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Miti napoletani di oggi.48 LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA   di Sergio Zazzera   Ogni qualvolta il discorso cada sul tema della criminalità organizzata,...
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Georges Bataille. Vita, personalità e formazione culturale   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille nasce a Billom nel Puy–de–Dôme il 10 settembre...
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BABBO NATALE   di Luigi Rezzuti   Era una notte fredda, una notte fredda e buia. Gigetto era accoccolato sul davanzale della finestra ad osservare...
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La scatola di latta   di Bernardina Moriconi   Guardavo stamattina una scatola di latta che, fino ad ieri, conteneva biscotti e ora è in attesa di...
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PREMIO SALVATORE CERINO  
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Parlanno 'e poesia   di Romano Rizzo   Antonino Alonge (Palermo, 20 settembre 1871 - Milano, 13 agosto 1958). Poeta e giornalista, visse a Napoli...
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CARMINE REZZUTI E QUINTINO SCOLAVINO ESPONGONO  AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI   Dopo aver partecipato alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali...
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    RESIDENZE BORBONICHE, Patrimonio dell’Umanità   APPELLO-PROPOSTA di candidatura per la lista UNESCO   Una grande campagna di...
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I PONTI DEL 2019   di Ilaria Rezzuti   Un nuovo anno è arrivato e vogliamo divertirci a suggerire ai lettori de “ILVOMERESE” qualche accattivante...
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UN NATALE DA FAVOLA   Domenica 18 dicembre, ore 10-13, Giardini dell'Ippodromo di Agnano, presso Mercatino Contadino, lettura di favole di Natale...
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Articoli

Salotto Cerino x

Presentazione libro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Salotto Cerino

 

Giovedì 4 aprile, alle ore 18, nella Sala Sannazaro, Via Mergellina, 9/B (Cripta Chiesa S.Maria del Parto) il prof. Francesco D'Episcopo incontrerà gli amici conversando su: "Napoli città creativa", sua ultima pubblicazione.

Intermezzi musicali del maestro chitarrista Gianni Festinese e del maestro pianista Antonio Buhne.

L'invito è valido non solo per gli amici del salotto, ma per tutti coloro che desiderano parteciparvi.

(Aprile 2019)

LA SCOPERTA DELLA GROTTA AZZURA

LA SCOPERTA DELLA GROTTA AZZURA

di August Kopisch

 

di Luigi Alviggi

 

Nell’estate del 1826, August Kopisch e l’amico Ernst Fries sbarcano per la prima volta a Capri, nell’attuale Marina Grande. Un mondo meraviglioso, denso di storia e leggende, si spalanca agli occhi dei due giovani esploratori, al colmo dell’emozione. Se l’Eden è mai stato su questa terra, una delle probabili collocazioni è senz’altro l’isola di Capri di quell’epoca: quella di oggi, purtroppo, solo un pallido e diabolico fantasma di allora. Del mio primo analogo sbarco – fanciullino, decenni or sono, conservo memoria di vedute stupende, di profumi, colori e sapori fantastici, e dell’acqua marina che invitava al berla per penetrare le delizie di quel mondo, marino e terrestre. Un paradiso andato distrutto nel gorgo degli anni e nella protervia ottusa dell’homo sapiens dei nostri giorni.

Poco tempo dopo lo sbarco, una comitiva di sei persone: Kopisch, 27nne prussiano, letterato e pittore, e l’amico Fries; l’oste notaio - misteri di quei tempi, come il barbiere cerusico! - e albergatore, Giuseppe Pagano, proprietario di una locanda che diverrà famosa per gli ospiti celebri che vi passeranno; un suo figlio dodicenne; il marinaio Angelo Ferraro e l’asinaio Michele Furerico, rematori, si avviano di buon’ora per una gitarella che passerà alla storia. E già la sera precedente, al manifestarsi del progetto, gli eroi assaggiano la forte opposizione della famiglia Pagano, il fratello canonico in prima fila, per motivi religiosi. Da tempo immemorabile la grotta viene considerata antro di Satana – chiamata dai locali Grotta del Diavolo -, e sui misfatti di questi contro i curiosi girano innumerevoli dicerie. Risultato di questa credenza: l’interno della grotta non è mai stato esplorato!

