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MOSTRA REZZUTI A MASSALUBRENSE       (Giugno 2021)
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica Tra social e fuori onda   “La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra il dolore e la...
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Liberty in casa del nonno   di Antonio La Gala   Le generazioni vissute o nate nei primi decenni del Novecento, che per molti di noi sono le...
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 INAUGURATA LA SEZIONE ANPI “AEDO VIOLANTE”   Siamo lieti di pubblicare il discorso di Giancarlo Violante, in occasione dell’inaugurazione della sezione...
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 “Il broccolo”   di Antonio La Gala   Testimonianze della vita artistica e letteraria napoletana a cavallo fra gli anni Quaranta e Cinquanta ci...
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DONNA LUCIA   di Luigi Rezzuti   La vita scorreva lenta nel piccolo borgo di Casalvelino, in provincia di Salerno. Era appena l’alba e un pallido...
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L’architetto Adolfo Avena   di Antonio La Gala   Adolfo Avena è fra i protagonisti del mondo architettonico napoletano fra gli ultimi decenni...
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 LA NAVE CHE AFFONDO’ IN UN MARE DI STRACCI   di Luigi Rezzuti   Quella lettera sembrava le bruciasse le dita. Assuntina, una popolana napoletana...
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Libri da leggere di Luigi Alviggi SE QUESTO È UN UOMO di Primo Levi “Voi che vivete sicuri / nelle vostre tiepide case, / voi che trovate tornando a...
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L’Anpi aderisce alla Marcia Popolare dell’educazione con partenza da piazza Garibaldi alle ore 10.30

 

 

Donne nella guerra: voci per la pace

 

 

 

In un momento storico segnato da conflitti ancora aperti – dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, dal Sudan all’Afghanistan – proponiamo un incontro di riflessione e sensibilizzazione sul ruolo, il dolore e la forza delle donne nelle guerre contemporanee.

L’evento sarà uno spazio aperto alla partecipazione: invitiamo, in particolare le donne, a condividere brevi interventi, letture di poesie o interpretazioni musicali per dare voce alla memoria, alla resistenza e alla speranza.

Partecipare significa rompere il silenzio e costruire insieme una cultura di pace.

Marzo 2026

In memoria di Alberto Del Grosso

di Marisa Pumpo Pica

 

Il 31 gennaio è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e di quanti lo hanno conosciuto, stimato ed amato il giornalista e fotoreporter Alberto Del Grosso.

 

Non vorrei ripetermi. L’ho pensato e detto altre volte… Quando un amico scompare e vola lontano come, purtroppo, sta accadendo sempre più spesso negli ultimi tempi, sento stringere il cuore in una morsa e l’angoscia mi assale. Non riesco a trovare le parole per commentare un evento di questa portata, dolente e smisurato come non mai.

All’amico che ci lascia vorrei poter dire tante cose, magari già dette, nelle affettuose e frequenti conversazioni, e tante altre ancora, che non ho avuto modo o tempo per dirgli e che sono rimaste chiuse nel cuore. Volevano e potevano essere una ulteriore testimonianza di simpatia, di stima e di affetto.

Cosa dire ora? Ora che non vedremo giungere più Alberto Del Grosso ai nostri consueti appuntamenti culturali, con la sua videocamera sempre in spalla?

Addio, caro Alberto, Amico fraterno, mi mancherai. Non so dirti altro…

Mi mancherà il tuo sguardo penetrante e sempre attento a cogliere particolari e dettagli, importanti per la tua professione di giornalista serio e reporter di fama, da tutti apprezzato. E tuttavia, lascio che altri parlino di te e delle tue doti professionali, come stanno facendo in questi giorni e come, forse, ancora faranno nei prossimi. Io l’ho già fatto, in tante altre circostanze, per l’amico sempre stimato, che lo meritava. Qui, invece, in questo momento particolarmente doloroso, in cui i ricordi assalgono la mente e si affastellano nella memoria, voglio ricordare soprattutto la tua disponibilità verso gli altri, la generosità del tuo cuore sensibile, la gentilezza dei modi, il tuo sorriso aperto e gioviale.

Mi mancheranno le tue telefonate, soprattutto quelle degli ultimi anni, quando mi chiamavi ogni sera, sempre alla stessa ora, forse perché il pungolo della solitudine si faceva sentire più forte e mi dicevi di avvertire, vivo, nel cuore e intorno a te, il calore di una voce amica e il conforto di quelle nostre telefonate. Ma non mancherai soltanto a me, caro Alberto. Mancherai agli amici della redazione de Il Vomerese, di cui sei stato valido collaboratore, e a tutti noi del Centro di promozione culturale e sociale Cosmopolis, per il quale hai “registrato”, con la tua immancabile macchina fotografica, ogni evento, dal più semplice al più importante ed impegnativo, dovunque ci incontrassimo, alla Biblioteca “Benedetto Croce”, nelle librerie, nelle scuole, nei salotti, come altrove.

Sempre con noi sei stato... E nei nostri cuori, oggi affranti, rimarrai. Rimarrà per sempre l’eco dei tuoi scritti, di quelle interessanti affabulazioni sulla guerra, sul tuo lavoro impegnativo al Consolato generale USA a Napoli, sugli incontri americani e mondani. Negli occhi e nel cuore si susseguono le immagini colorate delle foto e dei video che, generosamente, dispensavi in sala. Chi non è andato via con una tua foto fra le mani?

Addio, grande indimenticabile Amico, riposa in pace, lassù, nel Cielo.

 

Febbraio 2026