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PRIMA DELL'OBLIO         (Marzo 2019)
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CLAMOROSA INCHIESTA SULLA JUVENTUS   a cura di Luigi Rezzuti   Quando dai social si è saputo che il 22 ottobre 2018 la famosissima trasmissione...
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Spigolature   di Luciano Scateni   Ma Vespa non è poi così insostituibile Parla a vanvera chi della Rai ha percezione, dal divano di casa,...
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Miti napoletani di oggi.48 LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA   di Sergio Zazzera   Ogni qualvolta il discorso cada sul tema della criminalità organizzata,...
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I HAVE A DREAM

 

di Sergio Zazzera

 

“I have a dream”. Sì, senza volermi paragonare a Martin Luther King, e soprattutto senza volergli mancare di rispetto, devo dire che anch’io ho un sogno. Sicuramente più piccolo del suo, ma una proporzione fra sogni e fra sognatori deve pur esistere.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli senza auto in sosta in doppia e tripla fila, senza guardamacchine abusivi, senza veicoli che marciano contromano, con vigili che controllano tutte queste cose.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli con servizi di trasporto efficienti, dotati di personale onesto e responsabile, utilizzati da passeggeri regolarmente paganti e da giovani pronti a cedere il posto alle signore, soprattutto se anziane o incinte.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli non invasa da montagne di rifiuti gettati a caso nei cassonetti, o addirittura per terra, senza curarsi di differenziarli; da rifiuti che non stazionano per le strade, perché non ritirati dagli addetti al servizio di raccolta; con sistemi di smaltimento moderni ed efficienti, come quelli in uso altrove, anche da anni.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli, nella quale i professionisti fatturino le loro prestazioni, i commercianti emettano lo scontrino fiscale, gli ambulanti non ingombrino i marciapiedi con le loro merci.

“I have a dream”. Io sogno una Napoli amministrata da politici consapevoli dell’importanza della loro funzione; una Napoli non oppressa dalla criminalità organizzata e dai suoi traffici illegali.

Sì, lo so che questo mio è destinato a rimanere soltanto un sogno, ma almeno la libertà di sognare, vi prego, lasciatemela.

(Gennaio 2019)

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