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LA CHINETOSI

di Loredana Pica *

Nel numero precedente de “Il Vomerese”, nel constatare che, nel linguaggio comune, viene fatto un uso indiscriminato di termini, quali vomito,chinetosi,nausea, conato, rigurgito, precisavamo che tali termini indicano fenomeni e patologie ben differenti. In quel nostro intervento, abbiamo, dunque, cominciato ad occuparci del vomito..

Oggi parleremo, invece, della chinetosi, termine scientifico con il quale viene identificato quel malessere che alcuni soggetti, in particolare, provano quando viaggiano in auto, in barca, in aereo.

Sinonimo di mal d’auto o mal di mare, la chinetosi è causata da un’anomala stimolazione dell’apparato vestibolare, localizzato vicino all’orecchio interno e costituito da tre piccoli canali semicircolari, orientati secondo le tre direzioni dello spazio e contenenti un liquido, denominato endolinfa, che si adatta ai movimenti del corpo. Occorre dire che il sistema di controllo dell’equilibrio del corpo è  molto complesso e delicato ed è formato da dotti e da camere. All’interno dell’apparato vestibolare si trovano alcune cellule sensitive, dotate di minuscole formazioni tubulari e, quando il corpo si muove nello spazio, l’endolinfa che scorre nei canali, ne stimola il movimento. Esso, a sua volta mette in attività le cellule sensitive dell’apparato vestibolare, che inviano un segnale al cervello attraverso i nervi vestibolo cocleari. È per questo che un soggetto si accorge dei movimenti del corpo, anche ad occhi chiusi. Va detto, inoltre, che l’apparato vestibolare si è sviluppato per rilevare solo movimenti semplici, quali camminare o correre e non si attiva quando un soggetto si trova su di un mezzo che segue un’andatura costante. Viceversa, l’accelerazione o decelerazione ripetute di un mezzo di trasporto o il susseguirsi di movimenti ritmici, come quello del rollio e del beccheggio della nave, produce un’iperstimolazione dell’apparato vestibolare, provocando il disturbo tipico della chinetosi. Tra i fattori che determinano tale fenomeno è da considerare anche la discrepanza fra i messaggi che arrivano al cervello dall’apparato visivo e quelli che giungono dall’apparato vestibolare. Ciò spiega perché, quando leggiamo un libro trovandoci su un veicolo in movimento, possiamo essere colpiti da questo malessere. Le stimolazioni, trasmesse al sistema nervoso, provocano reazioni riflesse e in gran parte inconsce, che permettono di mantenere o di recuperare l’equilibrio. L’iperstimolazione di questo sistema, che in alcuni soggetti, per predisposizione genetica  e per interferenze psicologiche ed emozionali, risulta particolarmente delicato, finisce con l’interessare i centri del vomito, localizzati a livello cerebrale, Di qui i sintomi caratteristici della chinetosi, più marcati in questi soggetti particolarmente sensibili che, tra l’altro,  rischiano  di sentirsi male al solo pensiero di dover affrontare un viaggio in auto, in aereo o su di una nave.

La chinetosi si presenta come una sindrome, ossia come un insieme di manifestazioni, quali nausea e vomito, spesso incoercibili, pallore, sudorazione fredda, vertigini, scialorrea (eccesso di salivazione).

I disturbi tendono a cessare non appena termina la sollecitazione che li ha determinati, ovvero quando si scende dal mezzo in movimento..

Contro la chinetosi si può far ricorso a farmaci antistaminici, da utilizzare come calmanti, per un’azione preventiva e da assumere, quindi, almeno un’ora prima di intraprendere il viaggio. Utili anche farmaci anticolinergici, che agiscono sul sistema nervoso parasimpatico, come l’estratto di belladonna e i cerotti di scopolamina da applicare dietro l’orecchio, due ore prima della partenza. È da tener presente che questi farmaci calmanti producono sonnolenza e, quindi, non è opportuno che, dopo un viaggio in aereo o sulla nave, ci si metta alla guida di un’auto. Suggeriamo anche accorgimenti di natura empirica: mangiare poco, ma frequentemente, sia prima che durante il viaggio, evitare caramelle, chewing gum, dolciumi, l’assunzione di liquidi o di bevande eccitanti (caffè, coca cola, etc.), la lettura di libri o giornali.

Se si è colti da questo malessere, durante il viaggio, occorre   tenere il capo reclinato all’indietro, traendo giovamento da una maggiore esposizione all’aria.

Per prevenire le chinetosi, non sono da escludere, infine, i rimedi alternativi, suggeriti dall’omeopatia, né i prodotti fitoterapici, tra i quali quelli di due piante tradizionali, molto utilizzate, come l’estratto fluido di melissa, dalle proprietà sedative e digestive, e le compresse a base di polvere di zenzero.  

Per quanto fondamentalmente innocuo, l’attacco di chinetosi, se si protrae, come può avvenire in viaggi lunghi, potrebbe determinare nel soggetto disidratazione, (perdita di liquidi) o ipotensione, (caduta dei valori della pressione arteriosa), che potrebbe dar luogo a collasso cardiocircolatorio.

Nel caso, quindi, di vomito abbondante e ripetuto, sarà necessario provvedere al rimpiazzo dei liquidi.  

 *Specialista in Gastroenterologia

Info: 347 3488588

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