NEWS

Miti napoletani di oggi.72 L’INDUSTRIALIZZAZIONE   di Sergio Zazzera   Fin dal XVI secolo, una vasta area a sud di Napoli – da Torre Annunziata a...
continua...
LA JUVE VINCE LO SCUDETTO   di Luigi Rezzuti   Nel Campionato di calcio italiano non si può andare oltre il secondo posto perché prima di iniziare la...
continua...
AVERSA COMPIE 994 ANNI                                       Aversa celebra il suo 994° compleanno con una “Due giorni” organizzata dall’Associazione...
continua...
Miti napoletani di oggi.42 IL "RISANAMENTO" DI NAPOLI   di Sergio Zazzera   Si è soliti dire che non tutti i mali vengono per nuocere, benché...
continua...
Il calcio mercato del Napoli   di Luigi Rezzuti   E’ appena terminato il campionato che già si parla di calcio mercato. Il Napoli, classificatosi...
continua...
Parlanno ‘e poesia 8   di Romano Rizzo   Gennaro Esposito Una delle più dibattute teorie sull’arte e la poesia è certo quella relativa al ruolo che...
continua...
MUTAVERSO TEATRO   Lunedì 26 novembre 2018, alle ore 11,00, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, si terrà la conferenza stampa di...
continua...
Gli incontri della Fondazione Premio Napoli   Iniziano gli incontri della Fondazione Premio Napoli aperti alla città. Si parte l’11 marzo, alle ore...
continua...
AL PAN DI NAPOLI LE “OMBRE” DI ARMANDO DE STEFANO   Dal 19 maggio al 25 giugno, una mostra curata da Mimma Sardella. Armando De Stefano omaggia Jorge...
continua...
"Donne e dintorni" a Cetara il 6 marzo   di Claudia Bonasi   Cetara anticipa la festa delle donne e presenta domenica 6 marzo, alle ore 18, presso...
continua...

Articoli

Sul Covid 19

Sul Covid 19 - Una brutta storia - L’attacco a Paolo Ascierto

 

di Marisa Pumpo Pica

 

Avevamo deciso di non parlare del Covid 19 su questa pagina della Salute perché l’argomento ci sembrava troppo scontato, dal momento che sono continue le notizie che arrivano ininterrottamente dalla stampa, dai giornali on line, dai telegiornali e dalle trasmissioni televisive, in ogni momento delle nostre lunghe giornate. Non avremmo saputo proprio cosa aggiungere di nuovo e di diverso.

Abbiamo pensato di raccontarlo, invece, il Coronavirus, sotto forma di una favola (con Mariacarla Rubinacci, in prima pagina) e con una simpatica storia di un re e di una regina, scritta con brio, nella nostra verace lingua napoletana da uno dei più stimati collaboratori di questo giornale (Sergio Zazzera, nella pagina dei Racconti.)

Ma gli ultimi avvenimenti hanno cambiato il corso delle nostre decisioni.

Ed ecco, anche noi, qui, a narrare del Coronavirus.

Una brutta storia, però, che mai avremmo voluto raccontare, comma o appendice di un evento, quello del Covid 19, di per sé già tanto triste e carico di angoscia, almeno per come lo sta vivendo chi ora ne scrive.

Una brutta storia che mai ci saremmo aspettati in un momento come questo, che dovrebbe essere vissuto fuori da ogni polemica, da ogni sentimento di astio, di rivalità o, peggio ancora, di rivalsa o di rivendicazioni.

Abbiamo ripetuto costantemente, in questi giorni, che i medici sono i nostri angeli, che stanno lavorando, anzi lottando, con grande dispendio di energie personali, per salvare vite umane. Tutti, dai balconi della nostra penisola, da nord a sud, hanno rivolto loro lunghi applausi, per ringraziarli ed incoraggiarli nel quotidiano e stressante impegno. Ma forse tra gli angeli c’è un infiltrato, un Lucifero, che non porta luce nella trincea medica, un luminare che, invece di illuminare, con le sue ricerche, il campo di studi della medicina italiana, da noi sempre decantata come la migliore del mondo, getta su di essa un pericoloso cono d’ombra, dettato da arroganza, aggressività ed intolleranza. Sentimenti, questi, che dovrebbero essere sostituiti, in ogni professione, ma a maggior ragione nell’ “arte medica”, da umiltà, self control e capacità di confronto.

I fatti sono, ormai, ben noti a tutti e riguardano la polemica, accesa dal Responsabile delle malattie infettive dell’ospedale “Sacco” di Milano, Massimo Galli, nei confronti dell’oncologo e ricercatore napoletano, Paolo Ascierto, nel corso della trasmissione “Cartabianca”, andata in onda martedì scorso, 17 marzo.  


In quella occasione non è sfuggita ai telespettatori la reazione, non priva di un certo astio, del professor Massimo Galli quando la conduttrice Bianca Berlinguer ha fatto riferimento al team del’Unità di immunologia clinica dell’ospedale “Pascale” di Napoli, guidato da Paolo Ascierto e ha chiesto allo stesso di parlare della sua intuizione, ovvero quella di utilizzare il Tocilizumag, farmaco anti-artrite (usato spesso in oncologia) per arginare i danni al polmone, causati dal Covid 19.

A quel punto il professor Galli si affrettava a correggere la giornalista di Rai 3, sostenendo che a tale risultato erano giunti prima i medici cinesi e poi diverse strutture sanitarie lombarde, una decina, tra cui quella di Bergamo. “Diamo a Cesare quel che è di Cesare e ai Cinesi quel che è dei Cinesi”, puntualizzava. “Primo, in Italia, ad utilizzare questo farmaco è stato sicuramente il collega Rizzi, a Bergamo, nonostante gli oltre duemila casi nel suo ospedale, dichiarava. Non esageriamo con provincialismi di varia natura, diventa intollerabile. Non facciamoci sempre riconoscere.”


All’ accusa di volersi appropriare di quella scoperta, Paolo Ascierto, sicuramente sorpreso da tanta, inaspettata aggressività di toni, da parte di un collega, si limitava a chiarire che il loro lavoro era stato finalizzato a sviluppare un protocollo, presentandolo all’Aifa per la validazione della sperimentazione (peraltro l’ok era arrivato proprio nella stessa giornata di martedì.)

Di qui, dalla trasmissione della Berlinguer, una scia interminabile di discussioni e polemiche, a seguito anche del programm satirico di Mediaset, “Striscia la notizia”. con l’offensiva dicitura “La figuraccia di Ascierto”. Ne seguiva, infatti, la reazione dei social, che si scatenavano sui vari network contro questo ingiustificato attacco all’oncologo napoletano, traendone, in molti, la giusta conclusione: “Se a Bergamo il farmaco era stato già sperimentato, perchè tenere per sè questa sperimentazione e non comunicarla agli altri per la comune difesa della salute umana?”

Di qui, ancora, un hashtag-petizione che si è arricchito di firme, a vasto raggio “io sto con Ascierto”, per la difesa del bene comune della salute.

Il giorno successivo alla trasmissione, Gerardo Botti, Direttore scientifico dell’ IRCCS Fondazione Pascale, Istituto Nazionale Tumori  di Napoli, rispondeva al professor Galli in termini secchi e perentori: “Noi provinciali? Reazione dettata da saccenteria e delirio di onnipotenza.”

Il caso, infine, si chiude con una querela, come dalla nota che qui riportiamo:

“L’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale e il prof. Paolo Ascierto esprimono innanzitutto la più viva gratitudine verso tutti coloro che in questi giorni hanno manifestato la loro solidarietà e vicinanza nei confronti del prof. Ascierto. Ringraziano profondamente tutti i medici e tutto il personale sanitario che, con competenza, dedizione e spirito di sacrificio, si dedicano e continueranno a dedicarsi encomiabilmente a fronteggiare l’emergenza in atto».

Ritengono il servizio di “Striscia la notizia”, montato ad arte, gravemente lesivo dell’onore e della reputazione del prof. Paolo Ascierto e dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale, oltre che del tutto inopportuno e inappropriato in relazione alla drammaticità del momento che si vive,   denotando una mancanza assoluta di sensibilità, specie nei confronti dei medici impegnati in prima linea e di quanti, come il prof. Ascierto, sommessamente sperimentano trattamenti terapeutici e cure, peraltro con risultati positivi».

 Per tali motivi, la Direzione Generale dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale e il prof. Paolo Ascierto hanno dato mandato all’avv. prof. Andrea R. Castaldo per sporgere querela per diffamazione aggravata nei confronti del conduttore della trasmissione, di quanti hanno curato il servizio e del Direttore Responsabile”.

Ad onor del vero, ci preme dire che, prima ancora della trasmissione “Cartabianca”, erano state rilasciate altre interviste sull’argomento, dal direttore del Cotugno, da quello del Pascale e dallo stesso Ascierto, ma non ci è parso che in esse si fosse menato vanto di “una scoperta”. Paolo Ascierto aveva, bensì, sempre dichiarato, con grande semplicità ed umiltà, che stava sperimentando questo farmaco su pochi pazienti, affetti da Covid 19, per i quali aveva riscontrato un miglioramento delle condizioni di insufficienza respiratoria; che ne aveva parlato con i colleghi cinesi, i quali lo avevano, anch’essi, sperimentato su 21 casi, 20 dei quali con ottimi risultati e che su tale terapia egli era “cautamente ottimista”.

Non ci era parso che in lui ci fosse voglia di tagliare il nastro di un primato, ma soltanto di fornire qualche buona notizia, che potesse aprire il cuore alla speranza.

Il giorno dopo la trasmissione, infatti, egli si era limitato a rispondere al Professor Galli, con misurata eleganza:

“Non ci risulta che qualcuno lo stesse facendo in contemporanea e saperlo ci avrebbe peraltro aiutato. Quello che abbiamo fatto è comunicarlo a tutti affinché tutti fossero in grado di poterlo utilizzare in un momento di grande difficoltà. Priorità è la salute dei pazienti. In questa fase non è importante il primato”

E così, nei giorni successivi, ha fatto  riferimento, soprattutto, al lavoro di squadra: “ In un momento di emergenza come questo, tengo a precisare che il lavoro di brain storming, fatto con il dottor Franco Buonagura e le giovani oncologhe, Claudia Trojaniello e Maria Grazia Vitale, la discussione “cruciale” fatta con il dottor Ming, la professionalità dei dottori Montesarchio, Punzi, Parrella Fragranza, Atripaldi, dell’Ospedale dei Colli, il supporto dei nostri Direttori generali Bianchi e Di Mauro e del nostro  direttore scientifico Botti sono tutti elementi che ci hanno portato, sabato 7 marzo, a trattare i primi pazienti al Cotugno di Napoli.

Grazie alla grande professionalità del dott Franco Perrone del “Pascale”, in pochi giorni siamo stati in grado di scrivere una bozza di protocollo per Aifa, che ha avuto un riscontro positivo, con la validazione a poterlo trattaee su 330 pazienti. Il nostro deve essere un lavoro di squadra e la salute dei pazienti è la cosa che ci sta più a cuore. Andiamo avanti con il consueto cauto ottimismo e sempre consapevoli che è solo l’unione a fare la forza.”

I nostri lettori saranno certamente in grado di giudicare i fatti.

Prima di registrarli con la nuda cronaca, che parla da sola, noi li abbiamo definiti “una brutta storia”, che non avremmo mai voluto raccontare. Oggi meno che mai, in un momento in cui si moltiplicano gli inviti all’unità di intenti e di cuore, alla solidarietà, a lavorare tutti per il bene comune, lasciando da parte contrapposizioni e schieramenti, limitandosi soltanto a pensare a chi soffre e si dibatte, lottando, tra la vita e la morte, in una corsia d’ospedale, qualunque esso sia, al nord come al sud.

Tutto questo non può non colpire negativamente l’opinione pubblica.

(Marzo 2020)

TUTTI PAZZI PER LA FRUTTA ESOTICA

Salute e benessere

TUTTI PAZZI PER LA FRUTTA ESOTICA

 

di Luigi Rezzuti

 


Per frutta esotica  o tropicale si intendono i frutti di quelle piante che non sono coltivate nel nostro Paese.

Un tempo molto costosi e presenti sui mercati solo nei periodi festivi, oggi vedono largo consumo anche sulle tavole degli italiani.

Fino ad una decina di anni fa, come frutta esotica si trovavano banane, ananas e datteri, e solo nel periodo natalizio.

Oggi, oltre alle banane, all’ananas e ai kiwi, troviamo anche il mango, l’avocado, la papaya e i litchi perché la frutta tropicale è diventata una moda.

I dati di consumo degli ultimi anni raccontano di preferenze sempre più sbilanciate a favore della frutta tropicale, rispetto a quella  di casa nostra: arance, pere e mele.

Così, mentre l’export ortofrutticolo cresce, il mercato delle importazioni esotiche aumenta anno dopo anno.

Perché? Le ragioni sono svariate, a partire dalla moda della frutta tropicale, conclamata anche nel nostro Paese, come frutta benefica per la salute.

Purtroppo, però, i costi di trasporto sono molto elevati in quanto si tratta di far arrivare, in aereo, la frutta dall’altra parte del mondo, per poi vederla finire sui banchi dei supermercati e quindi tali costi restano ancora molto alti per il consumatore.

