NEWS

La più antica religiosità dei Vomeresi   di Antonio La Gala   Qual era la religiosità dei primi abitanti delle alture vomeresi? Non lo sappiamo,...
continua...
L’ informativa fiscale Il governo si prepara a varare le nuove misure finanziarie   a cura di Lello Lampedusa   Il taglio dell’Irpef è uno dei punti...
continua...
SHARING ART 2021   Mercoledì, 7 luglio, alle ore 18, in Via Civita, 5 Pompei, si terrà la conferenza stampa di presentazione della rassegna SHARING...
continua...
Parlanno ‘e poesia Giulio Pacella   di Romano Rizzo   Spesso mi sono chiesto perché la figura di un grande poeta come Giulio Pacella si affaccia...
continua...
Si dimette il Presidente della FIGC di Luigi Rezzuti   Dopo le parole del ministro Abodi e il plebiscito del popolo calcistico, che chiedeva...
continua...
PROCESSO JUVENTUS: SENTENZA BLANDA   A cura di Luigi Rezzuti   Sono trascorsi ben 17 anni dallo scandalo Calciopoli (LUGLIO 2006) con la sentenza...
continua...
Il poeta del giorno   di Romano Rizzo   Antonino Alonge (Palermo, 20 Settembre 1871 - Milano, 13 Agosto 1958) Poeta e giornalista, visse fin da...
continua...
L’Anpi aderisce alla Marcia Popolare dell’educazione con partenza da piazza Garibaldi alle ore 10.30  
continua...
IL NAPOLI. Sorpresa del campionato di calcio di Serie A       di Luigi Rezzuti   Già dall’inizio del campionato di calcio di Serie A 2021 – 2022, si...
continua...
Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica Tra social e fuori onda   “La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra il dolore e la...
continua...

E’ MORTO BRUNO PESAOLA

 

di Luigi Rezzuti

 

Bruno Pesaola, detto il “Petisso”, è morto a 89 anni. Nato a Buenos Aires nel 1925,  il padre faceva il calzolaio in provincia di Macerata, subito dopo la prima guerra mondiale emigrò in Argentina.

Pesaola arrivò in Italia, ingaggiato dalla Roma nel 1947 dopo aver giocato nel River Plate.

A Roma giocò per tre anni, diventò amico di Dapporto, Rascel  e Walter Chiari, ma il destino lo spinse verso Napoli. Fu ceduto al club partenopeo nel 1952.

Con la magia azzurra disputò 231 partite allo stadio Collana, al Vomero, e 9 al San Paolo.

La città gli entrò subito nel cuore “Napoli – diceva – è come il quartiere della Boca, a Buenos Aires, colori, gente, chiasso, allegria, canzoni”, ed ancora “ Io sono un napoletano nato all’estero”.

Da Napoli non è mai andato via, se non per lavoro, prima come calciatore e poi come allenatore (Fiorentina, Panathinikos).

Sulla panchina della Fiorentina vinse lo scudetto nel 1969 e l’anno dopo portò la squadra fino ai quarti di finale della Coppa dei Campioni.

Pesaola lascia una vita di ricordi e aneddoti, tra i quali raccontava: “Achille Lauro veniva a giocare a scopa con noi. Mille lire a partita. Io e Comaschi lo facevamo vincere, e lui era contento”.

Il “Petisso” regalò, da allenatore del Napoli, il primo torneo della storia della società, la Coppa delle Alpi, nel 1966.

Bruno Pesaola, oltre ad essere un formidabile professionista del calcio, era anche un uomo scaltro, furbo e divertente.

Si racconta che il Napoli era in un girone e la Juve nell’altro con squadre Svizzere. Ultima giornata con le due italiane a pari punti, nell’intervallo della gara il Servette a Ginevra col Napoli in svantaggio

 ( O-1). Pesaola fece annunciare dall’altoparlante che la Juve stava vincendo la sua partita a Losanna. Chiamò Sivori e gli disse : “Lasci la vittoria alla tua odiata Juve, bella figura!”

Sivori si scatenò mandando in gol Canè, Bean e Montefusco e il Napoli stravinse (3 – 1) e conquistò il trofeo.

In realtà la Juve stava perdendo a Losanna e finì sconfitta.

I tifosi lo ricorderanno sempre, col suo cappotto color cammello, che indossava come portafortuna anche durante le partite col sol leone, e con la sigaretta tra le labbra (ne fumava 40 al giorno).

(Giugno 2015)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen