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Pensieri ad alta voce   di Marisa Pumpo Pica   La triste vicenda di Giulia Cecchettin   Chi ha avuto modo di seguirci saprà certamente che qui...
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Miti napoletani di oggi.88 IL CARRO-ATTREZZI   di Sergio Zazzera   Nato per gl’interventi di soccorso stradale (anche chi scrive queste righe ha...
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“Quale è la via del vento?”

 

Martedì 12 maggio, alle ore 17, la Comunità Ebraica di Napoli e l’Associazione Donne Ebree Italiane presentano il volume “Quale è la via del vento?” Appunti su Isidoro Moshè Kahn (1934-2004).

 «In contrasto con il cognome e l’aspetto mitteleuropeo, il giovane rabbino Isidoro Kahn è napoletanissimo e grazie ai suoi modi gentili e comprensivi  fa della piccola Comunità Ebraica di Napoli un luogo accogliente ed amato. Quando, dopo tanti anni, mi capiterà di andare a Livorno dove è diventato Rabbino Capo, di sabato mattina mi precipiterò in Sinagoga solo per il piacere di riascoltare la sua voce pastosa e dolcissima che intona le preghiere». Così Miriam Rebhun nel suo Ho inciampato e non mi sono fatta male ricorda Isidoro Moshè Kahn, dal 1955 al 1980 punto di riferimento spirituale della Comunità Ebraica di Napoli, ministro di Culto a soli ventun anni e dal 1963, conseguita la laurea rabbinica, Rabbino Capo nella Sinagoga di via Cappella Vecchia.

Fine studioso, uomo comunicativo, propositivo ed aperto al dialogo ha dato un’ impronta indelebile  alla vita della Comunità napoletana. «I suoi occhi avevano la vista proiettata verso il futuro. Ogni giorno per lui era un giorno nuovo, un’occasione per costruire e spalancare finestre»: così scrive Paolo Orsucci nel bel volume “Quale è la via del vento?” (Salomone Belforte ed.), in cui, secondo la tradizione talmudica, il testo è contenuto in un riquadro centrale ed è attorniato da dotte Derashot  che illustrano il significato di festività e di tradizioni ebraiche.

Insieme con l’autore illustreranno la figura e gli insegnamenti di Rav Isidoro Moshè Kahn il rabbino capo di Napoli Umberto Piperno, Guido Guastalla e Valentina Kahn Della Corte, coordinati da Giacomo Kahn, direttore del mensile Shalom.

(Maggio 2015)

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