Non solo avocado, mango, papaya, kiwi, ma ci sono tantissimi altri frutti tropicali che ancora non sono arrivati nei supermercati italiani, come gambuta, un frutto simile al litchi, feijoa sellowiana originario del Brasile e la carambola originaria dello Sri Lanka.

(Ottobre 2019) 

Frutta di primavera

SALUTE

Frutta di primavera

 

di Luigi Rezzuti

 


In primavera arriva la frutta “golosa”, quella che piace proprio a tutti, dai grandi ai bambini e comprende le fragole, le ciliegie e le albicocche.

La fragola è la regina della frutta di primavera e si presta ad essere gustata in vari modi: in macedonia, insieme alla panna o in torte, crostate e gelati.

È ricca di vitamine. Unico neo e controindicata per le donne in gravidanza.

Le albicocche sono un concentrato di sostanze benefiche, hanno uno scarso potere calorifero, ricche come sono di vitamina A, però bisogna mangiarle freschissime perché, quando diventano troppo mature, perdono gran parte delle loro sostanze nutritive.


Le ciliegie arrivano nelle nostre case un po’ più tardi rispetto alle albicocche, e soprattutto alle fragole.

La primavera comincia con la fioritura dei ciliegi e, quando questo frutto viene raccolto, con il suo colore rosso acceso, è una delizia per il palato.

Ci sono diverse qualità di ciliegie: le tenerine, le duracine e le amarene. Le prime sono rosse, le duracine, invece, possono essere di colore rosso scuro o quasi nere, mentre le amarene vengono utilizzate soprattutto per sciroppi, succhi e marmellate e le nostre sono tra le migliori del mondo.

Le ciliegie sono indicate nell’alimentazione di chi soffre di diabete, infatti, contengono levulosio, uno zucchero che non presenta controindicazioni per questo tipo di patologia.


Inoltre questo frutto stimola l’attività del fegato e, come le albicocche, aiuta a controllare i livelli di colesterolo nel sangue.

Un vecchio detto dice: “Una ciliegia tira l’altra” ma non sono  consigliabili  nell’alimentazione dei bambini molto piccoli in quanto hanno proprietà lassative.

Che la frutta faccia bene al nostro organismo è ormai un dato di fatto e le ciliegie contribuiscono ad aiutare e prevenire l’arteriosclerosi, le disfunzioni renali e l’invecchiamento delle cellule.

L’albero di ciliegio sboccia da nord a sud dell’Italia ed è uno spettacolo vedere i campi e lungo le strade la sua fioritura.

Le zone italiane di maggiore produzione di ciliegie sono in provincia di Modena, ma soprattutto nella provincia pugliese. A Conversano, infatti, in territorio pugliese, si realizza il 34% di tutte le ciliegie made in Italy: una ciliegia su tre proviene da queste terre.

A Roma esiste, dal 1959, un parco di 1000 alberi di ciliegio donati dal primo ministro giapponese Nobusuke kishi durante la sua visita, che si svolse quell’anno.

(Aprile 2019)

Giornata Mondiale della Salute

Giornata Mondiale della Salute

 

di Luciana Alboreto

 

Il 7 aprile 2019 si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute, il cui slogan, “Copertura sanitaria universale: per tutti, ovunque”, riassume i propositi e le finalità dell’evento. Obiettivo dell’OMS: tutelare la salute, come diritto umano per tutti, con l’impegno di rendere l’assistenza sanitaria una solida certezza, cui riferirsi nella difficoltà. Ad oggi, infatti, si evidenzia ancora un divario abissale, a livello mondiale, tra chi è confortato dall’assistenza sanitaria nella sua totalità e tra chi è costretto a dover scegliere tra le cure o altre necessità ed adempimenti della vita. Fornire una “Copertura sanitaria universale: per tutti, ovunque”, vuole significare promuovere assistenza a tutti, senza nessuna discriminazione, a garanzia di una copertura totale prioritaria e non subordinata ad altri impegni economici. Nel fornire le direttive di questo auspicabile progetto, saranno chiamati in prima linea coloro che, operando nel settore sanitario, sono i migliori conoscitori di una realtà da plasmare. A settembre del 2019 avrà luogo un Meeting di aggiornamento sulla Giornata Mondiale della Salute unitamente all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Già il nostro SSN stabilisce, nella sua veste giuridica, i caratteri dell’universalità, laddove le prestazioni sono diritto di tutti; dell’uguaglianza, come garanzia di ogni operato senza discriminazioni di sorta; dell’equità, che stabilisce, in situazioni di pari gravità, l’identico trattamento a chiunque. Riuscire a rendere universali questi principi, espressi dalla nostra Costituzione, promuoverà, a livello mondiale, aspettative di vita e salute, protezione da epidemie ed eventi nefasti, creazione di nuovi posti di lavoro. Condivisibili e concrete le parole di auspicio pronunciate dal Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, “Nessuno dovrebbe scegliere tra la morte e le difficoltà finanziarie. Nessuno dovrebbe scegliere tra comprare medicine e comprare cibo”.

