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MASSIMO E ARMANDA

 

di Luigi Rezzuti

 

Era  una ragazza bellissima, dagli occhi verde mare e dai capelli biondi. Era alta circa un metro e settanta ed aveva un sorriso che irradiava luce con i suoi denti bianchissimi e splendenti.

Massimo l’aveva conosciuta per caso al mare su una spiaggetta  semideserta  da dove si poteva accedere soltanto in barca, lui invece l’aveva raggiunta in pedalò.

In quella insenatura erano ancorati alcuni panfili, uno più lussuoso dell’altro, sia per la loro linea che per la loro eleganza.

La spiaggia era assolata, un po’ d’ombra si poteva trovare solo sotto la collinetta che la circondava e Massimo, essendo ai primi giorni di mare e non ancora abbronzato, aveva il timore di scottarsi al sole e così decise di sedersi all’ombra.

Nell’attraversare quel piccolo tratto di spiaggia, involontariamente, urtò una bottiglietta di crema protettiva per la pelle che era aperta al fianco di una ragazza, una vera scultura marmorea, che se ne stava stesa a pancia sotto su un asciugamano, ad abbronzarsi.

Massimo le chiese scusa per la sua sbadataggine ma restò folgorato dal sorriso della ragazza e dalla sua bellezza.

Fu questa immagine che lo spinse a sentirsi all’improvviso un conquistatore senza capire che anche la ragazza era rimasta colpita nel vedere Massimo, un palestrato, alto circa un metro e ottanta, bruno con gli occhi tra l’azzurro ed il verde.

I due fecero subito amicizia, la ragazza si chiamava Armanda.

Massimo le chiese come aveva raggiunto la spiaggia e lei gli disse d’essere arrivata a nuoto dopo essersi tuffata da un panfilo, ancorato nell’insenatura di quella spiaggetta.

Massimo ebbe quasi vergogna di dire d’essere venuto in pedalò ma Armanda lo mise subito a suo agio chiedendogli di voler fare un giro col pattino.

Il cuore del giovane batteva forte, ormai era convinto di aver conquistato questa bellissima ragazza.

Pedalava e guardava Armanda distesa sul pattino a prendere il sole, poi, ad un certo punto, la ragazza volle ritornare al panfilo.

Massimo le chiese il numero del cellulare per poterla rivedere la mattina successiva, Armanda rispose : “Mi vuoi lasciare senza nemmeno salire a bordo del  panfilo dei miei genitori?”. Il ragazzo rimase sorpreso dell’invito che accettò, comunque molto volentieri.

Con una corda attraccarono il pedalò al panfilo e, attraverso una scaletta salirono a bordo.

I genitori di Armanda erano andati a fare shopping sull’isola, a bordo erano rimasti solo i marinai.

I due ragazzi rimasero insieme per quasi due ore ma sarebbero rimasti volentieri ancora per molto se non fossero giunti i genitori.

Armanda presentò Massimo ai genitori i quali lo invitarono a restare con loro per pranzo, il ragazzo educatamente rinunciò ma promise di rimanere il giorno dopo.

Massimo ritornò a casa e, per la grande emozione il pedalò finì per diventare un motoscafo tanto era diventato veloce sotto le pedalate.

Le ore del pomeriggio e della notte non passavano mai. Il giorno dopo di buon’ora Massimo raggiunse la spiaggetta semideserta ed aspettò impaziente l’arrivo di Armanda.

Quando la ragazza raggiunse la spiaggia non si sprecarono abbracci, baci e tenere carezze: quei due ragazzi sembravano essere stati colpiti dal “fulmine” dell’amore.

Andarono di nuovo a fare un giro con il pedalò e rimasero in mezzo al mare cullati dalle onde.

Verso le 14 ritornarono al panfilo, attraccarono il pedalò e salirono a bordo dove li aspettavano sul ponte i genitori di Armanda per un aperitivo.

A pranzo i marinai servirono a tavola e Massimo cercò di darsi un contegno per non fare la figura di una persona che non aveva mai visto tanta ricchezza.

Questi incontri sulla spiaggetta durarono per circa una settimana.

Un mattino, come al solito, Massimo con il suo pedalò raggiunse la spiaggia in attesa di Armanda ma la ragazza non venne e Massimo, guardando i vari panfili ancorati nell’insenatura, non vide quello di Armanda, rimanendo molto deluso.

Ritornò ancora per qualche mattina su quella spiaggia ma di Armanda nessuna traccia. Era scomparsa nel nulla, come in un meraviglioso sogno.

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