IL NUOVO ANNO SCOLASTICO TRA CRITICHE E INNOVAZIONI
di Annamaria Riccio
Non senza polemiche inizia il nuovo anno scolastico, alla luce di prossime innovazioni sia per i docenti , che per gli alunni e per le loro famiglie.
L’estate è stata non poco turbolenta, non solo metereologicamente, anche politicamente e, più di tutto, socialmente. L’attuale governo, che giustamente tende a far quadrare il cerchio di un’Italia alla deriva, dimentica una cosa essenziale: non si vive per lavorare, ma si lavora per vivere….e se la vita è un diritto naturale, è ( dovrebbe esserlo) anche il lavoro. Premessa questa, che raccoglie la sintesi del malcontento generale. I precari, o meglio, chi non ha un lavoro stabile, sono sul piede di guerra e il settore scuola è fortemente compromesso. Si fa un gran parlare delle migliaia di posti di lavoro disponibili per l’istruzione, ma ancora non si è capito come queste nuove assunzioni verrebbero gestite e come la ricaduta potrebbero abbattersi su coloro che sono agli ultimi anni della carriera e anelano la tanto attesa pensione. La “coperta” quindi dove tende? Mi spiego: i finanziamenti per le nuove assunzioni danno adito a pensare che gli stessi vadano a gravare su quelle fetta di precari che al momento si accontenta solo di qualche supplenza e sulle spalle di insegnanti di ruolo che già lavorano alacremente per adeguarsi alle nuove linee ministeriali. La proposta di riforma prevede, infatti, che una buona parte del personale, venga sostituita dagli stessi colleghi. Non solo, si parla di abolizione delle graduatorie provinciali, si parla…si parla…
Intanto si attua la nuova normativa sull’adozione dei registri on line: i docenti sono chiamati a corsi ed esercitazioni che vanno ben oltre la propria formazione, che si delinea artificiosa e onerosa, specialmente per coloro che, sotto pensione, devono rimettersi a studiare metodologie e strategie per essere aggiornati. L’ironia è che “Il diavolo fa le pentole e non i coperchi”, molti istituti sono infatti sprovvisti di materiale informatico non ancora fornito del tutto alle scuole. Vien da pensare che nell’adeguamento alle novità e nell’adempimento delle fasi necessarie ad una moderna lezione, forse rimane ben poco del tempo da dedicare proprio agli studenti. Alternativa? Doppio lavoro da svolgere fuori dall’orario di servizio. I genitori invece, già abituati alla visualizzazione delle valutazioni degli scrutini, potrebbero apprendere addirittura il risultato di un’interrogazione prima del proprio figliolo...