Giunti l’indomani sul luogo, ecco i capresi del gruppo presi dalle paure di sempre. Prima a entrare nella grotta sarà la tinozza in cui arde un fuoco, oltre che per far luce per fugare eventuali dannati e demoni connessi. Dietro, in altra tinozza, Angelo che spinge il fuoco. A seguire i magnifici tre, ma solo Kopisch s’inoltra mentre gli altri due restano fuori e soltanto quando la voce interna li chiama incoraggiante, vi ritornano. Il fascino del primo impatto sarà tale che i due pittori, tornati a prendere l’occorrente, disegneranno schizzi per immortalare la caverna. Iniziano poi a esplorarne i camminamenti e i temerari avranno modo di perdersi allo spengersi della lanterna e subire altre paure. Escono, infine, tutti per completare il giro dell’isola, e rischieranno la vita per il mare fattosi grosso. August la battezzerà per sempre “Azzurra”. Con questa scoperta iniziò la grande fortuna di Capri, che entrò di diritto da comprimaria nel Grand Tour ottocentesco e sarà visitata da un numero sterminato di persone, come ancor oggi accade.

Lo stile non denota l’origine ottocentesca e l’opera non ha momenti speciali ma è una cronaca puntuale di tutto ciò che accadde, dalla progettazione dell’impresa al suo compimento, e sugli eventi successivi alla storica giornata. La prima pubblicazione di questo libro è del 1838 a Berlino, nel frattempo la Grotta Azzurra è già esplosa all’interesse del mondo. È innegabile dover riconoscere all’uomo un’importanza eccezionale: chi può dire quanti altri anni sarebbero trascorsi prima che la rivelazione avvenisse? Il primato di August viene contestato, ma Kopisch è stato prima di Axel Munthe (1857-1949), Norman Douglas (1868-1952), Edwin Cerio (1870-1960), Raffaele La Capria (1922), e via dicendo. Fattor comune di questi illustri nomi è la longevità: che l’aria di Capri abbia anche questo miracoloso potere?

Ernst Fries realizzerà, il 18 agosto 1826, il primo disegno dettagliato, giunto a noi, della Grotta Azzurra. August Kopisch (1799–1853), arrivato in Italia nel 1823, vi rimarrà per cinque anni, visitandola in gran parte e sostando a lungo a Napoli. La città gli piacerà molto e lascerà una raccolta di poesie - “Agrumi” (1838) – di ispirazione dai canti popolari dei luoghi toccati. Tradurrà anche la “Divina Commedia” in tedesco nel 1842.

                        

August Kopisch:LA SCOPERTA DELLA GROTTA AZZURRA

traduzione di Alberto Geremicca

prefazione di Francesco Durante

INTRA MOENIA, 2016 – pp. 96 - € 9,90

(Marzo 2019)

PREMIO S. CERINO

PREMIO NAZIONALE DI POESIA "SALVATORE CERINO"
 
 
(Dicembre 2018)

Una legge per i matti

"Una legge per i matti: quarantanni dopo Basaglia". Presentati i Colloqui di Salerno a cura di Vincenzo Esposito e Francesco G. Forte

 

di Claudia Bonasi

 

Presentata al Comune di Salerno la prima sessione dei "Colloqui di Salerno", a cura di di Vincenzo Esposito, Laboratorio di Antropologia "Annabella Rossi" Dispac-Unisa e Francesco G. Forte, editore Oèdipus, dedicati quest'anno a Franco Basaglia. I numerosi eventi di "Una legge per i matti: 40 anni dopo Basaglia" si terranno da giovedì 21 a giovedì 28 febbraio in diverse location tra l'Università degli studi di Salerno e Salerno città.Alla conferenza stampa hanno preso parte anche l'assessore comunale alle Politiche giovanili e all'Innovazione, Mariarita Giordano e Renato Dentoni Litta, direttore dell'Archivio di Stato di Salerno.

