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I HAVE A DREAM   di Sergio Zazzera   “I have a dream”. Sì, senza volermi paragonare a Martin Luther King, e soprattutto senza volergli mancare di...
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Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine   di Gabriella Pagnotta   Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo...
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SEGNALIBRO a cura di Marisa Pumpo Pica   Napoli 3,0 Sguardi sulla città di Mariacarla Rubinacci Biblioteca dei Leoni, Castelvetrano Veneto,...
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MAGGIO DEI MONUMENTI   di Luigi Rezzuti   La 24° edizione del “Maggio dei Monumenti” è partita il 28 aprile per terminare il 3 giugno...
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Miti napoletani di oggi. 54 IL "DASPO URBANO"   di Sergio Zazzera   In attuazione della Convenzione Europea di Strasburgo del 19 agosto 1985, al...
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Genny Esposito l’americano   di Alfredo Imperatore   Nel 1920, Genny Esposito, era venuto dall’America in Italia con un grosso conto in banca, portava...
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Al Castel dell’Ovo  “That’s Amore”

 

 di Francesca Bruciano

 

La Collettiva d’Arte “That’s Amore” - con il Patrocinio morale del Comune di Napoli -  ospitata dal 4 al 17 luglio a Castel dell’Ovo, nella Sala delle Terrazze,  prosegue il suo viaggio, dopo il successo ottenuto lo scorso giugno nel Laboratorio Artistico Maclis di Monica Palumbo, punto di incontro per gli appassionati d’ arte a Napoli e che poco tempo fa ha accolto anche la prestigiosa collezione di Salvatore Emblema.


La rassegna, appena inaugurata al Castel dell’Ovo, con le opere degli artisti Antonio Conte, Ciro D’Alessio e Giovanni Manzo continua, quindi, con la presentazione di più opere e con un video esclusivo. That’s Amore è:<< Un vero e proprio atto d’amore – sottolinea la curatrice ETRA- Valeria Polly Ferronetti . E’ in realtà un progetto  concepito come un percorso itinerante, alla riscoperta dei luoghi, magici e incantati che la città nasconde e che, con la nascita della ztl,  sono ritornati al loro primo splendore. Ed è poi la celebre canzone scritta dal paroliere Jack Brooks e dal compositore Harry Warren portata al successo da Dean Martin nel lontano 1953. Una canzone nata come dichiarazione d’affetto per Napoli e le sue antiche tradizioni, la tarantella, la pizza, la pasta e fagioli>>.  


I tre artisti,  pur diversi tra loro, per tecniche e percorsi  professionali, sia in Italia che all’estero, narrano, attraverso l’uso sapiente di colori, luce ed immagini, una maniera originale di interpretare la realtà, rivisitandola in chiave moderna. Che si tratti di un paesaggio,  dello scorcio di un vicolo  o di un lembo di costa,  l’occhio dell’osservatore attento diviene partecipe dell’ambiente circostante e si riappropria di ciò di cui fa parte. Non solo un divertissement ma una pittura che spazia da visioni utopiche e surreali ad altre, concrete e romantiche, per rendere uno spaccato della realtà culturale non solo napoletana. Una mostra che si esplica soprattutto nell’ottica di una doppia visione, come riscoperta dei luoghi che hanno fatto la storia millenaria di Napoli ispirando artisti, poeti, intellettuali e come rivalutazione e rilancio culturale.


Al vernissage sono intervenuti Luciano Fuggetta, presidente della Proloco e il vicepresidente del Consiglio Comunale, Fulvio Frezza. Entrambi si sono detti soddisfatti per il tema che accompagna la mostra e che vuole essere un omaggio alla città, ma che soprattutto vuole apportare nuovo vigore alla cultura e all’arte in un capoluogo come quello partenopeo, ricco non solo di attrazioni paesaggistiche, canore e di eventi ma anche, e  in primo luogo, di “realtà” che vanno valorizzate.

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