(Aprile 2019)

Eppur si muove

SANITA’ Eppur si muove…

 

di Loredana Pica

 

Eppur si muove… qualcosa a Napoli, una città spesso in bilico tra lentezze burocratiche e una tendenziale e corrosiva forma di ignavia.

Ci spinge a gridare a gran voce al cambiamento la recente inaugurazione di un asilo nido aziendale, avvenuta domenica, 4 novembre, presso l’ospedale “Antonio Cardarelli” di Napoli, alla presenza di un folto pubblico e di quanti hanno voluto e creduto nella realizzazione di questo progetto. Non possiamo negare che esso sembra  segnare una svolta verso una nuova cultura del lavoro, della sanità e, più in generale, della società.

La nuova struttura sarà, infatti, uno spazio, destinato in primo luogo ai figli dei dipendenti, i quali potranno più agevolmente coniugare il complesso lavoro sanitario con la cura dei loro piccoli.

Presto, però, questo spazio  potra essere utilizzato anche come ‘baby parking’ per quelle mamme o papà che devono recarsi in visita presso degenti e/o familiari e non sanno come fare con i piccoli di casa. Il progetto, come evidenzia la Direzione generale, “è in linea con la visione politica del governatore Vincenzo De Luca”. “Il presidente ha accolto con grande entusiasmo l’idea di questo asilo nido, ha precisato il direttore generale Ciro Verdoliva,  ci ha spronati a realizzarla e ci ha fornito un cospicuo finanziamento. Abbiamo fortemente creduto nella realizzazione, in tempi rapidissimi,  di questo progetto, insieme al direttore amministrativo, Anna Iervolino, e al direttore sanitario, Franco Paradiso. Siamo fieri di aver raggiunto l’obiettivo di garantire a tutti i nostri lavoratori un migliore ambiente di lavoro.”

Non può mancare il nostro plauso a questa iniziativa perché sappiamo bene quanto stress e quanta ansia si possano accumulare nella vita di ogni mamma che lavora fuori casa e che deve destreggiarsi nel difficile compito di dividersi tra il proprio lavoro e la cura dei figli, soprattutto quando essi sono ancora in tenera età.

All’inaugurazione hanno preso parte, oltre alle personalità già citate, anche l’assessore alle Pari opportunità, Chiara Marciani, che ha messo in evidenza come la Regione sia particolarmente sensible a queste iniziative, volte ad agevolare il percorso genitoriale nelle sue fasi più difficili. Presenti all’evento anche il vescovo Lucio Lemme, su delega del cardinale Crescenzio Sepe, Margherita Dini Ciacci, past presidente Unicef Campania e i Principi Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie (Duchi di Castro), che hanno patrocinato il progetto.

Ed ecco i dettagli dell’asilo nido: è stata prevista l'accoglienza, con frequentazione fissa, di 8 bambini, piccoli o lattanti, e 16 appena più grandicelli, fino a 36 mesi, Una distinzione che potrà cambiare nel tempo a seconda delle esigenze. Particolarmente interessante la progettazione degli spazi, con la movimentazione delle pareti divisorie, che sono mobili, come gli arredi dello spazio polifunzionale di gioco e mensa, in modo da poter modulare l'area, a seconda delle necessità. Le pareti mobili possono essere totalmente rimosse, dando luogo  anche ad una terza ipotesi di utilizzo dello spazio di gioco, costituita da un'unica grande sala attrezzata, così da potere essere utilizzata come ludoteca. I bambini accedono all’asilo nido accompagnati dai genitori o dai tutori, fino all'area del distacco. Qui il piccolo prosegue, accolto dall'educatore, mentre la mamma o il papà resta nell'area di accoglienza, fornita di pareti con vetrate. I genitori possono anche entrare nella zona delle attività e fermarsi in appositi spazi, previsti per i tutori. In questo modo, il distacco sarà meno drastico e l'educatore potrà gestire, con il genitore, le prime fasi dell’accoglienza.

(Novembre 2018)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen