NEWS

Pensieri ad alta voce   di Marisa Pumpo Pica   Le Frenesiadi - Sanremo Festival   Ebbene sì. I Greci, fra tanti giochi e feste, avevano le...
continua...
La scuola non è un parcheggio estivo  di Maria Rosa Lanza     Scuole aperte d'estate?  Signor Ministro, venga a fare un giro nelle nostre aule. Il...
continua...
Un interessante mix di giustizia, cultura e musica  
continua...
HADDA  FERNI’  STA  PANDEMIA   di Luigi Rezzuti   Appena potrò, metterò le scarpe più comode che ho e farò tanti di quei chilometri a piedi che...
continua...
SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   L’invito. Rai 3 “Generazione Bellezza” Sarebbe interessante affidare al responso dei sondaggi il quesito: “Quanti...
continua...
IN ATTESA DEL CALCIOMERCATO INVERNALE   di Luigi Rezzuti   Per il Calcio Napoli uno dei temi più caldi resta sempre quello legato al calciomercato,...
continua...
Ricordi di Napoli di Giustino Fortunato   di Antonio La Gala   Giustino Fortunato, poco più che ventenne, volle scoprire personalmente alcuni dei...
continua...
Il Vomero è figlio delle funicolari di Antonio La Gala     La collina vomerese fino all’edificazione degli ultimi anni dell’Ottocento era un...
continua...
AMERICA’S CUP - LUNA ROSSA IN FINALE   di Luigi Rezzuti   Che Luna Rossa sia stata osteggiata dalle rivali anglosassoni non è un mistero....
continua...
Il paesaggismo napoletano   di Antonio La Gala   La pittura napoletana prodotta fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento viene  biasimata...
continua...

Salute e Benessere - Mangiamo poca carne

 

di Peppe Iannicelli

 

Non sono un animalista fanatico o un vegetariano militante. Ma sto riducendo progressivamente il consumo di carne. Cerco di mangiarne poca e buona, come facevano i miei nonni i quali, senza saperlo, stavano inventando la dieta mediterranea. Quel che arriva nel piatto è frutto di lavorazioni complesse che abbiamo il dovere di conoscere per compiere scelte consapevoli per la nostra salute e per il futuro del pianeta. Secondo dati della FAO (World Food Outlook, 2008), nel mondo si producono circa 280 milioni di tonnellate di carne l’anno. Cambiare gli stili di consumo, badare al modo in cui sono stati prodotti gli alimenti che acquistiamo e a come sono stati allevati gli animali, dai quali si ottengono, significa promuovere modelli di produzione più virtuosi. Le carni destinate a soddisfare i consumi crescenti provengono da allevamenti intensivi dove gli animali sono trattati come macchine per la produzione di latte o di carne: selezionati per garantire alte rese, vivono pochi anni (o poche settimane, nel caso dei polli) e, a fine carriera, sono smaltiti come scarti industriali. Queste lavorazioni intensive stanno sconvolgendo anche il gusto dei consumatori. Provate a far mangiare un pollo ruspante – scuro e duro  ma buonissimo – ad un bambino abituato ai polli d’allevamento chiari e morbidi. Slow Food sta avviando una campagna internazionale su due temi molto importanti e strettamente collegati: il consumo della carne e il benessere degli animali da allevamento. Ogni americano mangia in media 125 kg di carne l'anno, mentre la media europea è di 74 kg. La domanda è in crescita ovunque e anche in alcuni paesi in via di sviluppo, a causa dell’aumento dei redditi e della classe media urbana. Il consumo di carne in Cina è eclatante: è passato da una media di 20 kg pro capite nel 1980 a 52 kg (Livestock’s long shadow report, FAO, 2006). Col trend di crescita attuale, nel 2050 il consumo di carne raggiungerà i 450 milioni di tonnellate l’anno: una situazione ecologicamente insostenibile, perché i prodotti di origine animale hanno un impatto sul clima nettamente superiore rispetto a quelli vegetali. La produzione di calorie animali, infatti, esige un volume sproporzionato di cereali e leguminose: sono necessarie 4 calorie vegetali per produrre una caloria di carne di pollo o di maiale, e 11 per la carne ovina e bovina. Inoltre, per produrre i mangimi animali (per lo più costituiti da mais e soia, quasi tutta Gm) sono richieste quantità d’acqua elevatissime, cui si aggiunge l’acqua destinata all’abbeveraggio e al mantenimento del bestiame: chi mangia una bistecca consuma circa 2600 litri di acqua! Il 30% della superficie agricola del pianeta, oggi, è occupato da coltivazioni destinate alla produzione zootecnica e ottenute deforestando ampie porzioni di territorio per fare spazio a cereali e leguminose (mais e soia) oppure ai pascoli. Nel bilancio negativo delle produzioni intensive mondiali di carne vanno considerati, poi, i costi legati alle emissioni carboniche, al trasporto degli animali e alla distribuzione della carne. Ma esiste anche una carne di qualità, prodotta in allevamenti estensivi e più sostenibili, i cui animali si nutrono di erba, fieno e cereali prodotti localmente. La loro carne è ottima, gli allevamenti sono in equilibrio con l’ambiente, anzi sono necessari all’ecosistema in cui si trovano. Gli allevatori sono attenti alla salute dei loro animali e li trattano con rispetto. Le nostre scelte di consumatori sono strategiche e decisive. Ogni fettina di troppo rende più difficile il futuro del pianeta Terra.

È il momento di darci un taglio.

(Giugno 2015)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen