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’O guappo ’e cartone

 

di Luigi Rezzuti

 

 

’O guappo ’e cartone è una commedia in tre atti, scritta da Raffaele Viviani.

La prima rappresentazione risale al 1932, al Teatro Garibaldi di Padova, e non solo. Infatti fu rappresentata al Teatro Fiorentini di Napoli. Poi, sempre nella stagione 1932-1933, a Milano e, nel dopoguerra, con la regia di Vittorio Viviani, venne rappresentata a Napoli, al Teatro Mercadante, con Nino Taranto nelle vesti del protagonista.

Quindi, nel 1989, fu  rappresentata dalla compagnia teatrale  “Gli ipocriti” al Teatro Massimo di Benevento, con la regia di Armando Pugliese. Facevano parte dello staff attori come Nello Mascia, Nando Pavone,  Nuccia Fumo e tanti altri.

Nel 1993 la stessa compagnia “Gli ipocriti” presentò al Teatro Cilea di Napoli “La Trilogia di Viviani”, composta da “L’ultimo scugnizzo”, “Fatto di cronaca” e “Guappo ’e cartone”.

La rappresentazione più recente risale alla stagione teatrale 2003-2004 con la regia di C. Cerciello e con Nino D’Angelo nel ruolo del guappo.

La figura del guappo è un personaggio fisso nella sceneggiata napoletana. Infatti è rimasta legata ad una certa teatralità, tutta guascona, di fare la faccia truce, che non corrisponde, però, alla realtà (di qui la definizione di “guappo ’e cartone”.

Il guappo di cartone alza la voce e mostra i muscoli, ma è un insicuro e, al primo accenno di reazione da parte dell’altro, è pronto ad abbassare i toni e a battere in ritirata.

Nel linguaggio napoletano  guappo ’e cartone è uno che crede di essere un guappo, ovvero si dà delle arie e fa le cose come se fosse un “boss” credendo di essere chissà chi, uno che “se la tira”, insomma,  ma che, in realtà, non è nessuno.

Oggi la figura del guappo è ormai scomparsa, dopo una lunga carriera. La parola guappo (dallo spagnolo “guapo” è sparita a Napoli.

Del guappo si è scritto e cantato molto, specialmente a Napoli, tra l’800 e il ‘900 con Viviani, Di Giacomo, Ferdinando Russo etc.

Oggi la compagnia amatoriale “Cangiani”, con la regia di Lucio Monaco, porta sulle scene la commedia “’ O Guappo ’e cartone” di Raffaele Viviani al Teatro Paradiso di Cappella Cangiani.

Cosa dire della commedia? Tutti, o quasi tutti, la conoscono. Cosa dire, invece,  di questo gruppo di attori amatoriali, che si superano di volta in volta, di rappresentazione in rappresentazione, guidati con maestria dal regista Lucio Monaco?

Attori amatoriali? Sono ormai dei veri professionisti che non hanno nulla da invidiare a nessuno e potrebbero, senz’altro, calcare i teatri nazionali, come il bravo Rino Buffardi, nella parte di Vincenzino Sanguetta, il guappo di cartone, che si supera di commedia in commedia. E che dire, poi, dei notevoli progressi di  Valeria Scotti nella parte di Donna Teresa, mamma del “Guappo”, di Pina Matrisciano, donna Rachele, innamorata del Guappo e del marito tradito, Giovanni, interpretato da Italo Iovene, e ancora, di Italo Palazzeschi, nella parte di Aniello Terremoto, il secondo guappo?

A parte un plauso per Simona D’Antonio che ha recitato per la prima volta interpretando egregiamente il ruolo di fidanzata e poi di moglie di Sanguetta, riscuotendo grande successo e plauso del pubblico.

Infine, Lucio Monaco oltre che regista, si è esibito anche come attore nella parte del suocero di Sanguetta.

Bravi, veramente bravi, tutti anche quelli che non abbiamo menzionato.

Alla prossima.

(Giugno 2017)

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