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ELOGIO DI “SE’ STESSO”   di Sergio Zazzera   Non tema il lettore: non si tratta di un episodio di narcisismo. Non è di me stesso che intendo parlare,...
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Lasciamo che i bambini si annoino ogni tanto di Maria Rosa Lanza     È già estate e la maggior parte dei bambini che frequenta la scuola primaria,...
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Giuseppe Petrillo   di Romano Rizzo   Giuseppe Petrillo è stato un valido poeta, di cui, però, conosco molto poco e mi dispiace. Posso dirvi soltanto...
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Campionato di calcio di Serie A Dove eravamo rimasti? di Luigi Rezzuti   E’ iniziato il campionato di calcio di serie A. Tante le novità sia in...
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Meno male che il santo c’è   di Antonio La Gala           I recenti preoccupati commenti sul mancato miracolo di San Gennaro di metà dicembre,hanno...
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GLI ILLECITI DELLA “SIGNORA”   di Luigi Rezzuti   A partire dal processo di calciopoli dove la Juventus se la cavò con una retrocessione in Serie B,...
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Il traìno   di Antonio La Gala   Fra i mezzi di trasporto collettivi, trainati da cavalli, che circolavano a Napoli e nei suoi dintorni nei secoli...
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Vezzi di artisti   di Antonio La Gala     Qui non intendiamo demitizzare figure di artisti; vogliamo soltanto presentare piccole curiosità che ci...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Habemus papam e che papa!   L’intero pianeta dell’informazione si è giustamente appropriato di un evento...
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Il Medio Evo del Gambrinus   di Antonio La Gala   Il Gambrinus è una delle "glorie" riconosciute della nostra città. Anche le personalità più...
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Miti napoletani di oggi.51

I MERCATINI RIONALI

 

di Sergio Zazzera

 

Mimmo Piscopo, Mercatino di Antignano

Napoli è tutta un pullulare di mercatini rionali, sia coperti, che en plen air, da quelli tradizionali (Sant’Antonio Abate, in primo luogo, ma anche Antignano e Piedigrotta), a quelli di meno risalente formazione (Posillipo, via Solimena), nei quali, accanto a prodotti di buona qualità, si trova esposta una consistente dose di falsi e altra paccottiglia.

A questo punto avverto, ancora una volta, la necessità di rammentare al gentile lettore l’idoneità della reiterazione del rito a produrre il mito, al fine di evidenziare il rito del “pellegrinaggio” da altri quartieri (in primis, le estreme periferie), finalizzato all’acquisto dei prodotti ivi commercializzati, e sia quelli “buoni”, che quelli “cattivi”: tutto, purché si risparmi.

Ed è proprio questo il mito: ai mercatini si compra “bene” e si risparmia (o, almeno, così si crede, a dispetto della saggezza napoletana, secondo cui ‘o sparagno nun è maje guadagno).

(Aprile 2017)

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