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CASO SCOMMESSE

 

di Luigi Rezzuti

 


Calciopoli non è mai finita e guarda caso ogni volta che viene fuori un illecito sportivo c’è sempre, indirettamente o direttamente, la Juventus. Questa volta è indagato il calciatore della Juve Nicolò Fagioli. Il dirigente della società, Giuntoli, non si è sottratto alle domande sul coinvolgimento di Fagioli nell’inchiesta sulle scommesse illecite: “Siamo vicino a Fagioli e dispiaciuti per lui”. Secondo quanto riporta il quotidiano La Repubblica nell’inchiesta della Procura di Torino dai documenti sequestrati emergerebbero dagli scambi di messaggi di Fagioli altri due nomi di giocatori della Juventus. Tutto è nato da un’intervista a Il Corriere della Sera dell’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona che parla di “bische clandestine” e sostiene siano coinvolte almeno cinque/ sei squadre, ma afferma di non poter fare nomi, poi assicura che non vi sarebbero talpe tra gli investigatori, ma si tratterebbe soltanto di “lavoro giornalistico. Secondo indiscrezioni sarebbero coinvolti almeno altri 10 giocatori, 5/6 procuratori. Sembra allargarsi sempre più il caso del presunto giro di scommesse illegali che al momento vede indagati Nicol Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo. Corona ha puntato il dito anche contro Nicola Zalewski, giocatore polacco della Roma che tuttavia non è indagato Corona ammette che è la prima volta che lavora con la Procura, secondo lui, infatti, ci sono praticamente due inchieste parallele, perché gli inquirenti sapevano già i nomi, ma avrebbero aspettato la partita dell’Italia se non fossero venuti fuori prima da “Dillinger” il sito di informazioni da lui gestito.


Dopo Fagioli, Tonali e Zaniolo nell’inchiesta della Procura di Torino sulle scommesse illecite potrebbero uscire altri nomi. La Procura Figc   attende i documenti per aprire eventuali procedimenti. Secondo “La Repubblica” dai documenti sequestrati sarebbe emersa una chat tra Bonucci e Fagioli, ma nessuna prova che il difensore puntasse. Le società sono obbligate da regolamento federale a fare ogni anno corsi di formazione sui comportamenti derivanti dalle scommesse. Nel caso di Fagioli, il suo club, la Juventus, ha informato la Federazione non appena saputo del caso del ragazzo. L’indagine su Fagioli si chiuderà a fine ottobre/inizi di novembre: prima di allora potrebbe chiedere di patteggiare per ottenere lo sconto del 50% sulla pena. Siamo però ancora alle ipotesi, visto che di certezze ce ne sono poche, anche sulle eventuali altre persone coinvolte: siano essi scommettitori o tesserati, che più a conoscenza dei fatti non hanno denunciato, come invece previsto dal codice di giustizia sportiva. Qualora fosse provato, tali soggetti andrebbero incontro al rischio di una squalifica di non meno di sei mesi, mentre il club non sarebbe chiamato a rispondere. Già nei prossimi giorni la Procura di Torino, anche sulla base di quanto emergerà da materiale sequestrato a Zaniolo e Tonali, potrebbe portare alla luce un quadro più preciso sotto più aspetti. Potrà chiarire ad esempio se entrambi i giocatori hanno scommesso anche su partite di calcio, cosa che Zaniolo nega. La Procura Federale potrà aprire un’indagine a sua volta solo in quel caso o se gli stessi interessati chiedono di essere ascoltati e decidono di autodenunciarsi, come fatto da Fagioli. L’avvocato di Zanioli alla Gazzetta dichiara: “Nicol non ha mai scommesso, lo ha detto anche a me. E’ possibile che abbia giocato a poker e blackjack su piattaforme online illegali, senza per sapere che lo fossero”. Ibrahimovic ha detto: “Non si pu giudicare senza saper, se davvero Sandro Tonali è malato di ludopatia bisogna aiutarlo perché è come una droga, anche se io ho giocato al casinò perché ognuno fa quello che vuole con i suoi soldi, e bisogna capire la situazione”. Anche l’amministratore delegato dell’Inter è intervenuto: “Serve un cambiamento e sta a noi farlo. Il calciatore professionista fa parte di una categoria di sportivi particolare, sono ricchi, lo diventano presto, hanno tantissimi spazi vuoti e bisogna riempirli con iniziative positive. Ho assistito agli scandali sul calcio scommesse, siamo al 2023 e si ripetono sempre le stesse cose”. L’articolo 24 proibisce ai tesserati di scommettere non soltanto sui siti illegali, ma su qualunque tipo di piattaforma, se si tratta di competizioni della propria disciplina, e quindi non necessariamente su partite della propria squadra. Il reato ordinario normalmente si risolve col pagamento si una multa, in ambito sportivo la violazione dell’articolo 24 comporta la squalifica non inferiore a tre anni e l’ammenda non inferiore a 25.000 euro”.

(Ottobre 2023)

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