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Curiosità etimologiche

 

di Alfredo Imperatore          

 

Alluccà

 

A Napoli c’è questo gioco di parole: “’O Re sta a Pisa (appiso= appeso) e ‘a Regina allucca ancora= il Re è appeso (all’impiccagione) e la Regina grida ancora”.

Alluccare, troncato in alluccà, in napoletano significa gridare. Scrive l’Abate Galiani nel suo famoso (per noi napoletani) “Vocabolario delle parole del dialetto napoletano, che più si scostano dal dialetto toscano, con alcune ricerche etimologiche sulle medesime degli accademici filopadridi” del 1789: <Allucco, grido altissimo, urlo, ululato, onde alluccare, gridar forte con segni di dolore: forse dall’uccello detto Allocco>.

Su tale parola si dilunga il D’Ascoli che così sintetizzo: <Alluccà: gridare, alzare la voce; etimologicamente, da lu(c)cullare= urlare, di origine onomatopeica o da una base luk= bocca aperta; o da buccare= urlare, da cui il napoletano allucco; o dal latino medioevale alucari= lamentarsi>.

Per il de Falco non c’è problema, scartata ogni altra ipotesi, per Lui la voce proviene dal latino adloquor, verbo che significa, tra l’altro, parlare a più persone, rivolgersi a una vasta platea di uditori e quasi comiziale: è risaputo che le arringhe degli antichi avvocati venivano chiamate allocuzioni.

L’allocco (strix aluco)è un uccello molto simile al gufo, però questo ha due ciuffi di penne erettili sul capo ed è generalmente inviso al popolo per l’abitudine di emettere, la notte, grida lugubri e stridenti (perciò porterebbe sfortuna); l’allocco, invece, ha come particolarità quella di avere il capo molto grosso e assumere durante il giorno, anche se disturbato, un’immobilità attonita, la qual cosa ha fatto sì che il termine allocco entrasse nell’uso per designare una persona goffa e sciocca; infatti, in napoletano allocco, che per aferesi di al diventa locco, acquista il significato di stupido, fessacchiotto.

L’allocco è tra i più grandi e aggressivi rapaci notturni, anche il suo canto è alto e stridulo, perciò viene spesso inserito nelle scene dei film di alta tensione. E’ proprio a questa sua specialità vocale che va riferita la radice napoletana della parola alluccà.

Concludiamo ricordando che il termine in epigrafe è diffusissimo nella letteratura napoletana; citiamo da Nicola Capassi autore delle “Alluccate contra li Petrarchista”: <Tanto te allucco ‘nfi ca te sturdisco>. (Tanto ti sgrido fino a stordirti).

E Ferdinando Russo in Sinfonia d’amore: <Ma mo’, sulo e desierto, a casa mia, vaco alluccanno sempre: addò starraje?> (Ma ora, solo come in un deserto, a casa mia, vado gridando sempre: dove starai?).

 

P.S. all(o) è il primo elemento di parole composte, tratto dal greco (alloò) allos= altro, differente, diverso; es. allocazione, allodola, allocco.

(Maggio 2023 - Gli articoli vengono riprodotti quali ci sono pervenuti)

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