L'Italia è stato uno dei Paesi pionieri nell'ambito della salute mentale. Il merito va a Franco Basaglia, psichiatra veneto che, a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta del secolo scorso, prima a Gorizia e poi a Trieste, ha messo in pratica un ideale: chiudere i manicomi. Su queste esperienze - e sul fermento sociale e culturale generato - sono state poste le basi per la legge che porta il suo nome, la Legge 180, approvata dal Parlamento il 13 maggio 1978.

La legge era innovativa per l'epoca e proponeva una serie di servizi alternativi ai manicomi: dai Dipartimenti ai Centri di salute mentale ai Servizi psichiatrici di diagnosi e cura. L'Italia dava vita a una vera e propria rivoluzione antropologica e culturale.

Nel 2018 ricorreva il quarantennale dell'approvazione della legge che si presentò come la "misura legislativa" di un movimento culturale, sociale e politico che, sancendo la chiusura di quei luoghi di contenzione antiumani che furono i manicomi - per sincerarsene basta rileggere L'altra verità. Diario di una diversa di Alda Merini - sfociò in uno dei momenti più alti e felici per la democrazia italiana. Così in Italia, a partire da quel profondo rinnovamento scaturito nella riflessione psichiatrica sui temi della normalità e della follia, si radicò una più consapevole partecipazione democratica alla vita sociale e culturale dei cittadini, degli intellettuali, degli operatori sanitari, degli uomini di cultura. Una stagione che fu segnata dall'accresciuta attenzione per la diversità e per la qualità delle relazioni umane.

 

Colloqui di Salerno 2018

a cura di Vincenzo Esposito e Francesco G. Forte

UNA LEGGE PER I MATTI: QUARANT'ANNI DOPO BASAGLIA

Fisciano/Salerno, 21-28 febbraio 2019

 I Sessione

 Giovedì 21 febbraio 2019

ore 10:00-13:00 - Fisciano, Università degli Studi di Salerno, Aula dei Consigli, DISPAC-Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale.

Da Gorizia a Trieste. Psichiatria e temperie culturale nell'Italia pre e post basagliana: Incontro con Peppe dell'Acqua, psichiatra, scrittore, editore e docente universitario, a cura di Vincenzo Esposito, antropologo, Dispac-UNISA.

ore 16:00-19:00 - Archivio di Stato di Salerno, Salone Bilotti.

Inaugurazione della mostra Carte da slegare: Documenti ed immagini dell'Archivio di Stato di Salerno a quarant'anni dalla legge Basaglia, a cura di Salvatore Amato. Intermezzo musicale di Matteo Cantarella

21 febbraio-30 maggio 2019

 Lunedì 25 febbraio 2019

ore 10:00-13:00 - Fisciano, Università degli Studi di Salerno, Aule delle Lezioni, DISPAC-Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale.

FFF-Film, Fotografie, Follia: Ricordare Basaglia per immagini, selezione curata da Vincenzo Esposito con la collaborazione di Pasquale Iaccio.

ore 16:00-19:00 - Salerno, Palazzo di Città, Salone del Gonfalone

Psichiatria, salute, cultura e democrazia in Campania, in Italia, in Europa. Tavola rotonda con la partecipazione di Giordana Charuty, antropologa, Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris – F; Giulio Corrivetti, psichiatra, Dipartimento di Salute Mentale ASL Salerno; Roberto Beneduce, psichiatra e antropologo, UNITO. Coordina Ugo Vuoso, antropologo, UNISA e ASL Napoli. Intermezzo musicale di Matteo Cantarella. Letture a cura di Francesco G. Forte. Legge Margherita Rago.

 Martedì 26 febbraio 2019

ore 10:00 Fisciano, Università degli Studi di Salerno, Aula della Lauree Gabriele De Rosa DISPS-Dipartimento degli Studi Politici e Sociali.

La legge Basaglia in Campania: presentazione del volume Primavera 180 di Teresa Capacchione, psichiatra e collaboratrice di Sergio Piro, direttore dell'ospedale psichiatrico di Materdomini-Nocera Superiore (ed. Sensibili alle foglie, Roma, 2018). Interverranno con l'autrice, i proff. Mauro Cozzolino, psicologo, Disuf-UNISA; Francesco Piro, storico della filosofia, Disuf-UNISA; Roberto Beneduce, psichiatra e antropologo, UNITO.

ore 12,30 Fisciano, Università degli Studi di Salerno, Aula della Lauree Gabriele De Rosa DISPS-Dipartimento degli Studi Politici e Sociali.

Psichiatria, salute, cultura e democrazia in Campania, in Italia, in Europa: Tavola rotonda con la partecipazione di Giordana Charuty, antropologa, Ecole Pratique des Hautes Etudes, Paris – F; Giulio Corrivetti, psichiatra, Dipartimento di Salute Mentale ASL Salerno; Roberto Beneduce, psichiatra e antropologo, UNITO. Coordina Ugo Vuoso, antropologo, UNISA e ASL Napoli.

ore 16:00-19:00 - Salerno, Palazzo di Città, Salone del Gonfalone.

I fantasmi sono fulmidabbili: Presentazione del volume Il diario di pietra. N.O.F 4. I fantasmi sono fulmidabbili dopo la sua seconda apparizione prende sembianze umane di Alessandra Cotoloni, scrittrice (ed. Il Papavero, Manocalzati 2018). Ne parlano con l'autrice Donatella De Bartolomeis, editrice; Stefania Sementa, psicologo clinico - Ser. D. ASL Avellino. Coordina Antonio Severino, antropologo UNISA. Letture a cura di Francesco G. Forte.

 Mercoledì 27 febbraio 2019

ore 10:00 - Fisciano, Università degli Studi di Salerno, Aula dei consigli Vittorio Foa DISPS-Dipartimento degli Studi Politici e Sociali

I fantasmi sono fulmidabbili: Presentazione del volume Il diario di pietra. N.O.F 4. I fantasmi sono fulmidabbili dopo la sua seconda apparizione prende sembianze umane di Alessandra Cotoloni, scrittrice (ed. Il Papavero, Manocalzati 2018). Ne parlano con l'autrice Donatella De Bartolomeis, editrice; Stefania Sementa, psicologo clinico - Ser. D. ASL Avellino. Coordina Antonio Severino, antropologo UNISA.

(Febbraio 2019)

Il tempo del vino e delle rose

Il tempo del vino e delle rose

Caffè letterario

piazza Dante 44/45, Napoli

Info 081 014 5940

 

Domenica, 25 novembre, ore 10:30, per la Rassegna "La poesia al tempo del vino e delle rose" verranno presentati i volumi

di Vincenzo Mascolo, "Q. e l'allodola" (ed. Mursia) in dialogo con Francesco Filia,

e di Bernardo De Luca, "Misura" (ed. Lietocolle) in dialogo con Giuseppe Liberti.
Vincenzo Mascolo, nato a Salerno, vive a Roma. Ha pubblicato Il pensiero originale che ho commesso (Edizioni Angolo Manzoni, 2004), Scovando l’uovo (appunti di bioetica) (LietoColle, 2009) e Q. e l’allodola (Mursia, 2018). Dal 2006 è il curatore di Ritratti di poesia, manifestazione promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro Internazionale.
Bernardo De Luca (1986) è nato a Napoli. Ha pubblicato i libri di poesie Gli oggetti trapassati (d’if, 2014) e Misura (Lietocolle-Pordenonelegge). È dottore di ricerca in Filologia moderna e ha curato l’edizione critica e commentata di Foglio di via e altri versi di Franco Fortini (Quodlibet, 2018). Ha collaborato all’Atlante della letteratura italiana (Einaudi, 2012) e scritto saggi sulla poesia del secondo novecento.

(Novembre 2018)

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