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IL MONDO DELLO SPORT CONTRO LA GUERRA

 

di Luigi Rezzuti

 


Il mondo dello sport prende sempre più le distanze dalla Russia, dopo la drammatica aggressione militare all’Ucraina tuttora in corso.

Dal calcio, al Judo, dagli sport invernali, al tennis, da giorni è un continuo prendere posizione contro la politica del presidente Vladimir Putin.

Proprio l’uomo che ha sempre utilizzato lo sport come strumento di propaganda, si è visto privare di una delle cariche di cui andava fiero.

La Federazione Internazionale di Judo lo ha infatti privato della presidenza onoraria.

Ma anche il mondo del calcio si sta dimostrando compatto contro la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina.

Dopo la presa di posizione della Uefa che ha tolto la finale di Champions League a San Pietroburgo, è arrivato quella di Polonia e Svezia che hanno annunciato di non voler giocare contro la Russia nei playoff per i Mondiali in Qatar, e anche la Repubblica Ceca, raccogliendo l’invito lanciato dall’ex calciatore Pavel Nedved, ha incaricato il suo presidente di negoziare con Uefa e Fifa sulla decisione del Comitato Esecutivo di non giocare una possibile partita contro la Russia.

Ancora più dura la presa di posizione della Francia, pronta a chiedere alla Fifa di escludere la Russia dai Mondiali.

Anche se non si è ancora esposta a livello di Federazione, in Regno Unito la questione russa è molto sentita con la politica che ha chiesto di prendere provvedimenti contro il proprietario della squadra di calcio del Chelsea,

il magnate russo si è sentito accerchiato e alla fine ha annunciato la clamorosa decisione di lasciare la guida del club.

Anche lo sport italiano si sta mobilitando al fianco del popolo ucraino, il presidente della Federnuoto ha incontrato l’ambasciatore d’Ucraina a Roma dicendo che sono pronti ad ospitare, al centro federale di Ostia i nuotatori ucraini che a causa della guerra sono impossibilitati a proseguire le attività di preparazione in vista degli impegni internazionali.

Nella serie C di calcio, il Potenza ha deciso di devolvere l’intero incasso della partita contro la Paganese, alle popolazioni ucraine colpite dalla guerra.

Con il ricavato saranno acquistati beni di prima necessità (soprattutto derrate alimentari e farmaci) da consegnare alle tante persone che in questo momento stanno vivendo una situazione drammatica.

Il sindaco di Pesaro ha annunciato sui social che non concederà il palazzetto dello sport al Cska Mosca per le partite di Eurolega.

La guerra che la Russia ha dichiarato all’Ucraina ha sconvolto il mondo intero e sono state tante le reazioni del mondo sportivo e non solo all’invasione delle truppe russe in Ucraina.

La Uefa e F1, che hanno spostato la finale di Champions League e annullato il GP di Sochi.

Sempre nelle scorse ore è arrivata la decisione della Polonia, che dovrebbe giocare a Mosca il 24 marzo nella semifinale dello spareggio per Qatar 2022 e ha fatto sapere che non giocherà contro la Russia.

Lo stesso ha fatto la Svezia, che avrebbe potuto affrontare i russi dopo l’atra semifinale contro la Repubblica Ceca.

Come prevedibile è arrivata anche la nota ufficiale della Federazione Ceca, che si è unita alle altre due selezioni nella protesta contro l’invasione russa all’Ucraina: “La nazionale ceca non giocherà in nessun caso, nemmeno in campo neutro, una possibile partita contro la Russia negli spareggi di Coppa del Mondo. Vogliamo tutti che la guerra finisca il prima possibile”.

Anche il Calcio Napoli lancia un messaggio di pace per la guerra in Ucraina: “Fermate la guerra” è il messaggio che arriva dai giocatori del Napoli che dicono: “Stop the war” nelle loro lingue.

Dal belga di Mertens, all’italiano di Insigne e Spalletti, passando per il polacco di Zielinsky, slovacco di Lobotka, il portoghese di Mario Rui, lo spagnolo di Fabian Ruiz, il Kosovaro di Rrahmani, il tedesco di Demme e l’inglese di Osimhen.

Idealmente il Napoli fa un giro del mondo e si schiera contro qualsiasi conflitto.

Il messaggio dei calciatori della società azzurra contro la guerra è un segnale forte, importante, perché anche lo sport può e deve fare la sua parte, perché la guerra è qualcosa da ripudiare sempre e comunque.

La guerra in Ucraina è qualcosa di atroce, di assurdo, così la SSCN prende posizione: “Viviamo un momento pericoloso e drammatico e noi con tutto il nostro seguito dobbiamo lanciare un messaggio di pace. Può servire ad alimentare la consapevolezza di quanto stia accadendo, nella speranza che nel male trionfi presto il bene”.

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis ha voluto fare qualcosa di concreto per aiutare i profughi ucraini, così ha rinunciato ad indossare la maglia Maradona Game Special Edition rossa che andrà all’asta.

I calciatori del Napoli e del Milan, indosseranno la maglia azzurra, mentre il ricavato dell’asta andrà in favore di una onlus che aiuta i profughi che provengono dalla guerra in Ucraina.

Ma per fermare la guerra c’è bisogno del sostegno di tutti, di ogni singola persona che lotta per la pace.

C’è bisogno di unirsi e di marciare tutti uniti per far sentire la propria voce.

(Marzo 2022)

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