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L’informativa fiscale a cura di Lello Lampedusa   La Legge di bilancio 2026   La Legge di Bilancio 2026, recentemente approvata ed entrata in vigore...
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Pensando al futuro…   di Romano Rizzo   Ciò che più mi spaventa, in questi anni, è l’indifferibile necessità di una presa di coscienza sulle mutate...
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Viaggio nello spazio di Luigi Rezzuti   Dopo una lunga giornata di lavoro, torno a casa distrutto. Mi spoglio, faccio una doccia e mi preparo qualcosa...
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Un inverno  rigido   di Luigi Rezzuti   Dopo diversi inverni miti, i meteorologi hanno previsto una svolta significativa per l’Italia con un’intensa...
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Miti napoletani di oggi.96 IL TEATRO SAN CARLO   di Sergio Zazzera   So già che più di qualcuno si starà domandando come possa costituire un mito...
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Miti napoletani di oggi.28

Bagnolifutura

 

di Sergio Zazzera

 

Già in progetto Bagnolifutura, la cui società di gestione è stata di recente dichiarata fallita dal tribunale di Napoli, nasceva come mito, né più, né meno che come la “Bagnoli passata”, quella, cioè, che agl’inizi del secolo scorso impose l’industrializzazione di una vasta area, la cui vocazione naturale era, viceversa, quella turistica: per intenderci, Bagnoli sarebbe potuta essere per Napoli ciò che Pegli è per Genova.

Poi, venne la “dismissione” – giusto per  mutuare il titolo del libro di Ermanno Rea –, col progetto di riconversione dell’area in una “Bagnolifutura” a misura di turista, dotata di parchi, di strutture ricettive, di musealizzazione di una parte del vecchio insediamento industriale e di porto (o, peggio, porto-canale, che la prima sciroccata intaserebbe) turistico. Nel frattempo, tutto va in malora, mentre è aperto un dibattito, del quale uno dei cardini è costituito dalla ventilata esigenza di eliminare la “colmata a mare”, che – si dice – interrompe la linea di costa, quasi che a interromperla non provvedano, in maniera ben più marcata, l’ex-albergo Tricarico e ancor più l’edificio dell’Istituto nautico, che sorgono proprio sull’arenile. Il dibattito è destinato a proseguire, quando qualcuno acquisterà le aree dal fallimento, ma sono sicuro che ancora nessuno si porrà minimamente il problema dell’enorme quantitativo di amianto e di altre scorie dannose per la salute, che quella colmata finora ha, per fortuna, coperto e che riemergerebbe, appena la stessa dovesse essere rimossa.

Purtroppo, fra questi due miti s’inserisce l’unica realtà storica, ch’è quella della “Bagnoli presente”, il cui degrado è sotto gli occhi di tutti e si ripercuote sull’intera preesistenza abitativa, che, viceversa, meriterebbe un accurato recupero; ma si sa che cosa accade, sia mentre il medico studia, che quando ci sono troppi galli a cantare.

 (Dicembre 2014)

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