella americana, culture entrambe urlate, perché esprimono la verità. Rocco parla, comunica la sua verità, quella sofferta che urla per scuotere le coscienze e il suo “buono” è rappresentato dal trofeo che ha stretto fra le mani, il leone rampante testimone finalmente di ascolto. Qualcuno si era voltato sentendo il suo urlo, il suo saltello aveva inculcato il desiderio di darsi una mossa.

La musica, solitamente si dice, ha il potere di esaltare le parole, con Rocco invece è la parola che esalta la musica, fatta di cadenze ritmate che accompagnano il suo fianco saltellante. Lui “picchia” come già da tempo fa Pino Daniele: “Napule è na’ carta sporca” è urlo, è denuncia, è rap.

Con questo ormai, non più nuovo modo di fare musica e comporre canzoni, i cantautori sembra che affreschino una tela, un grande quadro dove le immagini sono in bianco e nero, nitide, ma utili perché scaturite da una descrizione accurata, in cui il dettaglio diventa testo.

Ho ascoltato Rocco Hunt. Ho gioito per la sua vittoria, perché ascoltandolo si sfoglia il suo quaderno. Un libriccino di  piccole parole, ma scritte a caratteri grandi quanto la verità che si fa leggere.

Si vive in un presente ormai avvilito, fatto di rassegnazione che sfiora l’incapacità di reagire. Non è così. Fiduciosamente è anche accecato di avvenire.

Perciò il “saltellare”, il “picchiare” forse ci aiutano ad “accalappiare” il modo perché si possa intravedere la svolta sociale di cui abbiamo bisogno.

Nu iorno buono è all’orizzonte. Saltelliamo per gioire della sua alba.

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