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Un paese di anziani   di Gilda Rezzuti   Il passaggio dalla società tradizionale alla società moderna, tra le tante cose, ha segnato anche l’inizio...
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Miti napoletani di oggi.92 IL BANCO DI NAPOLI   di Sergio Zazzera   C’era una volta – e, precisamente, dal 1539 – il Banco della Pietà, istituzione...
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"UFFA"       (Ottobre 2023)
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In ricordo di Giulio Mendozza   di Marisa Pumpo Pica   E’ venuto a mancare all’affetto dei suoi cari il professor Giulio Mendozza, uomo di grande...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Dietro il velo delle parole… Senso e abbandono   “Le parole sono pietre. Sono proiettili”, ebbea dire...
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  Libri da Leggere di Luigi Alviggi   Il giardiniere e la morte di Georgi Gospodinov traduzione: Giuseppe Dell’Agata Voland, 2025 – pp. 195 - €...
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L’Anpi aderisce alla Marcia Popolare dell’educazione con partenza da piazza Garibaldi alle ore 10.30  
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Saranno famosi   Alcuni giovani lettori, frequentatori abituali dei Social, come si sono definiti, ci...
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IL TEATRO A NAPOLI   a cura di Luigi Rezzuti   Napoli è una città che trova svariati modi di esprimersi, dalla poesia alla musica, dal teatro al...
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QUANTE MEMORIE DA RICORDARE

di Annamaria Riccio

Il  27 gennaio è la giornata che ci riporta a tutti gli orrori del nazismo. E’ il momento durante il quale si ripercorre, attraverso un pensiero  condiviso dall’Europa e dal mondo intero, la crudeltà, il fluire della ferocia su innocenti e indifese vittime della mattanza.  E’ il genocidio più efferato che la storia ricordi. Ma quante altre “memorie” da celebrare, quanti altri crimini da ricordare, quante lacrime ancora da versare, per attestare il diritto alla vita? Queste sono stragi documentate. Ogni giorno, in ogni parte  del mondo, migliaia di bambini senza una casa, una famiglia, né cibo, né altro, sono preda della ferocia degli adulti, che approfittano di una condizione di povertà ormai  radicata nei paesi sottosviluppati  e che neanche viene riportata.  E che dire delle donne stuprate, torturate, di  creaturine  massacrate da folli lasciati in libertà. In ogni momento, chiunque, potrebbe essere (sic!) protagonista di una tragedia. La memoria, quella vera, è il proponimento e, più di tutto, la determinazione a prendere posizione concreta nel contrastare e prevenire ogni forma di violenza. Capisco che non è facile intuire ciò che potrebbe accadere, ma leggi destabilizzanti e una forma di intervento, che sia coercitivo ai fini di qualunque forma di violenza, potrebbe almeno essere un deterrente per limitare il dilagare delle atrocità che ci apprestiamo a ricordare. Siamo in una società dove i potenti mezzi tecnologici possono in questo, aiutare a scoraggiare tante azioni folli: la storia mette le basi per  costruire il futuro.

Che l’olocausto non sia nella nostra mente solo un giorno all’anno, ma un martirio che ci porti ad evitare che altri sacrifici umani siano tristemente commemorati.

 

 

 

 

 

 

 

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