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IL TEATRO EMOZIONIAMOCI   di Gilda Rezzuti   Esistono due modi di fare o studiare teatro, uno è imparare a fingere, immedesimarsi in un...
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LESSICO FAMILIARE   di Luigi Rezzuti   Come lo prendete voi il caffè? Amaro? Zuccherato? Io amaro. Vi assicuro però che un po' di zucchero lo...
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Cento idee per l’albergo dei poveri   di Luigi Rezzuti   Palazzo Fuga, l’imponente edificio di piazza Carlo III è diventato un palazzo che pullula...
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Campionato di calcio di Serie A Dove eravamo rimasti? di Luigi Rezzuti   E’ iniziato il campionato di calcio di serie A. Tante le novità sia in...
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l’ Infomativa fiscale a cura di Lello Lampedusa Si avvicina la scadenza per la dichiarazione dei redditi   Con l’inizio del 2026 torna centrale un...
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GUERRA ALLO SCARRAFONE   dI Luigi Rezzuti   Abito al Vomero, un quartiere “in”, il quartiere dello shopping,  che molti raggiungono da tutte le parti...
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DA ETHOS E NOMOS "LA PARLATA NAPOLITANA"     Comincia il 9 ottobre prossimo, da Ethos e Nomos (via Bernini, 50), il ciclo d'incontri su "La parlata...
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Miti napoletani di oggi.46   Pompei   di Sergio Zazzera   Fra i tanti esempi di urbanistica del mondo romano, pervenuti fino ai giorni nostri,...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Voglia di tregua Scoppia la pace. L’Italia, il mondo intero, nelle piazze dei cinque continenti, si veste di...
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 LA NAVE CHE AFFONDO’ IN UN MARE DI STRACCI   di Luigi Rezzuti   Quella lettera sembrava le bruciasse le dita. Assuntina, una popolana napoletana...
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LA BELLA GRAFIA

 

 di Annamaria Riccio

 

Correggere un compito è diventato più difficile per un docente, non tanto per il contenuto dell’elaborato, quanto per “l’interpretazione”(sic!). Infatti, in alcuni casi, si tratta di una vera e propria decodificazione della produzione scritta. Dove sono gli anni della valutazione calligrafica? Gli studenti di oggi,  non solo evidenziano una grafia che lascia ampio spazio all’immaginazione, ma sono sempre più insofferenti alla scrittura e decisamente refrattari alla copia. Il motivo? Proviamo ad immaginarlo. Cosa fanno i ragazzi quando non sono impegnati con i compiti o in qualche attività ludica? Sono sempre attaccati a pc, smartphone e altri strumenti  tecnologici che li abituano ad una relazione col virtuale, alla visualizzazione immediata e alla scrittura veloce preimpostata. Nulla a che vedere con la produzione grafica. Il peggio è che, non stimolando quest’ultima (e, comunque neanche la lettura cartacea, che risulta meno “immediata”), viene compromessa tutta la sfera della comprensione e ci ritroviamo studenti meno capaci e più stanchi. Ironia della sorte, a mettere sostegno a questa falla, i progetti  sulla bella grafia nella scuola che, invece di portare una ventata innovativa, sono un ritorno al passato, che vede l’urgenza nel ridimensionare le varie fasi di apprendimento e rielaborazione mediante le procedure tradizionali, evitando così un coinvolgimento tecnologico che possa gravare sul percorso dell’apprendimento e sulla capacità relazionale degli studenti.

 (Novembre 2014)

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