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La funivia di Posillipo

 

di Antonio La Gala

 


Il 9 maggio del 1940 fu inaugurata solennemente a Fuorigrotta la Mostra delle Terre d'Oltremare. Intervennero il Re, da poco anche Imperatore, alte Autorità nazionali e locali, nonché e molti turisti.

L’evento sanciva il ruolo della città, soprattutto del suo porto, come punto di riferimento delle allora recenti conquiste coloniali dell’Italia in Africa. A margine di questa occasione, furono inaugurate anche la prima linea napoletana di filobus e, a corredo della Mostra, e come evidenzia la sua denominazione, la funivia Posillipo-Mostra. La stazione superiore fu costruita nei pressi di Capo Posillipo, nell’ultimo tratto di Via Manzoni, a circa 400 metri dal Ponte della Vittoria, dove si apre il Parco delle Rimembranze. La stazione inferiore si trovava nell'attuale Via Kennedy, che allora si chiamava Via Domitiana, a metà strada fra Piazzale Tecchio e l’ingresso di Edenlandia, dalle parti della zona denominata Cavalleggeri Aosta.

Progettata nel 1938 dall’architetto Giulio De Luca e costruita nel 1939, all’epoca la funivia fu considerata un impianto avveniristico. Era lunga 1.630 metri e superava, in otto minuti un dislivello di 104 metri. Nella sua parte bassa, si sviluppava pressoché in orizzontale, per poi inerpicarsi con una campata di 945 metri, verso la collina. Ognuna delle due cabine poteva trasportare 20 viaggiatori, oltre il conduttore.

La cronaca dell’epoca salutò l’apertura della funivia con entusiasmo: “Le cabine della funivia costituiscono come un aereo belvedere: dall’altezza man mano crescente il panorama si svela in tutta la sua mirabile ampiezza e raggiunge orizzonti non visibili da altre posti”. La funivia funzionò solo un mese, perché il 10 giugno, un mese dopo la sua inaugurazione, ci fu un’altra inaugurazione: quella della guerra.

Nel dopoguerra, nonostante la Concessione della funivia durasse fino al 1970, e un tentativo di resurrezione negli anni ‘50, l’impianto fu lasciato andare in rovina. Nel contempo la costruzione di grossi fabbricati troppo adiacenti alla fascia di agibilità dell’impianto ne ha reso di fatto impossibile la riapertura. La stazione di Via Manzoni ha ospitato per alcuni anni un bar gelateria, il bar Rosiello, noto anche come “la funivia di Rosiello”. Chiuso il bar, l’Ente proprietario, cioè la Mostra d’Oltremare, nel 2006 ha messo all’asta la ex stazione. Smontate le funi, sono rimasti ancora in piedi, nonostante la carenza di manutenzione, due piloni visibili fra le case a ridosso della stazione della metropolitana di Cavalleggeri Aosta. I due piloni appaiono come due giganti surreali con le braccia elevate al cielo. Alzano le braccia per invocare il miracolo di un riuso dei “pezzi” rimasti della ex funivia, un riuso rispettoso dell’architettura e della storia dell’impianto, oppure in segno di disperazione o di riprovazione per come essa è stata lasciata andare? 

 (Maggio 2014)

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