NEWS

Dottore… caffè?   GIOVEDÍ 03 NOVEMBRE, alle ore 19, da NONSOLOCAFFÈ, Corso Vittorio Emanuele III, 321, Torre Annunziata (NA), Presentazione del libro...
continua...
AL SALOTTO CERINO   Salotto Cerino –  Piazzetta del Leone   Giovedì,  30 marzo, alle ore 18 “La Napoli letteraria di Francesco D’Episcopo" Con...
continua...
Miti napoletani di oggi.62 L’EXTRACOMUNITARIO   di Sergio Zazzera   Il fenomeno dell’immigrazione, soprattutto dai paesi africani, è divenuto...
continua...
Miti napoletani di oggi.71 MASANIELLO/-LLI   di Sergio Zazzera   Correva l’anno 1647 quando Tommaso Aniello d’Amalfi, detto “Masaniello”, pescatore...
continua...
La  Famiglia   di Mariacarla Rubinacci    L’argomento del giorno: la famiglia. Intorno al tema ruotano affannosamente i diritti, i doveri, gli...
continua...
LARGO O PIAZZA?   di Antonio La Gala     Spesso nel leggere cose della Napoli antica ci imbattiamo in denominazioni stradali che ci lasciano...
continua...
LA CAPPELLA DEL BUON CONSIGLIO ALLA “SANTARELLA”   di Sergio Zazzera   L’8 dicembre scorso è stata riaperta al culto, dopo circa quindici anni di...
continua...
Miti napoletani di oggi. 54 IL "DASPO URBANO"   di Sergio Zazzera   In attuazione della Convenzione Europea di Strasburgo del 19 agosto 1985, al...
continua...
SALUTE E BENESSERE  Con Iasa a lezione di stile di vita sano tra alimentazione corretta e sport   di Claudia Bonasi   Continuano gli appuntamenti...
continua...
Appuntamenti internazionali alla libreria Iocisto   di Annamaria Riccio   Un’estate di appuntamenti internazionali che vede un’intensa attività nel...
continua...

Dickens stava cadendo nel Vesuvio

 

di Antonio La Gala

 

Lo scrittore Charles Dickens (1812-1870), dopo aver pubblicato i suoi capolavori fra cui il Circolo Pickwink e Oliver Twist, nel 1845 decise di prendersi una vacanza e visitare l’Europa. Visitò Francia, Svizzera e Italia, arrivando fino a Napoli. Dapprima inviò i racconti delle sue esperienze italiane al “Daily News” e poi li raccolse nel 1846 nel libro Pictures from Italy.

Fra i resoconti del soggiorno napoletano più brillanti per l’umoristica e vivace descrizione, c’è quello su una salita notturna a piedi sul Vesuvio. Ne stralciamo liberamente passim alcuni brani. Siamo nel 1845, non c’era ancora la famosa funicolare e i turisti salivano in comitiva, guidati da gente del posto.

‹‹Il capoguida che è compensato in larga misura per tutta la scorta, ci precede a cavallo. Gli altri vanno a piedi››. Con sarcasmo Dickens annota che di questi “altri”, otto recano le portantine che serviranno dopo, e ventidue chiedono elemosine ai turisti. Salgono ‹‹ pian piano per sentieri rocciosi che paiono larghe gradinate appena sbozzate ››, fiancheggiati da vigne, alla fine dei quali sbucano ‹‹su una zona arida e spoglia dove la lava si stende irregolare in enormi masse color ruggine››.

Racconta Dickens che dopo aver ‹‹cavalcato a lungo per il serpeggiante tratturo che si inerpica sul terreno accidentato giungiamo ai piedi della conica vetta. Il cocuzzolo è ripidissimo, dal punto in cui smontiamo da cavallo pare che salga diritto al cielo. E’ buio. Le guide, tutte e trentuno, sicure che la luna uscirà prima che noi saremo lassù, non hanno portato nemmeno una torcia. Due delle portantine servono per le donne, la terza per un signore napoletano piuttosto pessante…che viene portato da quindici uomini, mentre per le donne ne bastano sei per ciascuna. Noi invece che saliamo a piedi, ci serviamo del bastone. Arranchiamo un bel pezzo…Le portantine procedono con improvvise convulsioni e sbandamenti, in basso e in alto per il continuo scivolare e cadere dei portatori….Le guide si esortano fra di loro gridando: Jamme, guagliò! So maccarune (Andiamo, ragazzi, questa fatica ci dà da mangiare maccheroni n.d.r.) ››.

Alla fine della faticosa arrampicata i visitatori giungono ad una ‹‹ spianata, la regione del fuoco, che è un cratere spento fatto di grandi masse di amteria bruciata, somigliante a blocchi di pietra in mezzo ai quali, tra spaccature e crepacci, sale un fumo cocente e solforoso››.

Dickens poi descrive l’atmosfera che acompagna il raggiungimento della spianata. ‹‹Il terreno rotto, il fumo, l’impressione di rimanere ogni tanto soffocati per qualcuno che si è perduto nelle tenebre, ora che i densi vapori coprono anche la luna, l’intollerabile chiasso dei trenta, infine i rauchi ruggiti della montagna generano tanta confusione››.

Dopo la sosta sul cratere, per tornare indietro era prassi lasciarsi scivolare lungo il ripido pendìo. Alcuni uomini si danno la mano e formano una catena di mutuo soccorso. Quelli che precedono gli altri, tentano di aprire con i bastoni, alla men peggio, un abbozzo di sentiero. Nessuno, nemmeno quelli della scorta sono capaci di rimanere in piedi. Allora ‹‹le donne vengono fatte scendere dalle portantine e affidate ciascuna a due uomini che se le portano in mezzo con molta cura. A impedire che cadano davanti, altre le reggono per le vesti››. Cominciano così a scendere in quest’ordine, con le portantine alle spalle, un po’ strisciando, un po’ camminando, con molta lentezza. Alcuni cadono, afferrandosi spesso a chi sta vicino con il rischio di trascinarli nella caduta. Fra urli e schiamazzi di chi cade e di vi sta vicino, giungono dove avevano iniziato la salita e dove stavano i cavalli ad aspettarli. ‹‹Dopo un’allegra cena e un buon ristoro davanti a un fuoco splendente››, rimontano a cavallo e continuano la discesa, fino al punto di partenza iniziale, dove constatano con sollievo che a loro l’avventura è andata meglio di altri turisti che invece trovano lì giacere con qualche osso rotto.

Per poter superare la parte più ripida della salita con la prima funicolare a vapore, dovrà passare ancora quasi mezzo secolo.

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen